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Escluse a causa dei loro cani

Marguerite, Antonia e Murielle hanno portato all'attenzione della stampa questa problematica: nella città di Bruxelles troppe volte alle persone cieche viene rifiutato l'ingresso nei bar, bus e centri commerciali, a causa dei loro cani.

Marguerite, Antonia e Murielle hanno portato all’attenzione della stampa questa problematica: nella città di Bruxelles troppe volte alle persone cieche viene rifiutato l’ingresso nei bar, bus e centri commerciali, a causa dei loro cani.

Un fatto davvero increscioso ha portato la città di Bruxelles, solitamente teatro di eventi piacevoli ed interessanti, alla ribalta sulle pagine dei giornali francesi: l’ordinanza che autorizza l’accesso dei cani d’assistenza ai luoghi pubblici troppe volte non viene rispettata.

Già nel 2008 era stata emanata l’ordinanza, modificata nel 2011, che permetteva ai cani d’assistenza di accedere ai ristoranti, caffé, centri commerciali e taxi. E siccome l’ordinanza in Francia è un atto avente forza di legge emanato dal Governo…si capisce subito che l’idea non era quella di lasciare ai gestori dei bar, dei negozi e di altre attività,  la scelta di poter accettare o meno una persona disabile ed il suo fedele amico e aiuto a quattro zampe. Ed invece, sfortunatamente, in parecchi posti quest’importante ordinanza non viene rispettata. Marguerite, Antonia e Murielle hanno portato all’attenzione della stampa questa problematica.

Murielle, cieca dalla nascita, qualche anno fa ha adottato un labrador di nome Dario che, oltre ad essere per lei un amico che l’accompagna felice da una parte all’altra, l’aiuta nella risoluzione delle difficoltà quotidiane. Purtroppo, Dario non può accompagnarla sempre, così come sarebbe giusto che potesse fare, perché alcune persone hanno deciso di arrogarsi il diritto di stabilire chi è ben accetto e chi no. Murielle e Dario non possono entrare  a fare le commissioni all’ Aldi ( catena di supermercati, N.d.R.) di Uccle senza essere apostrofati dal guardiano. Una volta, addirittura, questa povera signora si è vista sbarrare la strada da altri clienti…per motivi di igiene! Murielle racconta: “Ho proposto di legare Dario vicino all’ingresso del supermercato ma la guardia voleva che lo lasciassi fuori nel parcheggio, senza sorveglianza. Quindi, me ne sono andata senza fare le mie commissioni”. Murielle, per essere più precisa, afferma che ogni tanto la lasciano entrare con il suo amico a quattro zampe, ma dipende da chi sta lavorando in quel momento nel supermercato…

Murielle e Dario non possono entrare  a fare le commissioni all' Aldi ( catena di supermercati, N.d.R.) di Uccle senza essere apostrofati dal guardiano.

Murielle e Dario non possono entrare a fare le commissioni all’ Aldi ( catena di supermercati, N.d.R.) di Uccle senza essere apostrofati dal guardiano.

Da essere un diritto a dover sperare di essere ammessi. Dario potrebbe sbavare o perdere dei peli. A rigor di logica quelli dell’Aldi dovrebbero far entrare solo persone in possesso di un certificato medico che ne attesti lo stato di salute, persone depilate e calve. Non lo faranno, ovviamente. E sapete perchè? Perché (al di là dell’assurdità…) queste persone sarebbero una minoranza. E la minoranza non permette ad un centro commerciale di arricchirsi.

Antonia, cieca dall’età di vent’anni, per spostarsi si affida al suo labrador Elbe. E per fortuna che c’è Elbe a scortarla ovunque seppur a piedi, perché se Antonia dovesse affidarsi esclusivamente ai Taxi Verts (taxi della città di Bruxelles, N.d.R) avrebbe delle serie difficoltà. Quando questa signora li chiama, i Taxi si rendono disponibili…salvo sparire quando la vedono sul ciglio della strada con il cane. Antonia si è giustamente lamentata del servizio e gli è stato dato un consiglio davvero acuto (di quelli che ti chiedi se uno ci è o ci fa): annotare la targa! Ogni tanto qualche taxi si ferma e accetta Antonia ed Elbe come passeggeri, solo che devono pagare doppio. Come se Antonia potesse scegliere se portare Elbe con sé o meno….

