Un cucciolo aggressivo. Un mondo di considerazioni.

A cura di Claudio MinoliCentro Cinofilo PsycoDogs – BARI

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Aggressività, questa sconosciuta!

Aggressività, questa sconosciuta!

Penso che in tutti questi anni, se avessi avuto un centesimo per ogni volta che le mie orecchie hanno sentito parlare i proprietari di aggressività , a quest’ora penso sarei un ricco istruttore cinofilo.

Aggressività, questa sconosciuta mi viene da dire. Il motivo proverò a spiegarvelo in queste piccole considerazioni che vengono fuori a mezzanotte e mezza, dopo che la redazione del dogmagazine.it, a seguito delle tante richieste ricevute, mi ha invitato a parlare dei possibili atteggiamenti aggressivi dei cuccioli nei confronti del cibo. Intanto, cominciamo col dire che parlare di aggressività ad un pubblico così vasto e variegato è davvero complesso. Tenendo conto del fatto che si tratta di un articolo di giornale, non potrò dilungarmi quanto vorrei. Cercherò comunque di soddisfare la richiesta della redazione e di semplificare il più possibile i concetti inerenti l’aggressività, affinchè tutti i lettori possano trarre spunto da questo articolo. Bene, cominciamo… Continue reading

E’ il cane giusto per me?

A cura di Alessia Fusco – 

Io ed i miei genitori lo portavamo in un giardinetto sotto casa, tuttavia l'incapacità di tutti di gestirlo ci impediva di lasciarlo libero.

Io ed i miei genitori lo portavamo in un giardinetto sotto casa, tuttavia l’incapacità di tutti di gestirlo ci impediva di lasciarlo libero.

Qualche giorno fa mia madre mi ha dato un libricino che era rimasto a casa sua: “Come allevare ed addestrare il pointer”… Un libro che mi ha riportato indietro di 30 anni. Era ancora il tempo in cui per far mettere seduto il cane, l’autore consigliava una trazione del guinzaglio verso l’alto e poi una pressione sul posteriore del cane..et voilà! Ecco un bel seduto!

Il libro l’avevo acquistato per cercare di educare Lucky.. Lucky,il mio cane da bambina.

Come quasi tutti i bambini, anche io desideravo un cucciolo,un amico di cui potermi prendere cura, e non passava giorno in cui non chiedessi ai miei genitori di esaudire questo mio desiderio. Un giorno mia madre e mio padre,sfiniti dalle mie insistenti richieste,tornarono a casa con un minuscolo cucciolo di segugio. Non potete immaginare la felicità! Lo avevano comprato da un signore la cui cagna aveva fatto una cucciolata e quando arrivò a casa nostra doveva prendere ancora il biberon e i suoi occhietti velati si erano appena aperti.

Solo oggi posso capire cosa questo può aver significato..

Nei primi due mesi di vita,la mamma insegna ai suoi piccoli le prime regole della socializzazione (es. l’inibizione al morso) che permetteranno successivamente ai cuccioli di interagire in maniera “corretta” con i conspecifici. I cuccioli allontanati prematuramente dalla mamma corrono il rischio di soffrire poi di disturbi del comportamento, più o meno importanti, come iperattività, ansia, insicurezza ecc..

Ma allora, come dicevo, ero una bambina felice di allattare quel cucciolo! Cosi bisognoso di me che, invece di camminare, ancora strusciava sul pavimento..

Passò il tempo, Lucky divenne un bel cucciolo, desideroso di fare esperienze, di giocare, seguire piste,correre.

Un giorno mia madre e mio padre,sfiniti dalle mie insistenti richieste,tornarono a casa con un minuscolo cucciolo di segugio. Non potete immaginare la felicità!

Un giorno mia madre e mio padre,sfiniti dalle mie insistenti richieste,tornarono a casa con un minuscolo cucciolo di segugio. Non potete immaginare la felicità!

Era un cucciolo molto vivace e agitato, non stava fermo un attimo. Io ed i miei genitori lo portavamo in un giardinetto sotto casa, tuttavia l’incapacità di tutti di gestirlo ci impediva di lasciarlo libero. Cosi era sempre legato… Mi  trascinava letteralmente dietro di lui! E quello che mi era sempre sembrato un sogno, avere un cane, ora non mi sembrava poi cosi bello. I miei genitori mi rimproveravano dicendo che ero io che avevo voluto il cane…. Ma io ero una bambina!! Mi ricordo che la sera parlavo a Lucky e gli dicevo: “Devi essere buono. Io ti voglio bene..Ma tu fai solo disastri..”. Lui mi guardava e sembrava comprendermi, però nel frattempo era sempre più “nervoso”. Continue reading

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