Un cucciolo aggressivo. Un mondo di considerazioni.

A cura di Claudio MinoliCentro Cinofilo PsycoDogs – BARI

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Aggressività, questa sconosciuta!

Aggressività, questa sconosciuta!

Penso che in tutti questi anni, se avessi avuto un centesimo per ogni volta che le mie orecchie hanno sentito parlare i proprietari di aggressività , a quest’ora penso sarei un ricco istruttore cinofilo.

Aggressività, questa sconosciuta mi viene da dire. Il motivo proverò a spiegarvelo in queste piccole considerazioni che vengono fuori a mezzanotte e mezza, dopo che la redazione del dogmagazine.it, a seguito delle tante richieste ricevute, mi ha invitato a parlare dei possibili atteggiamenti aggressivi dei cuccioli nei confronti del cibo. Intanto, cominciamo col dire che parlare di aggressività ad un pubblico così vasto e variegato è davvero complesso. Tenendo conto del fatto che si tratta di un articolo di giornale, non potrò dilungarmi quanto vorrei. Cercherò comunque di soddisfare la richiesta della redazione e di semplificare il più possibile i concetti inerenti l’aggressività, affinchè tutti i lettori possano trarre spunto da questo articolo. Bene, cominciamo… Continue reading

Il Clicker Training. Una filosofia di Educazione

A cura di Minoli Claudio del Centro Cinofilo PsycoDogs di Bari

Claudio Minoli & SkyE’ arrivata la primavera e le giornate si sono finalmente allungate. Abbiamo più tempo da dedicare ai nostri amici a 4 zampe, ci sentiamo più carichi e sicuramente maggiormente propensi all’interazione con il nostro “fedele” amico anche grazie al tepore primaverile.

Molto spesso, però, le persone si domandano come poter avviare una corretta relazione con il proprio amico a 4 zampe.

Sicurmente, l’idea più costruttiva per un corretto sviluppo della vostra relazione con il cane, è quella di rivolgervi ad un educatore o ad un istruttore cinofilo professionista.

Un tecnico abilitato e soprattutto competente vi aiuterà a migliorare la relazione interspecifica e  vi potrà guidare in un percorso formativo all’insegna del benessere per voi e soprattutto per “fido”.

Decidete di fare un giro di telefonate e di rivolgervi ad un centro di educazione della vostra città, ma vi capita di vedere una cosa strana: osservare l’istruttore cinofilo che durante la lezione utilizza una scatoletta di plastica che emette un suono particolare, “click-clack”.Click and Go ;-)

Vi guardate attorno e cercate di capire meglio cosa sta accadendo, ma niente, non riuscite proprio a capire cosa sia quella scatoletta “magica”. Cani liberi, senza guinzaglio, senza collari, senza un contatto fisico pronunciato, così come vi aspettavate e così come vi aveva detto il vostro negoziante di fiducia o il vostro amico di passeggiate. E la cosa ancora più strana é che nel campo di addestramento non ci sono tantissimi cani, anzi, vi può capitare di vederne anche uno solo per volta.

Magari questa cosa vi insospettisce un po’ e provate a chiedere a qualche altro professionista, fate una ricerca su riviste, su internet e trovate un altro luogo più consono alle vostre aspettative, vi rendete conto di essere capitati in un luogo “giusto”, dove i cani sono tenuti al guinzaglio con i collari a strangolo che conoscete perfettamente. Gli stessi collari che vi sono stati consigliati dai conoscenti possessori di cani. E, finalmente, vedete un po’ di “disciplina”… tanti cani all’interno del campetto in fila che eseguono alla perfezione i “comandi” impartiti dai rispettivi proprietari.

Ma è davvero questo di cui abbiamo bisogno? Di una disciplina ferrea, di collari a strangolo per poter punire, di tonalità della voce esagerati, di stare in fila come “capre” ed eseguire tutto quello che l’istruttore dice di fare, tutti allo stesso tempo, tutti nella stessa maniera?

O sentite la necessità di comprendere il comportamento del vostro cane, il perché di determinati comportamenti e cercate un metodo non invasivo che vi permetta l’esecuzione degli stessi esercizi ma fatti senza l’ausilio della coercizione?
Sky

Quando ho iniziato la mia attività di educatore, non conoscevo altra metodologia, c’era solo quella descritta nei libri e nei manuali; I miei “maestri” mi hanno insegnato alla perfezione la funzionalità del collare a strozzo ( o collare a strangolo, collare a maglie, collare per l’addestramento, ecc).

Ma la cosa sicuramente importante è che gli studi e l’esperienza mi hanno insegnato che questo tipo di collare è un’arma pericolosa.