Marguerite ed il suo Golden Retriever Képi Blanc, invece, sono stati cacciati da un bar vicino casa. All’arrivo dei poliziotti, Marguerite si aspettava di essere difesa. Ed invece…riferendosi al gestore del bar le è stato detto di lasciar lavorare “quel pover uomo”.

La cosa triste, ancor peggio di tutti questi soprusi, è che tutte e tre le donne hanno rinunciato a sporgere denuncia. Murielle racconta che “ci sono voluti quattro giorni per sporgere denuncia, le autorità non sapevano come procedere”. Tra le altre cose, la donna non ha mai ricevuto risposta e, dopo essere stata rifiutata nel giro di una settimana da una farmacia, un tram, un bus ed una friterie, osserva: “Pensate se dovessi denunciarli uno ad uno!”.

La cosa triste, ancor peggio di tutti questi soprusi, è che tutte e tre le donne hanno rinunciato a sporgere denuncia.

La cosa triste, ancor peggio di tutti questi soprusi, è che tutte e tre le donne hanno rinunciato a sporgere denuncia.

“Ah, l’Italia! Ma dove siamo arrivati…” direbbe qualcuno leggendo l’articolo in fretta o sentendo la notizia di sfuggita. Ed invece no, non si tratta sempre dell’Italia. Questa volta si tratta della capitale del Belgio, città splendida nonchè sede di importanti istituzioni dell’Unione Europea. Il punto è che, quando si tratta di ignoranza, mancanza di sensibilità ed egoismo, tutto il mondo è paese. Ed è davvero poco confortante notare come gli organi preposti alla tutela non alzino un dito e rendano le interazioni con loro alquanto macchinose e tempisticamente improponibili.

Speriamo che le cose possano cambiare presto. Magari partendo dal basso. Partendo da quel singolo individuo che, vedendo compiersi un sopruso, protesta a gran voce in difesa della vittima. E’ la nostra indifferenza che non aiuta. Come cambierebbero le cose, come si nasconderebbero certe persone se avessimo ancora l’innocenza del bambino che, in mezzo alla folla, gridò: “Guardate, il re è nudo!”.

 

 

Il cane insegna: coraggio!

A cura di Elena Callegaro – Educatrice Cinofila – 366.4150792
www.ilcaneinsegna.com

 

Ecco perché affrontare le nostre paure con coraggio è il primo passo per curarsi dagli attaccamenti, di qualunque tipo essi siano.

Ecco perché affrontare le nostre paure con coraggio è il primo passo per curarsi dagli attaccamenti, di qualunque tipo essi siano.

Coraggio. Se vogliamo andare avanti, in qualsiasi campo della nostra vita, trovare la nostra strada, la realizzazione personale, c’è bisogno di coraggio, di scavalcare i muri che ci siamo innalzati un mattone dopo l’altro spinti dalla forza delle nostre paure. Ogni volta che prendiamo una decisione infatti muoviamo delle energie, in noi e nell’Universo: è come schiacciare il tasto “invio” al cambiamento. Quando si osa però è fondamentale farlo con la consapevolezza che comunque abbiamo già perso tutto, perché di nostro, non c’è proprio un bel nulla. Ecco perché affrontare le nostre paure con coraggio è il primo passo per curarsi dagli attaccamenti, di qualunque tipo essi siano. Metaforicamente parlando gli attaccamenti sono come dei collari a strozzo, ci limitano, ci impediscono il movimento, ci fanno del male, possono paralizzarci, in poche parole: ci tolgono la libertà. E, volendo allargare ancor di più la metafora, gli attaccamenti sono come un guinzaglio. A essere onesti infatti dobbiamo ammettere che quel pezzo di corda, per quanto esso possa esser stato pensato di fogge, colori, misure, materiali diversi, più o meno adatti all’uso che se ne deve fare, resta comunque una costrizione. Un guinzaglio serve a legare, a controllare un altro essere vivente. Possiamo giustificare a noi stessi il suo utilizzo con le regole del vivere comune, la sicurezza innanzitutto, nostra e degli altri, ma il significato rimane quello. Per contro non si può infatti non riconoscere che quando un essere umano e un cane vivono davvero una relazione che si basa sulla fiducia e non sulla paura, il guinzaglio diventa del tutto superfluo. Casi rari, ma ci sono. E’ come se tra i due ci fosse un guinzaglio invisibile, un filo sottile che tiene in vita un legame di pura libertà. In fondo, qui sta anche il nocciolo profondo di tutti i problemi vissuti in prima persona dai “proprietari” di cani che tirano al guinzaglio. Statisticamente uno dei motivi più frequenti per cui le persone si rivolgono, spesso in uno stato di esasperazione, agli educatori cinofili. E qui sta anche il motivo per cui condividere la propria vita con un cane può diventare un’esperienza spirituale. Questo tutti possiamo almeno intuirlo quando guardiamo negli occhi il nostro cane. Molti di voi l’avranno osservato, vi siete mai chiesti perché capita spesso di vedere un cane che si rifiuta di andare avanti, ma nel momento in cui il proprietario sgancia il guinzaglio, il problema scompare e il cane si mette a seguire repentinamente ogni movimento del suo compagno umano?

