Ansia e Paure. Qualche consiglio

A cura di Michele Marzano, Istruttore cinofilo del centro AbraCalabria Dogs di Crotone

Parlare di problemi che rientrano nella sfera comportamentale, in un articolo, è realmente complesso. E’ difficile per svariati motivi, uno dei quali è che ogni problema comportamentale, ha sfumature e sfaccettature che variano da soggetto a soggetto. E poiché è impossibile riuscire a fornire una “cura” senza fare alcuna valutazione sul profilo caratteriale e comportamentale del cane, cercherò di parlarvi molto genericamente di un aspetto che purtroppo interessa molti dei nostri amici a quattro zampe. Anche loro infatti, soffrono spesso di patologie comportamentali che rientrano nelle sfere emozionali e comportamentali dell’ansia e della paura.

Kenya - AbraCalabriaDogs

Ansimare e posture delle orecchie potrebbero comunicare stress

Rumori improvvisi, violenti come tuoni, fuochi d’artificio o altri rumori imprevisti, possono scatenare comportamenti istintivi. In natura, un cane alla presenza di qualcosa che suscita timore, interviene principalmente con due reazioni. O la lotta. O la fuga.

Ma dal momento che non si può combattere qualcosa che non si vede, l’atteggiamento di fuga è quello che suscita maggior successo anche e soprattutto ai fini della sopravvivenza.

Ma per i cani che vivono in casa, contenuti all’interno delle quattro mura, non c’è tanto modo per fuggire. Ed è così che tutta l’energia che dovrebbe dissiparsi per la lotta o per la fuga, viene interiorizzata accrescendo sensibilmente i livelli di stress, sfociando poi in comportamenti di diversa natura, che includono atteggiamenti distruttivi, compulsivi o auto mutilativi (per non parlare di livelli fisiologici alterati, con frequenza cardiaca accelerata, frequenza respiratoria sostenuta, aumento della pressione arteriosa, sudorazione accentuata dai cuscinetti plantari, ecc.).

Mia nonna era solita dire, davanti ad un imprevisto si hanno 3 tipi di reazione. Si può affrontare. Si può accettare. Si può subire. Anche se con differenze sensibili, quello che passa nella testa di un cane è molto simile. Si può essere reattivi. Si può essere omeostatici. Si può essere passivi. Il problema sorge quando non si ha la capacità e la possibilità di poter finalizzare ed incanalare l’energia che deriva dalla situazione stressante, in comportamenti sostitutivi costruttivi. Ed inoltre, aspetto assai rilevante, è davvero impressionante, come gli stimoli provenienti dall’ambiente, proprietari compresi, possano influenzare le scelte e i conseguenti comportamenti di risposta agli stressor. E di conseguenza, alcuni cani subiscono, degenerando poi in veri e propri problemi comportamentali.

Per meglio definire la tipologia ed il livello del problema, è però indispensabile rivolgersi ad un esperto del comportamento. Istruttori comportamentalisti e medici veterinari comportamentalisti, sono gli unici a poter fornire indicazioni valide e professionali per affrontare il problema del vostro amico a 4 zampe.

Percorsi di rieducazione migliorano l’autostima del cane

Conosco molti proprietari che di solito fanno ricerche su internet;  sono addirittura tantissimi i forum all’interno del quale scrivono sedicenti tuttologi. Non perdete tempo inutilmente. Dedicatelo in maniera costruttiva alla soluzione anche perché il vostro cane da solo non è in grado di poter reperire gli strumenti utili per affrontare un attacco di panico o di ansia. Da soli, non sono in grado di poter pianificare un percorso rieducativo. E aspetto ancor più importante, prima ci si rivolge ad una persona competente, più alte saranno le possibilità di successo. Se il vostro cane è un cucciolo, le percentuali di successo attraverso lavori mirati sono decisamente più alti rispetto a quelli di cani adulti. Ma non solo. Se l’atteggiamento mostrato è in fase iniziale, sarà davvero tutto più semplice.

Un altro consiglio è quello di sottolineare quanto, qualsiasi tipo di punizione, per comportamenti di fuga o distruttivi durante gli attacchi di panico, sia estremamente controproducente. Il vostro cane sta reagendo a qualcosa che non capisce. E la punizione aumenta solo i livelli di stress e la confusione, aprendo la strada verso un’escalation di ulteriori episodi. Allo stesso modo è importante non avere atteggiamenti iperprotettivi nei suoi confronti. In gergo questo tipo di approccio potrebbe risultare come un “rinforzo appetitivo”, ovvero come un evento in grado di aumentare la frequenza di quel dato comportamento.

Per meglio affrontare il problema, sarebbe utile, nel momento in cui si contatta uno specialista, avere una cronistoria di tutti gli episodi con relative caratteristiche. Quindi organizzatevi con un “diario di bordo” dove poter annotare l’ora, il giorno, l’evento scatenante il comportamento fobico o di panico, e soprattutto cercate di stare attenti a fornire descrizioni accurate del comportamento del vostro cane. Posizione delle orecchie, posture del corpo, posizione della coda, atteggiamenti di leccamento, distruttivi, di immobilizzamento. Tutto è utile per avere un quadro più completo della situazione e per trovare la strada migliore per affrontare il disagio che vive il vostro amico peloso.

Non tralasciate però l’importanza dell’attività fisica e del gioco. Infatti, quell’energia di cui vi parlavo inizialmente, è indispensabile finalizzarla in attività costruttive. Quindi anche lo sport potrebbe rivestire un aspetto fondamentale per meglio riuscire a ricreare armonia nello stato psico-fisico del vostro cane.

Attività sportive possono diminuire i livelli di stress

Inoltre, una vecchia pubblicità recitava “prevenire è meglio che curare”. Affrontare un percorso di educazione o una puppyclass in età pedagogica, è sicuramente il miglior modo per poter offrire al vostro amico una vita serena e costruttiva assieme a voi.