Con il passare del tempo per fortuna le cose sono cambiate, le metodologie si sono evolute nel rispetto del compagno a 4 zampe e gli studi condotti con estremi sacrifici, mi hanno portato ad abolire ogni forma di coercizione, ogni “arma” a discapito del cane, e cercare metodologie che portassero il cane a cooperare.

Nel centro in cui opero, il centro cinofilo Psycodogs, è oramai dal 1999 che non sono tollerati collari a strangolo, figuriamoci altre metodologie. Ed è da oltre 14 anni che ho scoperto la funzionalità di quella scatoletta di plastica, il famoso clicker di cui si sente tanto parlare ma del quale forse non si ha un’idea ben precisa, che assieme ad altri strumenti ed altre metodologie, fa parte dei programmi di educazione e di rieducazione del nostro centro cinofilo.
Willow del Centro Cinofilo Psycodogs
Il clicker ha una grande potenzialità se usato correttamente. Il cane non è obbligato ad eseguire un “comando”, non c’è imposizione, non ci sono conflitti di alcun tipo.
Il vostro amico a 4 zampe è sempre libero di scegliere quale comportamento attuare, e soprattutto ha ottenuto delle informazioni precise e sicure su quali sono i comportamenti che provocano gratificazione, sia al proprietario, sia al cane stesso.

E’ una meravigliosa scatoletta di plastica che ti permette una forma comunicativa diretta, un’opportunità unica visto le sostanziali differenze di linguaggio che esistono tra noi e i nostri amici a 4 zampe. Certo, non è stato semplice all’inizio, soprattutto vista la mia preparazione precedente. Mi è capitato di commettere anche errori sostanziali, ma ogni errore è sempre stato uno spunto di riflessione, era sempre il cane che avevo di fronte che mi comunicava l’alternativa migliore, la soluzione forse più lenta, ma di sicuro molto efficace, soprattutto nella costruzione di un rapporto con il vostro “pelosone”. Ma vediamo di capire meglio cos’è questo fantomatico clicker.

Il clicker è una semplicissima scatoletta di plastica che contiene al suo interno una linguetta metallica, e se premuto emette un suono secco, “click-clack”. Sono tante le persone che intravedono un gioco in questa scatoletta di plastica, altri pensano che sia come un fischietto, una specie di richiamo. Ma non c’è niente di più falso.

Il clicker si basa su concetti di psicologia estremamente chiari: il condizionamento classico, il condizionamento operante e soprattutto il rinforzo positivo.

Clicker TrainingSe usato correttamente (affidatevi sempre ad un professionista!!) è uno strumento estremamente potente che permette di dare al cane un’informazione estremamente importante: quale dei suoi comportamenti funziona, quale comportamento permette al cane di ottenere qualcosa che gli piace e che vuole, qualcosa che volta per volta, aumenterà le probabilità che lo stesso comportamento si verifichi di nuovo.

Ma ripeto, non è semplice il suo utilizzo basandosi su concetti di psicologia e anche perché è una vera e propria filosofia di vita. Significa infatti cercare un modo per comunicare e per vivere con gli animali, attraverso la gentilezza e la comprensione. E soprattutto vi permette di saper sfruttare le capacità del vostro amico, che sono totalmente differenti da quelle di un altro cane.

Ogni individuo ha caratteristiche completamente differenti l’uno dall’altro. Vi permette di costruire un rapporto univoco, che non si basa su schemi comportamentali generalizzati come può avvenire con l’utilizzo delle metodologie c.d. coercitive, dove ogni “pattern” comportamentale è paragonato a quello di un altro soggetto.

super sky

La prossima volta che vi avvicinate ad un centro di educazione in cui si usa il clicker training, soffermatevi con attenzione. Chiedete informazioni e cercate di capire l’enorme potenzialità di quello strumento. Chissà che anche voi non riusciate a costruire un meraviglioso rapporto con il vostro amico a 4 zampe anche grazie all’utilizzo del clicker training.

Claudio Minoli

Centro Cinofilo Psycodogs – Bari
www.psycodogs.it
tel. 339.3553035

Pitbull dei miracoli

LIGA

Forse molti non sanno che, proprio dietro l’angolo, ci sono anche quei pitbull speciali: quelli che aiutano la gente, quelli che non si tirano indietro di fronte alla fatica.