Paura come guinzagli, coraggio come libertà: i nostri cani queste similitudini le conoscono bene, anzi, loro le vivono proprio. E non solo perché di cani coraggiosi, che hanno rischiato la vita per salvare qualcuno, uomini o altri animali, sono piene la storia, la letteratura e la cinematografia. Ma anche perché lo vediamo con i nostri occhi ogni giorno nelle nostre case. Quanto coraggio ci vuole per convivere con le nostre fissazioni, le nostre malattie, i nostri movimenti privi di armonia, i nostri continui fraintendimenti? Pensateci bene. Proprio tanto. Risulta dunque comprensibile che a forza di specchiare le nostre emozioni, principalmente negative, ossessive e malsane, anche i cani che vivono con noi si ammalino e soffrano delle nostre stesse patologie. Basti pensare anche solo a questo: in natura esistono animali in sovrappeso? Decisamente no. Eppure tra i “pets”, cani, gatti, conigli, criceti e chi più ne ha più ne metta, l’obesità sta diventando una vera e propria piaga. Non vi ricorda per caso un altro mammifero (che cammina reggendosi su due zampe) a noi molto vicino?

Ora. Come si fa ad avere coraggio. Chiediamoci perché, almeno apparentemente, i cani sembra abbiamo più facilità di noi nell’avere, dimostrare e manifestare coraggio?

Il segreto sta nel mantenere ferma la fede nei propri desideri.

Chiediamoci perché, almeno apparentemente, i cani sembra abbiamo più facilità di noi nell'avere, dimostrare e manifestare coraggio?

Chiediamoci perché, almeno apparentemente, i cani sembra abbiamo più facilità di noi nell’avere, dimostrare e manifestare coraggio?

Sembra una di quelle frasi che troviamo stampate nella carta che avvolge i cioccolatini, ma la verità e la consapevolezza che possiamo ricavare da quelle parole dipende solo da come le intendiamo. Il cane, e gli animali in genere, non si sognano mai e poi mai di nutrire anche il più piccolo e infinitesimale dubbio sulla bontà dell’Universo. Non mettono in discussione il fatto che le cose, quelli che noi chiamiamo gli eventi, possano andare per il verso giusto, o sbagliato. Noi invece, sì. I cani non si mettono a criticare, né tanto meno danno giudizi. Ancora di più, non rifiutano quello che è già successo. Lo accettano, e vanno avanti. E’ automatico per loro agire così, tanto quanto per noi è meccanico per lo più disperarci intorno alle avversità della vita.

Proviamo a fare insieme un piccolo esercizio di immaginazione e cerchiamo di trasferire dunque il comportamento tipico di un cane a un essere umano. Quello che ne risulterebbe suonerebbe più o meno così: se tu sai che tutto va per il meglio, che quello che chiedi con cuore grato, matematicamente ottieni, allora non ti sognerai mai di provare dei dubbi e di abbandonare i tuoi desideri più profondi. Seguirai con fiducia piena, anticipata e grata, i tuoi progetti fino a quando li avrai realizzati, con certezza, osando, perché questa è una legge che non può essere disattesa.

Un esercizio per accumulare un po’ alla volta sempre più coraggio. Camminate più che potete a fianco al vostro cane, come fosse una meditazione (e in un certo senso lo è). In quel momento esistete solo voi.

Se il posto che avete scelto per la vostra passeggiata lo consente, meglio andare avanti a testa alta, senza guinzaglio. Senza guinzaglio il vostro cane, senza guinzagli spirituali voi. Più spazio per voi e più spazio per lui.

