Il corso di educazione di base visto dal proprietario e dal cucciolo

A cura di Loredana Montenegro

Il corso di educazione di base visto dal proprietario
INTRODUZIONE

Famiglia riunita attorno ad un tavolo in stile seduta plenaria del Pentagono non prima di aver raccolto un folto dossier con informazioni top secret…. perché la scelta è importante: un cane farà parte della nostra famiglia! Però a condizione che tutti se ne occupino (perché non è un giocattolo e vivrà con noi per molti anni) e purché frequenti un corso di educazione. Corso di educazione?! Il tuo collega, l’amico veterinario, addirittura l’amichetta di tua figlia, parlano di questo misterioso corso di educazione di base. E tu, profano, ignaro di quanto stia per accadere, profondamente convinto che l’istruzione, anche per il tuo amico a quattro zampe, sia una priorità , vai ad incontrare l’educatore. Carico di aspettative e paure, orgoglioso perché, nel tragitto che ti separa dal campo, immagini Fido che decanta Dante, corona d’alloro inclusa. L’educatore è una persona cordiale, ti spiega che cosa si farà durante le lezioni e le finalità del lavoro che svolgerete assieme. E tu adesso, oltre che orgoglioso, sei fiducioso ed impaziente di iniziare. Ci si vede quindi per la Prima Lezione.

Il d-day è giunto ed inizia l’odissea perché tu, non il tuo cane, avevi tralasciato una serie di dettagli pratici: l’abbigliamento rigorosamente comodo (avresti optato anche per il pigiama, ma poi dove mettere clicker, bocconi e guinzaglio?), le scarpe da battaglia (stai per recarti in un ameno loco agreste e già immagini tua moglie che parcheggia te, Fido e le tue scarpe polverose sul pianerottolo, sbraitando come un’ossessa)… Ah! Ma i bocconcini appetitosi?? E allora corri come un forsennato a cercare la ricetta dei würstel di pollo da lessare e tagliare della misura giusta (né troppo grandi né troppo piccoli perché: “Il cane non si deve saziare presto ma non deve nemmeno trascorrere l’ora alla ricerca del bocconcino perduto!”). Infine, hai annotato sapientemente “Giov. h 20.00 corso educazione: Fido non deve mangiare” sulle decine di post-it che hai sparso in ogni luogo della casa e con congruo anticipo. Essenziale! Altrimenti tutto il resto è inutile!

Giovedì alle h 20.00, già pronto nella tua nuova veste di allievo sotto le mentite spoglie di Indiana Jones, guardi il tuo cane dritto negli occhi e, mentre riscrivete a sei zampe la celebre pagina del libro Cuore sul primo giorno di scuola, tu e Fido suggellate un patto carico di aspettative. Già vi immaginate degni e capaci delle gesta eroiche delle più celebri coppie dei film d’azione… Ma non appena chiudi il portellone dell’auto ti assale un dubbio: e se anziché Batman e Robin foste più simili a Stanlio e Ollio??? Ommioddio!! Ecco che partono le raccomandazioni fatte guardando Fido dallo specchietto retrovisore… Dante, citato nell’incipit, c’entrava si qualcosa… Ma per la celebre frase: “perdete ogni speranza o voi ch’entrate!” Quella che dovrebbe essere la vostra avventura, nel preciso istante in cui stai parcheggiando,  sembra molto più simile a un girone infernale… L’unico davvero sereno è Fido che, abbandonato il caos metropolitano, si ritrova nel suo paradiso nonostante ci sia un certo languorino ad attanagliare il suo stomaco…

 

A cura di Stefania Serviddio

BAUUUUU….BAUU, UUUHHH….

Traduzione: Il corso di educazione visto dal cucciolo

 

Diario di un cucciolo. Giorno 1 – IL MOSTRO MANGIACUCCIOLI

Ecco qua! Uffa! Non si può più fare un pisolino in santa pace che subito arriva qualcuno a strapazzarti con espressioni un po’ strane che, sinceramente, la mia mamma non fa mai.

Cosa vogliono da me? Perché mi sollevano?

Io voglio solo giocare a rotolarmi con i miei fratellini, anche se mi sa che prima eravamo più numerosi e quello che mi stava più simpatico è andato via con una signora pacioccona che aveva le mani morbidissime… Son rimasto solo io con le sorelline (che onestamente giocano come delle schiappe, tranne una che è una bulla e mi fa sempre male) e piangono sempre perché vogliono farsi toccare dalla signora Pappa. Non la mamma -che piace anche a me un sacco perché è cicciona e calda- ma la signora Pappa. Mannaggia cosa mi son ricordato: LA PAPPA! Signora Pappa mi da la pappa? La signora P. (rimanga tra noi) mi sta un po’ sulle p… perché è sorda. Io voglio la pappa e non me la dà o me la dà ogni tanto. Solo che io ho sempre fame! Poi, l’altro giorno, ha chiamato il MOSTRO MANGIA CUCCIOLI che ci ha dato una pasticca rosa puzzolente e ci ha un po’ punzecchiati ed io ho pianto perché di sicuro il mostro MC vuole farci ingrassare e metterci nella ciotola. Per questo cercavo di sputare la pasticca rosa… Però mi sa che il mostro MC l’ha nascosta in mezzo al paté che mi ha offerto… Mi ha anche dato un biscotto il furbastro! Di sicuro fra un paio di giorni tornerà a controllare la nostra ciccia: IL MOSTRO MC TORNA SEMPRE.

