LO STRESS, QUESTO SCONOSCIUTO – Parte 1
A cura Di Mascia Aniello – Istruttore Cinofilo – Perugia

 

Lo stress è una reazione di adattamento dell’organismo a stimoli (stressor) considerati in qualche misura e per qualche ragione “pericolosi” o “dannosi”.

Sempre più spesso sento o leggo interventi sullo stress di giovani (non per età anagrafica, ma per esperienza) educatori cinofili. Ormai è di moda riempirsi la bocca con questo termine, fa molto “all’avanguardia”. Pare che lo stress sia causa e conseguenza di tutto e molti educatori intraprendono vie di risoluzione sempre più improbabili. Eppure forse in pochi hanno davvero un’idea chiara di cosa sia lo stress, quali siano le cause e le conseguenze fisiologiche e psicologiche e, non da ultimo, le strategie per fronteggiarlo.

Cos’è lo stress?
Come si può leggere in ogni buon manuale, lo stress è una reazione di adattamento dell’organismo a stimoli (stressor) considerati in qualche misura e per qualche ragione “pericolosi” o “dannosi”. Per tutti noi dovrebbe essere abbastanza intuitivo il concetto di stressor in quanto siamo sicuramente la specie sottoposta alla più ampia gamma di stimoli stressanti. Basti pensare che la nostra giornata comincia mediamente con la sveglia, oggetto infernale dal suono non certo rilassante… E non parliamo del lavoro, delle scadenze, del traffico, degli orari da rispettare, del mutuo, etc.
Naturalmente gli stressor cambiano a seconda della specie e, all’interno della stessa specie, da organismo a organismo. Per me la presenza di un ragno nella stanza in cui mi trovo rappresenta uno stressor piuttosto alto. Sicuramente non sarà così per un entomologo.

Le conseguenze fisiologiche dello stress
Ma vediamo ora cosa succede nell’organismo quando è sottoposto ad uno stressor. Il sistema nervoso simpatico rilascia due ormoni, che avrete sentito nominare spesso: l’adrenalina e la noradrenalina. Oltre a questi due ormoni, un’altra classe meno “famosa” è secreta dal surrene: i glicocorticoidi. Lascio l’affascinante, quanto complesso, meccanismo di produzione di questi ormoni in risposta ad un messaggio del cervello ai più volenterosi che si prenderanno la briga di sfogliare un manuale di fisiologia.
Nel paragrafo precedente abbiamo parlato di “adattamento”. L’organismo si adatta, attraverso la produzione di questi ormoni, alla nuova situazione di stress. L’adrenalina, la cui azione dura solo alcuni secondi, è responsabile dell’aumento della frequenza cardiaca e respiratoria, dell’afflusso del sangue verso i muscoli, dell’inibizione del sistema digerente e del pancreas, che riduce la produzione di insulina con conseguente innalzamento del glucosio nel sangue, immediata fonte di energia per i muscoli insieme ai trigliceridi, anch’essi liberati grazie all’azione dell’adrenalina sui tessuti adiposi.
Insomma, l’organismo ora è pronto a rispondere allo stimolo stressante con la fuga (“flight”) o con il combattimento (“fight”). Lascio volutamente da parte in questa sede la risposta cosiddetta di “flirt”, su cui questi ormoni hanno minor influenza.
Ma torniamo ai nostri ormoni. I glicocorticoidi, che hanno effetti simili all’adrenalina e alla noradrenalina, agiscono molto più a lungo, anche alcune ore. Questo vuol dire che, ogni volta che l’organismo è sottoposto a stress, prima di poter tornare all’equilibrio iniziale possono passare alcune ore. Quindi, ogni volta, l’organismo si ritrova con il sistema immunitario inibito, il pancreas che produce poca insulina, il cuore sottoposto a sforzo, il metabolismo scombussolato e una serie di altri squilibri,  rendendo la risposta allo stress più dannosa dello stress stesso. Non avete idea di quante malattie sia responsabile lo stress cronico.

La prossima puntata sarà dedicata finalmente al tema caro a tanti educatori: lo stress nel cane. Ritengo che questa premessa, per quanto pedante e noiosa, fosse necessaria per comprendere appieno quali sono le conseguenze fisiologiche cui costringiamo l’organismo del nostro cane ogniqualvolta lo sottoponiamo arbitrariamente a stress ripetuti e prolungati, come le passeggiate in città, i giochi predatori o sessioni di addestramento troppo lunghe.

Redazione DM.it

Di Redazione DM.it

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