Oltre a farvi del bene fisicamente, aiutarvi ad eliminare le tossine, liberarvi la mente, allenare e distendere i muscoli, calmarvi, rendervi più intelligenti, questa camminata vi aiuterà a mantenere in voi costanza e fede nei vostri desideri. Vi aiuterà ad allinearvi con i vostri desideri più profondi perché diventerà uno strumento per vivere il più possibile nel presente. Come fanno loro appunto, i nostri cani.

Ad ogni specie il suo cucciolo.

Naturalmente, più il cane è grande e più il bimbo sembra piccolo e questo, in linea di massima, suscita un "Ooooh ma che cariiiini!".

Naturalmente, più il cane è grande e più il bimbo sembra piccolo e questo, in linea di massima, suscita un “Ooooh ma che cariiiini!”.

Il quotidiano inglese The Independent qualche settimana fa ha pubblicato l’ennesima orribile vicenda che ha visto come protagonisti un neonato di poche settimane ed il cane di famiglia. Il piccolo è morto a causa delle lesioni alla testa causate da quella che pare essere un’aggressione immotivata da parte di PJ, un Jack Russel di 7 anni.

Dal momento che Harry, questo era il nome del neonato, stava dormendo quando è stato morso, l’aggressione pare davvero non poter trovare spiegazione e, sicuramente, in mancanza di informazioni più dettagliate è inutile anche solo provarci. La famiglia del piccolo non aveva mai avuto guai con la legge a causa di PJ e dell’altro cane di famiglia, un pastore tedesco, ed è stata descritta dai vicini come una famiglia che aveva cura dei cani e li teneva sempre sotto controllo.

Se su google o su youtube provate a digitare “cane e bambino” vi compariranno foto e video di bambini di ogni età abbracciati ai cani, che giocano con i cani, che vengono protetti o vezzeggiati da questi cani e così via. Naturalmente, più il cane è grande e più il bimbo sembra piccolo e questo, in linea di massima, suscita un “Ooooh ma che cariiiini!”. In effetti, gran parte del repertorio “cane e bambino” è davvero adorabile e non dubito che molti dei nostri amici a quattro zampe abbiano un occhio di riguardo per il “cucciolo” di casa.

Soltanto la settimana scorsa ho scritto un articolo riguardante gli effetti benefici del cane sulla salute dei neonato. Quando vedo una famiglia a spasso con il suo amico a quattro zampe non posso fare a meno di pensare che formano un bel quadretto e che quel bambino è davvero fortunato: un cane felice e ben integrato è davvero un ottimo amico e maestro. Però… Si, c’è un però. E riguarda la voglia dei genitori di creare situazioni divertenti e deliziose con Fido ed il bimbo come protagonisti.

 

Da un punto di vista etologico, quella che per un cane è una reazione normale, può essere vista da noi come aggressiva o minacciosa nei confronti del bambino e, di fatto, può avere delle conseguenze anche molto serie.

Da un punto di vista etologico, quella che per un cane è una reazione normale, può essere vista da noi come aggressiva o minacciosa nei confronti del bambino e, di fatto, può avere delle conseguenze anche molto serie.

Seppure è bello avere uno stretto rapporto di fiducia con il proprio cane, fiducia che porta i genitori a farlo relazionare tranquillamente con il bimbo, non dobbiamo dimenticare che molte volte Fido può non gradire determinati atteggiamenti e limitarsi a sopportarli per amor nostro. Ma perché mettere alla prova la sua pazienza giorno dopo giorno? Capitano a tutti le giornate no. Può capitare anche al vostro cane. Così può succedere che all’ennesima tirata di coda Fido decida di ringhiare. Ed apriti cielo… “Ehi!! Brutto cattivo vai via! Fila! Sparisci! Hai visto?! Ha ringhiato al bambino!”. Su quanto possano essere fastidiosi i bambini per un cane, però, non si sofferma a riflettere nessuno.

Non si deve permettere al bebè di stressare il cane di famiglia ogni volta che ne ha voglia. Si, anche se “è solo un bambino”. Da un punto di vista etologico, quella che per un cane è una reazione normale, può essere vista da noi come aggressiva o minacciosa nei confronti del bambino e, di fatto, può avere delle conseguenze anche molto serie. Non so perché il Jack Russel PJ ha azzannato a morte il piccolo Harry né sono in grado di poter parlare a nome di tutti gli amici pelosi del mondo, ma vi sono delle cose che valgono per la stragrande maggioranza dei cani: non amano essere abbracciati, non amano essere manipolati in modo brusco, non amano i pianti, le grida e le vocalizzazioni acute in generale.

non dobbiamo dimenticare che molte volte Fido può non gradire determinati atteggiamenti e limitarsi a sopportarli per amor nostro.

