Unità cinofile della Protezione Civile

A cura di Cristiano Zanichelli www.inviaggioconargo.it

Logo di "In viaggio con Argo", per maggiori informazioni www.inviaggioconargo.it

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Conduttore e cane, questo fantastico binomio si chiama Unità Cinofila, proprio perché questi due elementi si fondono in un’unica entità, dove l’interazione e la comprensione reciproca formano un elemento di indissolubile qualità.

Conduttore e cane, questo fantastico binomio si chiama Unità Cinofila, proprio perché questi due elementi si fondono in un’unica entità, dove l’interazione e la comprensione reciproca formano un elemento di indissolubile qualità.

“Quanto mi piacerebbe avere un cane così”…
A quanti di noi è capitato di vedere città e interi paesi messi in ginocchio da malaugurati eventi
come i terremoti?
Valanghe di neve che si abbattono su ignari sciatori e su paesini collocati ai piedi dei monti? Quante volte, in tv o sui giornali, abbiamo appreso della scomparsa di un anziano o di un giovane che non ha più fatto rientro nella propria casa?
Spesso, indispensabili protagonisti nelle azioni di soccorso in queste brutte vicende sono i nostri cani, i cani della Protezione Civile, di cui si parla poco e si vede poco; di rado, solo alcuni fotogrammi o miseri articoli di giornale. E’ per questo motivo che voglio iniziare a scrivere di loro, della loro silenziosa disponibilità, della loro amicizia che li lega agli esseri umani e informare quanto sia reale e importante la loro collaborazione in una società civile come la nostra.

Solo gli “addetti ai lavori” sanno che preparare un cane per questo tipo di lavoro è molto impegnativo, che richiede tanta costanza, un forte impegno (visto che parliamo di Volontariato) ed una grande motivazione oltre alla indispensabile passione per il mondo canino. Conduttore e cane, questo fantastico binomio si chiama Unità Cinofila, proprio perché questi due elementi si fondono in un’unica entità, dove l’interazione e la comprensione reciproca formano un elemento di indissolubile qualità.

Ma cosa serve per ottenere buoni risultati? Oltre alla preparazione del nostro fedele quattrozampe, fondamentale anche la formazione del proprio conduttore il quale è tenuto a frequentare corsi base e di specializzazione cinofila, organizzati dai Coordinamenti Provinciali e Regionali della Protezione Civile, ed a sottoporsi ad esami periodici per poter operare. Complessivamente il percorso formativo è lungo e faticoso: occorrono circa due anni di duro lavoro impegnandosi tutti i fine settimana per poter accedere alla prima sessione di esame operativo che certificherà la idoneità della Unità Cinofila ad operare. Una caratteristica fondamentale nella prima fase di lavoro nella preparazione della U.C. è il legame che si deve creare tra i due “allievi”, dove l’empatia e l’interazione reciproca sono la chiave per ottenere dei risultati eccellenti, sia nel controllo del nostro amico che nel lavoro di ricerca reale.
Solo se questo primo step di lavoro sarà “solidificato” allora si potrà proseguire con i successivi, dove si affronteranno gli aspetti più tecnici legati al vero lavoro di addestramento alla ricerca delle persone.Un altro aspetto da non sottovalutare è l’età del cane. Inutile dire che prima si inizia questo
percorso e più facilmente l’apprendimento sarà rapido, ma è anche doveroso affermare che una buona educazione di base è indispensabile; il cane da Soccorso quindi, dovrà essere ben socializzato sia con le persone che con i “colleghi” in quanto spesso a stretto contatto con entrambi nelle situazioni di emergenza reale. Quindi, a mio avviso dai due mesi in poi il nostro cucciolo dovrà seguire un buon percorso educativo (con un buon educatore-istruttore) per poi affrontare l’addestramento vero e proprio.

Complessivamente il percorso formativo è lungo e faticoso: occorrono circa due anni di duro lavoro impegnandosi tutti i fine settimana per poter accedere alla prima sessione di esame operativo che certificherà la idoneità della Unità Cinofila ad operare.

Complessivamente il percorso formativo è lungo e faticoso: occorrono circa due anni di duro lavoro impegnandosi tutti i fine settimana per poter accedere alla prima sessione di esame operativo che certificherà la idoneità della Unità Cinofila ad operare.