A cura di Chiara Santarelli, Educatore Cinofilo di Fermo

Ogni volta che accade un fatto del genere, si tratti realmente di questa o di altre razze, si torna sempre a criticare aspramente e ghettizzare il pitbull assassino, come se si trattasse di una razza creata in laboratorio con il solo scopo di uccidere chiunque gli capiti a tiro. E ogni volta si inizia a puntare il dito sulla pericolosità di questi cani, a proporre di sterminarli e così via campando per aria teorie fantasiose degne dei soliti esperti della domenica.Ma chi sono realmente questi cani?

E’ bene dire che il pitbull non è un cane adatto a tutti. E’ molto coraggioso e molto forte, ha un’elevata resistenza al dolore, ma di indole non è assolutamente aggressivo verso le persone. Anzi, è un cane molto socievole con l’uomo, ha bisogno di contatto, ed è molto fedele. Estremamente intelligente, molto affettuoso e coccolone, si adatta con estrema facilità alla vita familiare. E’ ovvio che è un cane che deve essere ben socializzato con qualsiasi tipologia di persona ed animale, come tutti i cani del resto. Deve essere educato a comportarsi in modo corretto sia in casa che fuori, come tutti i cani del resto, e deve soprattutto avere un corretto rapporto con i familiari.  Va da sé che se viene addestrato a combattere e uccidere, se viene picchiato violentemente, se viene trascurato e “abbandonato” in giardino può diventare pericoloso, come qualsiasi altro cane.Certo, è vero che ci sono stati diversi episodi di aggressioni da parte di questi cani, ma anche da parte di cani di altre razze. Però non si può, ogni volta, demonizzare e generalizzare. Forse molti non sanno che, proprio dietro l’angolo, ci sono anche quei pitbull speciali: quelli che aiutano la gente, quelli che non si tirano indietro di fronte alla fatica. Quei pitbull che, insieme ai loro compagni umani, hanno salvato vite e fatto miracoli.

Yagho, fermano doc, primo pitbull in Italia e in Europa ad essere brevettato come cane da salvataggio nautico.

Yagho, fermano doc, primo pitbull in Italia e in Europa ad essere brevettato come cane da salvataggio nautico.

Come non citare l’indimenticabile Yagho, fermano doc, primo pitbull in Italia e in Europa ad essere brevettato come cane da salvataggio nautico che, insieme a Damiano dell’Associazione Pegasus Cinofili Soccorso Nautico, il suo conduttore, ha contribuito a pattugliare  i nostri litorali pronto ad intervenire laddove ce ne fosse stato bisogno. Continue reading

I wannabe* del mondo cinofilo

E così, surfando in internet, mi sono imbattuta in prosopopee di Mr. e Miss Cinofilia.

E così, surfando in internet, mi sono imbattuta in prosopopee di Mr. e Miss Cinofilia.

 Può capitare anche a voi di leggere articoli, riflessioni o brevi saggi che hanno la pretesa di spiegare concetti di cui l'autore/autrice non ha la benché minima idea...

Può capitare anche a voi di leggere articoli, riflessioni o brevi saggi che hanno la pretesa di spiegare concetti di cui l’autore/autrice non ha la benché minima idea…

La verità è che grande oratore fa solo rima con grande educatore. Sarebbe davvero bello se il fatto di saper costruire un periodo sintatticamente complesso (uh-uh…come suona bene) fosse la cartina tornasole della veridicità delle affermazioni in questione. E così, surfando in internet (prendo in prestito l’espressione inglese surfing on internet perché rende meglio l’idea del mio passare il tempo leggendo qua e là cose assurde), mi sono imbattuta in prosopopee di Mr. e Miss Cinofilia. Può capitare anche a voi di leggere articoli, riflessioni o brevi saggi che hanno la pretesa di spiegare concetti di cui l’autore/autrice non ha la benché minima idea. Al di là del simpatico copia-incolla senza citare la fonte, o del più raffinato “prendi un pezzetto di qua e uno di là e poi copia-incolla” continuando ostinatamente a non citare la fonte, abbiamo anche dei casi di “leggo un poco di questo, poi un poco di quello, shakero e personalizzo con delle mie considerazioni”. L’ultimo cocktail cinofilo andrebbe anche bene, se la persona in questione avesse una certa competenza in materia e quindi evitasse di trattare un argomento che, modificato e alterato dalle sue affermazioni, è da considerarsi cestinabile al 70%.  Ma come, tutto qui? Tutto questo sarcasmo per un po’ di informazione di cattiva qualità?Premettendo che dal mio punto di vista l’informazione di cattiva qualità è benefica come mangiare del cibo la cui data di scadenza potrebbe essere inserita nei libri di storia (avete presente quando all’improvviso vi viene mal di pancia e non sapete neanche il perché? potrebbe essere qualsiasi cosa…voi il mal di pancia ve lo tenete, ed in aggiunta non sapete con chi prendervela perché non sempre si riesce a fare il giusto collegamento tra causa ed effetto), devo dirvi che purtroppo no, non finisce qui.