Non dobbiamo dimenticare che molte volte Fido può non gradire determinati atteggiamenti e limitarsi a sopportarli per amor nostro.

Anche se il vostro cane è un cucciolo, le regole non cambiano. Così come al cucciolo non è permesso mordicchiare il “fratellino” umano, così a quest’ultimo non dev’essere permesso di trattare il cane come se fosse un giocattolo. Con i cani non possiamo fare dei discorsi ragionevoli (ragionevoli per noi, ovviamente) e spiegargli che il bebé non gli tira i peli con cattiveria, che vuole giocare, che è piccolo e delicato, etc… Se, secondo il linguaggio canino, un comportamento viene percepito come minaccioso, la reazione di Fido sarà la diretta conseguenza di questa sua interpretazione. E con la parola “interpretazione” non intendo assolutamente dire che il vostro amico a quattro zampe interpreti le cose a suo piacimento. I cani interagiscono tra loro seguendo degli schemi comportamentali che gli permettono di comunicare in modo estremamente efficace anche senza l’uso della parola. Noi, ed in modo particolare i bambini, abbiamo la straordinaria capacità di ignorare di continuo quelle che potremmo definire “le regole del galateo canino”.

Il punto è che al vostro amico peloso viene naturale rapportarsi al bimbo come se fosse un cucciolo...ma un cucciolo di cane!

Il punto è che al vostro amico peloso viene naturale rapportarsi al bimbo come se fosse un cucciolo…ma un cucciolo di cane!

Il momento del gioco tra Fido e il bambino può essere divertente e costruttivo per entrambi, purché venga guidato e tenuto sotto controllo da un adulto. Fido può fare involontariamente male al bimbo, magari in un eccesso di esuberanza, ed il piccolo può assumere degli atteggiamenti fastidiosi o minacciosi nei confronti del cane. Sta alla famiglia il gestire le interazioni tra i due in modo graduale e rispettoso per entrambi. Il fatto che il vostro amico a quattro zampe si dimostri amorevole e gentile nei confronti di vostro figlio non vi deve portare ad esagerare. Permettere al piccolo di gattonare fino alla cuccia dove il vostro cane sta dormendo e lasciare che vi entri è una di quelle cose che potrebbero suscitare in Fido una reazione di fastidio: un borbottio, uno sbuffo, l’allontanarsi repentinamente per andare a cercare un altro posto dove riposare, etc… Oppure Fido potrebbe ringhiare, potrebbe “pizzicare” o fare qualcosa che spaventerebbe o danneggerebbe il piccolo.

Il punto è che al vostro amico peloso viene naturale rapportarsi al bimbo come se fosse un cucciolo…ma un cucciolo di cane! Osservate come si comporta una mamma con la sua cucciolata e vi renderete conto delle differenze che ci sono tra il nostro modo di relazionarci con i cuccioli della nostra specie ed il modo in cui i cani si relazionano con i cuccioli della loro. Forse quì potremmo trovare alcune delle spiegazioni che potrebbero aiutarci a comprendere, almeno in parte, cosa può aver scatenato la reazione di PJ che è costata la vita al piccolo Harry.

Quindi, prima di assecondare ogni “buffa” idea del vostro bambino nei riguardi di Fido, chiedetevi quali potrebbero essere le conseguenze e come il vostro cane può interpretare quella situazione e che cosa può provare. E’ giusto che cani e bimbi si relazionino, ma le loro interazioni non devono essere lasciate al caso. Le mamme sanno cos’è giusto…ma solo per i cuccioli della propria specie.

 

 

I cani aiutano i bimbi ad essere più sani

cane con famiglia

Però come si stupirebbero nel venire a sapere che i cani non solo non sono fonte di malattie, ma partecipano attivamente a mantenere il bimbo in salute.

