Obedience: oltre l’obbedienza

A cura di Anna De Romita – educatrice cinofila Bari

Cosa vi fa venire in mente la parola “obedience”? Probabilmente, seguendo il significato letterale della parola stessa avrete subito pensato che qui si parli, in relazione ai nostri amici a quattro zampe, di una disciplina interamente costituita da rigide sequenze di esercizi finalizzati ad ottenere un efficente controllo sul nostro cane. Fin qui una mezza verità…mezza perché così sembra che ci si riferisca solo a noiosi e impegnativi esercizi che il cane dovrebbe eseguire non si sa bene come e perché. E a questo punto sorgerebbe il sospetto che non sia proprio un’attività piacevole per i nostri amici pelosi. Al contrario, e qui si completa la definizione del significato della disciplina, l’Obedience punta sì al corretto svolgimento di alcuni esercizi utili per il controllo del cane ma ciò deve avvenire attraverso il primario obiettivo della creazione di un vero binomio. Il cane deve ragionare, collaborare, lavorare in stretta e meravigliosa complicità con il suo amico umano aiutandosi magari con la migliore delle attività utile a questo scopo: il gioco.

Quando un cane entra nelle nostre vite e diventa “il nostro cane” siamo noi che decidiamo se rimanere “due” o diventare “uno”, un binomio dove ognuno resta se stesso ma contribuisce ad una comune e unica armonia…come sperimenta ogni giorno da anni Maurizio Romanoni, istruttore cinofilo302250_2238141387672_611458070_n


Da quanto tempo ti occupi di Obedience? E di cosa si tratta?

Mi occupo di Obedience ormai da circa quattordici anni. E’ una disciplina estremamente tecnica che si prefigge di creare un binomio armonico e coeso. Il cane dovrà fare esercizi vari come conduzione al piede, richiami, invii, riporti e salti, il tutto con estrema precisione, velocità ed allegria. Il binomio dovrà esprimere il piacere di lavorare.

Come ti sei avvicinato alla disciplina?

Avevo fatto un viaggio in Svezia per l’agility, ed è stato un vero e proprio colpo di fulmine. Non essendo infatti una disciplina automotivante, diversamente da tutte le altre, si basa esclusivamente su di un ottimo rapporto tra cane e conduttore.206775_1020134336572_3190_n

Quali sono le tue esperienze in ambito cinofilo?

Utilità e difesa, Agility e appunto Obedience. Ora tengo stages che si prefiggono di creare armonia nel binomio ed evitare conflitti e stress, attraverso il gioco.

A chi consiglieresti l’Obedience?

A chi ama davvero i cani. Diversamente tempo richiesto e sacrifici sarebbero troppi.

Nell’ambito della relazione uomo-cane quali fattori, attività o comportamenti consideri fondamentali?

Il cane va vissuto nella sua totalità. Il dar da mangiare e portare ad espletare semplici bisogni fisiologici non crea alcunchè. Bisogna cercare di capirlo, imparare a “leggerlo”, a toccarlo, ad avvicinarsi e ad accarezzarlo nel modo giusto e rispettoso. Tuttavia intenso. Come tra persone che si amano, del resto. E poi il gioco, frenetico e liberatorio.

Quali sono invece gli errori commessi da proprietari che rilevi più di frequente?

Incapacità di fare quel che ho appena descritto. Confondere le smancerie, il viziare a tavola dando cibo, il non farsi rispettare, non rispettando in fondo quelle che sono le prerogative di cane…con il rispetto e la cura del cane. In questo senso e in questa direzione penso che la consulenza di un buon istruttore sia imprescindibile per chi sta per o già convive con un amico a quattro zampe.

Qual è la tua opinione sulla realtà attuale della cinofilia in Italia? E hai riscontrato dei cambiamenti negli ultimi anni?

C’è indubbiamente più informazione, più nozioni spicciole, grazie alla rete ed alle riviste divulgative. Tuttavia non sempre, direi troppo spesso, queste nozioni coincidono con la vera e profonda cultura cinofila. Durezza e coercizione e dall’altra parte buonismo dolciastro e poco costruttivo sono due estremi dannosi. Un buon equilibrio, però, non è facile da trovare. Il cammino penso sia ancora molto lungo.

Quali sono i tuoi progetti attuali 381229_2637728751360_737927358_ne futuri?

Penso che continuerò con l’insegnamento perché di questo, di giuste ed equilibrate impostazioni penso abbia bisogno chi si avvicina alla cinofilia ed intenda impostare una corretta ed armonica relazione. Concetto che non mi stancherò mai di ripetere. Marginalmente vorrei continuare a prepararmi in ambito agonistico.

Accanto alla pratica e all’insegnamento dell’Obedience ti occupi anche di formazione per educatori cinofili? E’ un’attività gratificante?

Qui mi ricollego a quanto detto sopra. Alcuni stages sono infatti diretti a formare educatori cinofili. Devo aggiungere però che molti di questi educatori, peraltro già formati, che si presentano ai miei stages, dimostrano un’assoluta e gravissima incapacità ad avvicinarsi ed a gestire il cane. Qualche nozione appresa da vecchi testi, molti preconcetti e tutto finisce lì. Dunque credo che la formazione sarebbe davvero gratificante se non fosse mirata, come troppo spesso accade un po’ dappertutto (qualsiasi centro, infatti, può sfornare pseudo educatori, purché paghino) al mero tornaconto di chi organizza, ma si prefiggesse davvero di creare persone davvero capaci, un domani, di aiutare i proprietari ed in ultima analisi di fare del bene ai cani. Più severità, corsi più lunghi ed impegnativi, tanta pratica, ottimi insegnanti ed esami davvero selettivi.486196_378135885610126_1553468678_n