Al terzo posto abbiamo quello che "ho fatto un corso di 6 giorni e quindi sono un educatore cinofilo".

Al terzo posto abbiamo quello che “ho fatto un corso di 6 giorni e quindi sono un educatore cinofilo”.

Infatti, potreste avere la fortuna di incontrare dei personaggi alquanto singolari. Volete degli esempi? Dunque…. Al terzo posto abbiamo quello che “ho fatto un corso di 6 giorni e quindi sono un educatore cinofilo”. Eh? In sei giorni non riesci ad acquisire neppure le più basilari conoscenze teoriche di cui un educatore necessita, come fai ad avere il tempo di osservare i cani e cominciare ad imparare dalla loro osservazione? E vabbè…lasciamo perdere i cani che per osservarli c’è sempre tempo… Non ho capito. Quindi prima si diventa educatore e poi si impara ad osservare i cani? E con chi fai pratica? Con i cani dei clienti? Qualche cavia la si trova, suvvia non andare per il sottile… Continue reading

E’ il cane giusto per me?

A cura di Alessia Fusco – 

Io ed i miei genitori lo portavamo in un giardinetto sotto casa, tuttavia l'incapacità di tutti di gestirlo ci impediva di lasciarlo libero.

Io ed i miei genitori lo portavamo in un giardinetto sotto casa, tuttavia l’incapacità di tutti di gestirlo ci impediva di lasciarlo libero.

Qualche giorno fa mia madre mi ha dato un libricino che era rimasto a casa sua: “Come allevare ed addestrare il pointer”… Un libro che mi ha riportato indietro di 30 anni. Era ancora il tempo in cui per far mettere seduto il cane, l’autore consigliava una trazione del guinzaglio verso l’alto e poi una pressione sul posteriore del cane..et voilà! Ecco un bel seduto!

Il libro l’avevo acquistato per cercare di educare Lucky.. Lucky,il mio cane da bambina.

Come quasi tutti i bambini, anche io desideravo un cucciolo,un amico di cui potermi prendere cura, e non passava giorno in cui non chiedessi ai miei genitori di esaudire questo mio desiderio. Un giorno mia madre e mio padre,sfiniti dalle mie insistenti richieste,tornarono a casa con un minuscolo cucciolo di segugio. Non potete immaginare la felicità! Lo avevano comprato da un signore la cui cagna aveva fatto una cucciolata e quando arrivò a casa nostra doveva prendere ancora il biberon e i suoi occhietti velati si erano appena aperti.

Solo oggi posso capire cosa questo può aver significato..

Nei primi due mesi di vita,la mamma insegna ai suoi piccoli le prime regole della socializzazione (es. l’inibizione al morso) che permetteranno successivamente ai cuccioli di interagire in maniera “corretta” con i conspecifici. I cuccioli allontanati prematuramente dalla mamma corrono il rischio di soffrire poi di disturbi del comportamento, più o meno importanti, come iperattività, ansia, insicurezza ecc..

Ma allora, come dicevo, ero una bambina felice di allattare quel cucciolo! Cosi bisognoso di me che, invece di camminare, ancora strusciava sul pavimento..

Passò il tempo, Lucky divenne un bel cucciolo, desideroso di fare esperienze, di giocare, seguire piste,correre.

Un giorno mia madre e mio padre,sfiniti dalle mie insistenti richieste,tornarono a casa con un minuscolo cucciolo di segugio. Non potete immaginare la felicità!

Un giorno mia madre e mio padre,sfiniti dalle mie insistenti richieste,tornarono a casa con un minuscolo cucciolo di segugio. Non potete immaginare la felicità!

Era un cucciolo molto vivace e agitato, non stava fermo un attimo. Io ed i miei genitori lo portavamo in un giardinetto sotto casa, tuttavia l’incapacità di tutti di gestirlo ci impediva di lasciarlo libero. Cosi era sempre legato… Mi  trascinava letteralmente dietro di lui! E quello che mi era sempre sembrato un sogno, avere un cane, ora non mi sembrava poi cosi bello. I miei genitori mi rimproveravano dicendo che ero io che avevo voluto il cane…. Ma io ero una bambina!! Mi ricordo che la sera parlavo a Lucky e gli dicevo: “Devi essere buono. Io ti voglio bene..Ma tu fai solo disastri..”. Lui mi guardava e sembrava comprendermi, però nel frattempo era sempre più “nervoso”. Continue reading

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