Non si capisce perché, ad un certo punto, anche la giovane mamma che è cresciuta con il cane di famiglia, inizia a pensare che Fido sia fonte di non so quali malattie. “Ed essendoci un bebé in casa…” pensa la neo-mamma. Per non parlare di quando il pupo inizia a gattonare e tocca tutto, ma proprio tutto, con le sue manine…che poi finiscono dritte in bocca. Slurp! E Fido non solo lo segue trotterellando per vedere cosa fa di bello, ma non gli risparmia certo le annusatine, lo spargimento di peli tutto intorno a lui e sopra la sua tutina, una bella leccatina sulla faccia e così via. E “il gattonatore”? Ah, la felicità! La felicità di tirare quei peli per sollevarsi, vedere quella enorme lingua rosa che non sai mai se riesci ad afferrarla al volo oppore no (però non smetti di provarci), fare la gara a chi arriva prima (quattro zampe a testa, si gioca ad armi pari)!

Chi non è felice di tutta questa bella situazione? La mamma. O la nonna. O lo zio. O che-ne-so. Tutti pronti ad essere iper-protettivi nei confronti del bimbetto, tutti in cerca del colpevole di quel raffreddore, di quella tosse. E chi, se non Fido? Con tutti quei peli, quella saliva, quei modi di fare di così dubbio gusto. Così il povero Fido diventa un untore.

E’ certo che far vivere i bambini in condizioni igienico-sanitarie alquanto discutibili, o permettergli di mangiare dalla ciotola del cane (al di là del fatto che perfino Lassie si potrebbe risentire di una cosa del genere…), o incitarlo a mettersi in bocca le manine impanate di peli e beva, non è cosa consigliabile. Però come si stupirebbero nel venire a sapere che i cani non solo non sono fonte di malattie, ma partecipano attivamente a mantenere il bimbo in salute.

Secondo uno studio americano pubblicato sulla rivista Pediatrics, i bambini che sono a contatto con i cani sono meno soggetti alle otiti e alle infezioni alle vie respiratorie rispetto a quelli che vivono senza.

Secondo uno studio americano pubblicato sulla rivista Pediatrics, i bambini che sono a contatto con i cani sono meno soggetti alle otiti e alle infezioni alle vie respiratorie rispetto a quelli che vivono senza.

Secondo uno studio americano pubblicato sulla rivista Pediatrics, i bambini che sono a contatto con i cani sono meno soggetti alle otiti e alle infezioni alle vie respiratorie rispetto a quelli che vivono senza. Lo studio è stato condotto su 397 bambini finlandesi: i genitori dovevano annotare su un diario lo stato di salute del bebé dalla 9° alla 52° settimana. I bimbi che vivevano con un cane o con un gatto avevano il 30% in meno di probabilità di contrarre otiti, tosse, febbre, raffreddore, riniti allergiche, etc… Molto probabilmente, a quanto dicono i ricercatori, questo è dovuto al fatto che i cani esaminati passavano buona parte della giornata nel giardino di casa. Il fatto di venire a contatto con l’ambiente esterno e poi con il bimbo, aiuta quest’ultimo a sviluppare meglio le difese immunitarie. Lo stesso studio è stato condotto anche sui gatti e, seppur anch’essi possano venir ritenuti fonte di benessere, passando più tempo in casa erano un po’ meno “efficienti” nell’aiutare le difese immunitarie del piccolo.

I ricercatori hanno dichiarato con orgoglio: “Noi mostriamo le prime prove del fatto che possedere un cane può essere una protezione contro le infezioni dell’apparato respiratorio durante il primo anno di vita”. Ed ancora: “Noi abbiamo formulato un’ipotesi secondo la quale il contatto con gli animali può aiutare a fare sviluppare il sistema immunitario di modo che le risposte immunitarie siano più efficaci e i periodi di malattia più corti”. Va da sé che i bambini che vivono in casa con un cane o un gatto, essendo più sani, hanno meno bisogno di antibiotici. E tutti sappiamo quanto sia deleterio per l’organismo, e soprattutto per un organismo giovane, l’uso prolungato di questi prodotti.

Va da sé che i bambini che vivono in casa con un cane o un gatto, essendo più sani, hanno meno bisogno di antibiotici.

Va da sé che i bambini che vivono in casa con un cane o un gatto, essendo più sani, hanno meno bisogno di antibiotici.