Prendiamo ora in esame quali sono le doti caratteriali che un cane da Soccorso deve possedere: una buona sociabilità è molto importante proprio per i motivi che sopra ho citato; Una buona docilità ma non in eccesso (diversamente avremo un cane troppo sottomesso e “schiacciato”); dovrà avere un buon temperamento, quindi una buona velocità reattiva nei confronti di nuovi stimoli; importante una buona tempra, quindi una reale capacità di sopportare stimoli negativi anche fisici (ma non troppo altrimenti avremo un cane troppo “duro”). Infine il nostro amico dovrà avere un’ottima curiosità che lo stimolerà nel lavoro di ricerca. Ecco, questi sono gli aspetti caratteriali più importanti che un cane da Soccorso dovrebbe avere e non sono in ordine di importanza; alla fine insieme queste doti contribuiscono a formare l’aspetto di un cane con un buon equilibrio e disposto positivamente a lavorare con l’uomo.

E la razza? E la conformità fisica? Un cane di grande taglia, (intendo di un peso significativo non l’altezza al garrese come indicato dalla FCI), nel momento in cui gli direte “cerca” vi guarderà dritto negli occhi e vi dirà: mica son matto, vai avanti tu per favore… Una battuta per affermare chiaramente che l’agilità di movimento è una caratteristica importante, da tenere in considerazione, quindi la stazza pesante sarà penalizzante per il lavoro per cui abbiamo preparato il cane.  egli si affaticherà molto più velocemente e quindi l’autonomia sarà limitata (parlo solo per cani da soccorso su macerie o superficie, non soccorso in acqua). E’ evidente che sulle macerie un cane “pesante” avrà maggiori difficoltà di movimento rispetto ad un suo “collega” più snello e sarà esposto maggiormente a rischio; anche in superficie lo stesso non riuscirà a seguire un percorso di estrema difficoltà o impervio, mentre l’amico si; stessa cosa per quanto riguarda un percorso sulla neve. Ad un cane di piccola taglia (anche se ne ho preparati diversi e con ottimi successi) l’agilità non mancherà, ma sarà penalizzato soprattutto nell’autonomia, che sarà inferiore a quella di un cane più grande, avendo gli arti più corti e dovendo sprecare più energie rispetto all’altro. Quello che sta in mezzo (ma l’avrete capito tutti) è il cane di media – grande taglia (se di un peso
non significativo), un ottimo compromesso tra agilità resistenza e forza fisica.

La capacità di leggersi a vicenda, la velocità d’intesa, la collaborazione, la stima reciproca e il rendere piacevole e divertente l’attività di ricerca che il nostro compagno svolge con noi, sono la vera carta vincente; non di meno la capacità dell’istruttore-addestratore di sviluppare queste sintonie tra cane e uomo.

La capacità di leggersi a vicenda, la velocità d’intesa, la collaborazione, la stima reciproca e il rendere piacevole e divertente l’attività di ricerca che il nostro compagno svolge con noi, sono la vera carta vincente; non di meno la capacità dell’istruttore-addestratore di sviluppare queste sintonie tra cane e uomo.

Il primo quesito: la razza. Probabilmente qualcuno “torcerà il naso” a queste mie affermazioni, che in ogni caso vengono da esperienze personalmente vissute. Non credo che vi sia una razza per eccellenza adatta a questa attività. Fino ad una ventina o più di anni fa la razza prediletta era il Pastore Tedesco. Si vedeva solo quella. Oggi sono utilizzate svariate razze, come il P. australiano, i P. Belgi Malinois Tervueren e Groenendael, lo Schnauzer
ed ultimamente anche il Weimaraner (cane da ferma) ed altri, ma anche tanti meticci. Sostengo che fondamentalmente la capacità di leggersi a vicenda, la velocità d’intesa, la collaborazione, la stima reciproca e il rendere piacevole e divertente l’attività di ricerca che il nostro compagno svolge con noi, siano la vera carta vincente; non di meno la capacità dell’istruttore-addestratore di sviluppare queste sintonie tra cane e uomo.

Questa che ho fatto è una breve panoramica sul cane da Soccorso, o meglio sull’Unità Cinofila. Ci sarebbe tanto altro da dire e da approfondire; con queste righe ho solo voluto stimolare la curiosità delle persone ed iniziare a diffondere e a parlare maggiormente di questo argomento per dare la
giusta visibilità che questi fantastici e generosi binomi meritano. 

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