Mmm ma che bontà! Il gusto

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A cura di Anna De Romita – educatrice cinofila Bari

Tra i sensi del cane il gusto è senza dubbio tra i meno sviluppati e non è neanche lontanamente paragonabile a quello umano. La capacità dell’uomo di distinguere e apprezzare sapori attraverso le papille gustative e, soprattutto di riconoscere sfumature attraverso lingua, palato e faringe, arriva ad una sensibilità circa 5 volte superiore rispetto a quella canina.

I cani percepiscono come noi i sapori base: dolce, amaro, salato e acido ma, possedendo una quantità enormemente inferiore di papille gustative rispetto all’uomo, si pensa che non assaporino un cibo individuandone le vie di mezzo, le mescolanze e i contrasti che possono crearsi tra i quattro sapori più forti.

Si dice che i nostri amici a quattro zampe abbiano, quindi, tre tipi di atteggiamento o, meglio, di reazione di fronte alla ricca ciotola che gli proponiamo: rifiutare, restare indifferenti o divorare. Io direi che il restare indifferenti è un po’ come il rifiutare…ma in ogni caso il nostro amico generalmente ci fa chiaramente comprendere quanto gradisce o non gradisce il cibo che vogliamo propinargli!

Quindi, cercando di venire a compromesso tra la sua approvazione e la nostra disponibilità economica e di tempo, cerchiamo di non far mancare al nostro cane una sana e bilanciata alimentazione e non dimentichiamo che lui può tranquillamente consumare anche frutta, verdura, cereali, etc. e non soltanto esclusivamente carne come spesso si crede. Inoltre, si può anche valutare di adottare un regime dietetico misto, composto ad esempio di alimento secco (i famosi croccantini) e carne e/o verdura e frutta. Quando il cane gradisce uno di questi alimenti solitamente lo inghiotte masticando pochissimo, cosa che fa temere a molti proprietari che ci sia qualche problema di salute o di eccessiva voracità.

Queste considerazioni ci spingono a riflettere sul fatto che forse il gusto non è, tra i sensi del cane, il meno importante… semplicemente è un gusto di tipo diverso rispetto al senso umano. Infatti, richiamandoci all’importanza dell’olfatto canino ( http://www.dogmagazine.it/2013/02/strade-di-odori-lolfatto/ ) possiamo supporre che il cane apprezzi i sapori più che altro annusando, e catalogando o riconoscendo nell’infinito archivio di odori che possiede e arricchisce ogni giorno, quei sapori che diventano odori e che procureranno, così, sensazioni complesse di piacere o dis-piacere. Tali sensazioni sono, di certo, precluse all’uomo per un limite oggettivo dato da un olfatto meno potente e raffinato ma non si è, forse, fatta strada tra noi esseri umani la consapevolezza di aver perso qualcosa nella società della fretta, del virtuale e dell’omologazione? E non si parla, infatti, della necessità di mangiare lentamente per assaporare meglio i cibi non solo attraverso la lingua e il palato ma anche attraverso l’olfatto, la vista e, perché no, il tatto?cane-ciotola

Basti pensare, infine, a quante volte al giorno vediamo il nostro cane usare la lingua per leccare una superificie (magari l’urina di un altro cane) o un oggetto sconosciuto o la nostra faccia o il muso di un altro cane per acquisire e rilasciare informazioni. Attraverso la lingua il cane conosce, comunica e interagisce con l’ambiente e con i con-specifici (cani) e gli etero-specifici (esseri umani e altri animali). Leccarsi o leccare il naso è ad esempio un segnale calmante molto usato…ma questa è un’altra storia ( http://www.dogmagazine.it/2013/01/segnali-calmanti-la-vera-comunicazione-tra-cani/ ).

Chissà forse i nostri amici a quattro zampe hanno ben conservato una capacità che noi abbiamo perso o che lasciamo in noi sopita e dimenticata e riescono, al di là dei limiti e delle caratteristiche fisiche, a tenere all’erta tutti i loro sensi quando percepiscono qualcosa. Del resto, il verbo “sentire” non può essere usato indifferentemente per una sensazione tattile, uditiva o di gusto? 

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