La prima volta dal veterinario..non si scorda mai!

a cura di Sara Stuani

Mai immagine fu più evocativa di questa!

Un  occhiata al calendario e capiamo che è arrivato il momento. Afferriamo guinzaglio, pettorina e con un po’ di apprensione nel cuore, ( ci si sente sempre così le prime volte…anzi sempre!) ci prepariamo a uscire. Il  nostro cucciolo ci saltella attorno tutto allegro, non sa, povera anima innocente, che non lo stiamo portando fuori, per la solita passeggiata, ma per un incontro che segnerà, nel bene o nel male, la sua vita e il suo rapporto con i camici bianchi. Oggi, si va dal veterinario!

Quando entriamo nella sala d’attesa il cucciolo annusa l’aria perplesso e  guarda con curiosità gli altri cani  che, con aria sconsolata, siedono accanto ai loro compagni umani, o tentano, strisciando come un commando nella giungla, di raggiungere l’uscita di sicurezza, senza farsi notare.  Il nostro cucciolo scodinzola a tutti, ma il movimento della coda si fa sempre più lento, quando comincia a accorgersi che quello non è esattamente un party a sorpresa. Ci sediamo in attesa del nostro turno e anche a noi inizia a salire  l’ansia. In fondo, a chi piace andare dal dottore? Guardiamo il nostro ammasso di pelo e pipì ambulante e ci chiediamo incessantemente: il veterinario lo troverà bene? Sarà cresciuto abbastanza?Forse dovevo lavarlo prima, che figura! Devo ricordarmi di dirgli che quando annusa i soffioni, poi starnutisce, sarà normale? E via con domande del genere. Diamo qualche carezza al nostro Fido che sembra sempre meno entusiasta di trovarsi lì, perché sta percependo la nostra ansia  e  non fa che domandarsi perché non siamo andati al parco.

Dalle porte delle sale visita giungono strani suoni, ringhi, uggiolii e qualche altro verso non meglio identificato. Voi e il vostro cane vi guardate negli occhi e state pensando la stessa cosa: ce ne andiamo??

Ma i vaccini vanno fatti, la visita e il microchip anche e quindi voi ascoltate la voce della ragione e restate seduti. Da grandi infami, quali siamo, tiriamo fuori dalla tasca un bel biscottino e lo porgiamo al nostro cucciolo, ormai  iper-agitato  per tentare di calmarlo ( andando in questo modo a premiare inconsapevolmente, il suo stato d’ansia e le sue paure). Lui mastica il biscotto senza il solito entusiasmo e ci guarda come i Greci quando pensavano: “guardati dai Troiani, anche quando recano doni!”( e infatti avevano ragione!)

Chiamano il nostro nome e noi ci alziamo. Il cucciolo ci segue trotterellando, ancora ruminando il biscotto, e con l’aria più che felice di andarsene da lì, non sa, che sta per cadere dalla padella alla brace.

Ora, è tutto nelle mani del veterinario. Tutto quello che viene fatto durante una visita generica di controllo e ancor più in una specialistica per un qualche di dolore e/o ferita e/o malattia, in linea di massima, non è piacevole per il cane. Immaginate di essere tirati su un tavolo di freddo  acciaio, un estraneo vi apre la bocca e vi controlla denti e gengive ( come foste un cavallo a una fiera), vi ausculta  il cuore, vi guarda dentro le orecchie e come pezzo forte, vi infila un termometro dove non batte il sole. Dopo di che vi fa una puntura in mezzo alle scapole e con un buffetto sulla testa, vi da un biscottino e vi scarica senza tante cerimonie. Non credo vi piacerebbe. Non piacerà neanche al cucciolo, vi assicuro.

Per questo è molto importante che il veterinario sia molto attendo a rendere queste prime visite il meno traumatiche possibili, interagendo con calma e sicurezza con il cucciolo, “perdendo” almeno un po’ di tempo a fare amicizia con l’animale e cercando di conquistarne la fiducia, usando un approccio sereno e movimenti lenti e rilassanti.  Senza lamentarsi  se il cucciolo si muove e si agita,perché è normale che lo faccia!

La puntura si dovrà comunque fare, così come l’esperienza del termometro, tuttavia ci si può arrivare con qualche carezza e parlando con il cane, in modo da tranquillizzarlo e rendere tali operazioni brevi attimi di leggero fastidio invece che, l’esperienza peggiore della sua vita. In questo modo il veterinario potrà instaurare con il nostro cane un rapporto sereno e amichevole che gli permetterà di poterlo toccare e curare anche in casi di interventi più gravi e situazioni dolenti, perché il cane si fiderà di quella figura avvolta nel camicie. Invece di volerselo mangiare con contorno di insalatina e vinello!

Tuttavia non dobbiamo sottovalutare l’importanza del supporto psicologico che possiamo dare noi al nostro cane, durante le visite veterinarie. Se siamo molto sensibili e ansiosi e non riusciamo a calmarci, è bene farci accompagnare da un amico o un famigliare più controllato o, in casi più estremi, aspettare fuori dallo studio durante la visita. Ma se riusciamo a restare calmi e rilassati possiamo trasmettere questa sensazione di sicurezza al nostro cane e con la nostra presenza amorevole e familiare, rendere tutta la visita decisamente meno spiacevole e traumatica.

Ricordiamoci che il veterinario sarà un alleato importantissimo, per fare in modo che il nostro cane abbia una vita lunga e sana, al nostro fianco.

 

Sara Stuani
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Di Sara Stuani

La passione e l'amore per i cani mi porta ogni giorno a vivere e lavorare con dedizione per il loro benessere psico-fisico.

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