Negli anni passati erano stati effettuati degli studi simili e i risultati erano stati diversi tra loro. Alcuni non avevano riscontrato alcun beneficio nel vivere a contatto con gli animali, altri ritenevano che il contatto con l’animale potesse offrire una certa protezione contro i disturbi allo stomaco e il raffreddore. Gli autori del nostro studio, però, spiegano che il loro lavoro differisce dalle analisi effettuate in precedenza da altri ricercatori perché si concentra esclusivamente su il primo anno di vita e non include bambini più grandi.

Ad ogni modo, mamma e papà, ricordatevi sempre che c’è un elenco lunghissimo accanto a quello dei benefici che Fido può apportare alla salute. E’ l’elenco degli effetti benefici di Fido sull’umore del bimbo, sul suo sviluppo caratteriale e, attraverso il gioco e i momenti di condivisione, sul suo sviluppo cognitivo. Un cane a cui è stato insegnato a vivere in armonia con la sua famiglia sarà in grado di renderla felice con la sua presenza. E tutti conosciamo gli effetti della felicità sulla salute!

 

Cani con i collant: una nuova moda sta prendendo il sopravvento in Cina

Di stranezze riguardo quello che riusciamo a far subire ai nostri cani ne abbiamo scritte parecchie. Abbiamo parlato di cani con piercing e tatuaggi, di cani tinti o vestiti come bebè ma alla follia non c’è mai fine!

Dalla cina arriva una moda alquanto discutibile: i cani con i collant!
Dalla cina arriva una moda alquanto discutibile: i cani con i collant!

 

Dalla Cina infatti arriva una nuova e alquanto discutibile moda che sta velocemente dilagando: far indossare ai cani dei collant (si si, avete capito bene, proprio i classici collant da donna) e altri accessori come scarpe col tacco, coroncine, ecc… Fotografarli e postare le loro foto sui maggiori social networks.

Questa moda ha già un nome Gou gou chuan siwa, tradotto in italiano, semplicemente: cani che indossano collant.

Tutto è nato il 2 Aprile di quest’anno dopo la pubblicazione di una foto di un cane in collant su un importante social network cinese. La foto ha ottenuto ben 16.000 commenti! L’autore della foto ha dato come semplice ma pressoché vergognosa spiegazione il fatto che “si annoiava” e in qualche modo con questo ha dato il via ad un trend che coinvolge tutti quelli che possiedono un cane, si annoiano e vogliono renderlo (leggete bene) “più sexy”!!

Tutto ciò ha dell’incredibile, non trovate?!

Già soltanto due cose mi fanno in qualche modo accapponare la pelle: la prima è che il proprietario di un cane non solo, per NOIA, ha sottoposto il proprio fedele amico a questa “tortura” ma in più ha anche avuto il coraggio di mettere quella foto su internet e farle fare “il giro del mondo”. Non esagero se dico che ha in qualche modo umiliato il suo dolce quattro zampe!

E la seconda è che ritiene che il proprio cane sia “sexy” agghindato in quel modo…sono davvero allibita! Ma, se si fosse fermata lì tutta la situazione avremmo avuto un proprietario irrispettoso, un cane forse triste e frustrato e basta, e invece…

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Viaggio o rapimento?

happy dogA cura di Anna De Romita – Educatrice cinofila Bari

Un giorno vi svegliate, siete bambini molto piccoli e non capite bene il senso delle parole che vi rivolgono i vostri familiari ma li seguite ciecamente, spinti da un misto di istinto, affetto e fiducia. Fin dal primo giorno in cui avete visto la luce, loro sono stati il vostro punto di riferimento, il vostro rifugio, la vostra fonte di cure e apprendimento.

Quel giorno, come sempre, i vostri familiari sono al vostro fianco, si occupano delle vostre esigenze e vi parlano, vi coccolano, vi conducono con loro ovunque vadano. Notate strani movimenti di borse, borsoni, vestiti, scarpe e c’è entusiasmo nell’aria…tutti sembrano felici ed eccitati per qualcosa. Cosa sarà?

Forse ve l’hanno detto e spiegato ma voi non comprendete ancora bene il loro linguaggio e con lo sguardo e l’udito è piuttosto difficile cercare di comprendere cosa stia accadendo. Ma tutto sommato siete tranquilli. Loro sono il vostro punto di riferimento, il vostro rifugio, la vostra fonte di cure e apprendimento…la vostra sicurezza. Tutto sommato pensate di unirvi all’euforia generale perché siete certi che vi attenda qualcosa di bello anche per voi! Continue reading

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