Escluse a causa dei loro cani

Marguerite, Antonia e Murielle hanno portato all'attenzione della stampa questa problematica: nella città di Bruxelles troppe volte alle persone cieche viene rifiutato l'ingresso nei bar, bus e centri commerciali, a causa dei loro cani.

Marguerite, Antonia e Murielle hanno portato all’attenzione della stampa questa problematica: nella città di Bruxelles troppe volte alle persone cieche viene rifiutato l’ingresso nei bar, bus e centri commerciali, a causa dei loro cani.

Un fatto davvero increscioso ha portato la città di Bruxelles, solitamente teatro di eventi piacevoli ed interessanti, alla ribalta sulle pagine dei giornali francesi: l’ordinanza che autorizza l’accesso dei cani d’assistenza ai luoghi pubblici troppe volte non viene rispettata.

Già nel 2008 era stata emanata l’ordinanza, modificata nel 2011, che permetteva ai cani d’assistenza di accedere ai ristoranti, caffé, centri commerciali e taxi. E siccome l’ordinanza in Francia è un atto avente forza di legge emanato dal Governo…si capisce subito che l’idea non era quella di lasciare ai gestori dei bar, dei negozi e di altre attività,  la scelta di poter accettare o meno una persona disabile ed il suo fedele amico e aiuto a quattro zampe. Ed invece, sfortunatamente, in parecchi posti quest’importante ordinanza non viene rispettata. Marguerite, Antonia e Murielle hanno portato all’attenzione della stampa questa problematica.

Murielle, cieca dalla nascita, qualche anno fa ha adottato un labrador di nome Dario che, oltre ad essere per lei un amico che l’accompagna felice da una parte all’altra, l’aiuta nella risoluzione delle difficoltà quotidiane. Purtroppo, Dario non può accompagnarla sempre, così come sarebbe giusto che potesse fare, perché alcune persone hanno deciso di arrogarsi il diritto di stabilire chi è ben accetto e chi no. Murielle e Dario non possono entrare  a fare le commissioni all’ Aldi ( catena di supermercati, N.d.R.) di Uccle senza essere apostrofati dal guardiano. Una volta, addirittura, questa povera signora si è vista sbarrare la strada da altri clienti…per motivi di igiene! Murielle racconta: “Ho proposto di legare Dario vicino all’ingresso del supermercato ma la guardia voleva che lo lasciassi fuori nel parcheggio, senza sorveglianza. Quindi, me ne sono andata senza fare le mie commissioni”. Murielle, per essere più precisa, afferma che ogni tanto la lasciano entrare con il suo amico a quattro zampe, ma dipende da chi sta lavorando in quel momento nel supermercato…

Murielle e Dario non possono entrare  a fare le commissioni all' Aldi ( catena di supermercati, N.d.R.) di Uccle senza essere apostrofati dal guardiano.

Murielle e Dario non possono entrare a fare le commissioni all’ Aldi ( catena di supermercati, N.d.R.) di Uccle senza essere apostrofati dal guardiano.

Da essere un diritto a dover sperare di essere ammessi. Dario potrebbe sbavare o perdere dei peli. A rigor di logica quelli dell’Aldi dovrebbero far entrare solo persone in possesso di un certificato medico che ne attesti lo stato di salute, persone depilate e calve. Non lo faranno, ovviamente. E sapete perchè? Perché (al di là dell’assurdità…) queste persone sarebbero una minoranza. E la minoranza non permette ad un centro commerciale di arricchirsi.

Antonia, cieca dall’età di vent’anni, per spostarsi si affida al suo labrador Elbe. E per fortuna che c’è Elbe a scortarla ovunque seppur a piedi, perché se Antonia dovesse affidarsi esclusivamente ai Taxi Verts (taxi della città di Bruxelles, N.d.R) avrebbe delle serie difficoltà. Quando questa signora li chiama, i Taxi si rendono disponibili…salvo sparire quando la vedono sul ciglio della strada con il cane. Antonia si è giustamente lamentata del servizio e gli è stato dato un consiglio davvero acuto (di quelli che ti chiedi se uno ci è o ci fa): annotare la targa! Ogni tanto qualche taxi si ferma e accetta Antonia ed Elbe come passeggeri, solo che devono pagare doppio. Come se Antonia potesse scegliere se portare Elbe con sé o meno….

Marguerite ed il suo Golden Retriever Képi Blanc, invece, sono stati cacciati da un bar vicino casa. All’arrivo dei poliziotti, Marguerite si aspettava di essere difesa. Ed invece…riferendosi al gestore del bar le è stato detto di lasciar lavorare “quel pover uomo”.

La cosa triste, ancor peggio di tutti questi soprusi, è che tutte e tre le donne hanno rinunciato a sporgere denuncia. Murielle racconta che “ci sono voluti quattro giorni per sporgere denuncia, le autorità non sapevano come procedere”. Tra le altre cose, la donna non ha mai ricevuto risposta e, dopo essere stata rifiutata nel giro di una settimana da una farmacia, un tram, un bus ed una friterie, osserva: “Pensate se dovessi denunciarli uno ad uno!”.

La cosa triste, ancor peggio di tutti questi soprusi, è che tutte e tre le donne hanno rinunciato a sporgere denuncia.

La cosa triste, ancor peggio di tutti questi soprusi, è che tutte e tre le donne hanno rinunciato a sporgere denuncia.

“Ah, l’Italia! Ma dove siamo arrivati…” direbbe qualcuno leggendo l’articolo in fretta o sentendo la notizia di sfuggita. Ed invece no, non si tratta sempre dell’Italia. Questa volta si tratta della capitale del Belgio, città splendida nonchè sede di importanti istituzioni dell’Unione Europea. Il punto è che, quando si tratta di ignoranza, mancanza di sensibilità ed egoismo, tutto il mondo è paese. Ed è davvero poco confortante notare come gli organi preposti alla tutela non alzino un dito e rendano le interazioni con loro alquanto macchinose e tempisticamente improponibili.

Speriamo che le cose possano cambiare presto. Magari partendo dal basso. Partendo da quel singolo individuo che, vedendo compiersi un sopruso, protesta a gran voce in difesa della vittima. E’ la nostra indifferenza che non aiuta. Come cambierebbero le cose, come si nasconderebbero certe persone se avessimo ancora l’innocenza del bambino che, in mezzo alla folla, gridò: “Guardate, il re è nudo!”.

 

 

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