Uffa! Riecco le facce strane!

Basta sollevarmi! Soffro di vertigini e voglio restare nella cuccia!

 

Diario di un cucciolo. Giorno 2 – IL MANICOMIO DELLE FACCE-STRANE

Sono stato trasferito in un manicomio. Il manicomio delle Facce-Strane

Non c’è la mamma, non c’è la sorella-bulla e non c’è la signora Pappa. L’altro giorno tre Facce-Strane son venute a prendermi e ora sono nella mia nuova cuccia. La notte mi lasciano da solo. Io non ci son tanto abituato e mi viene un po’ di nostalgia. Perciò mi lamento come una femminuccia, tanto so che la Faccia-Strana più piccola (io la chiamo FB, ovvero Faccia-Buffa) verrà a coccolarmi. Quando sono fortunato mi porta al calduccio nella sua cuccia gigante. Solo che deve farlo di nascosto o gli altri due la sgrideranno. Anche il discorso pappa è cambiato: mi fanno morire di fame! La pappa non è mai abbastanza! Per fortuna ogni tanto a qualcuno cade qualcosa sul pavimento… FB lo fa apposta ed è la mia preferita, per cui spesso vado da lei e mi sollevo sulle zampe per vedere cosa ha davanti a sé. Sono dei vermetti lunghi e viscidi con una specie di paté sopra. Lo so perché un paio di giorni fa son riuscito a saltare sul tavolo e mangiarli tutti. Poi ho rubato anche una pagnotta e le facce-strane grandi si sono arrabbiate con me e mi hanno detto delle cose che non capivo. Mi sentivo spaventato e confuso, così ho iniziato a mordicchiare per non pensarci. Le Facce-Strane in questi giorni stanno diventando FP: Facce-Preoccupate.

 

Diario di un cucciolo. Giorno 3- IL GRANDE DIGIUNO/CUCCIA SU RUOTE

Oggi non mi han dato la pappa. Li ho visti discutere a lungo mentre una Faccia-Strana grande tagliuzzava una cosa profumatissima e Faccia-Buffa giocava con un ossicino rosso che produceva uno strano rumore. Un click. Il manicomio sta facendo impazzire anche me: HO FAME! Inizio a temere che siano tutti complici del mostro MC e che il loro scopo sia farmi morire di fame. Non mi vogliono cicciotto perché ambiscono solo a rosicchiare le mie ossa! Ad un certo punto mi hanno imbracato con quella cosa fastidiosissima che mi mettono addosso da quando mi hanno rapito dalla signora Pappa e mi hanno portato nella Cuccia-su-ruote. Eravamo tutti insieme: io, la FB, le Facce-Preoccupate/Strane, ma soprattutto l’osso rosso dei rumori e una nuova pappa profumatissima. Chissà dove mi stanno portando… Spero sia dalla signora Pappa e non dal mostro MC…

 

Nota

Questo piccolo gioco, che consiste nel costruire un parallelismo fra percezione dell’uomo che accoglie in casa un cucciolo e la percezione dell’animale che entra a tutti gli effetti a far parte della famiglia, va inteso come un tentativo di rivivere le esperienze che tutti hanno vissuto o potrebbero sperimentare adottando un cane. Ovviamente non si tratta solo di questo.  Tuttavia, è indispensabile precisare che per ciò che riguarda la prospettiva del cane e degli animali in generale, si potrebbe e dovrebbe essere scettici nei confronti di chi sostiene con convinzione di poter costruire un discorso logico e ben articolato sui pensieri che attraversano le loro testoline. Si tratterebbe di un gesto di presunzione! Siamo diversi e il rapporto fra noi e le altre specie (purtroppo) troppe volte tende ad annichilire la diversità o esaltarla in modi evidentemente squilibrati. Quello che possiamo fare (e che io ho cercato di fare), tenendo conto che si tratta sempre e comunque di un gioco senza pretese, è cercare un punto di contatto fra le nostre azioni e le loro reazioni. Tentare di muoverci all’interno di questa relazione concependola come quella tra noi e un amico che ha qualcosa da dirci e vuole che lo ascoltiamo. Il che ci costringe a comportarci con tatto e intelligenza e non dare mai nulla per scontato. Personalmente mai mi sognerei di appiattire il loro universo al mio e, per certi aspetti, trovo divertente ed interessante il tener conto di quanto loro siano diversi da noi. Questo ci permette di abbandonare i nostri consueti schemi mentali ed evitare un eccessivo uso della razionalità così da poter attivare la fantasia.