A cura di Davide Pisani – Conduttore Cinofilo (Taranto)

La mia grande passione è il cane.

Ho cominciato fin da piccolo a legarmi a questo splendido animale, per certi versi un po’ ancestrale, ed ho la presunzione di dire che l’uomo ha iniziato troppo tardi a “comprendere” realmente, le dimensioni di questo splendido essere.

Conoscere e capire il cane, infatti, è molto di più che averlo in casa, dargli da mangiare e  portarlo a passeggio per i suoi bisogni;
conoscere il cane vuol dire entrare in simbiosi con lui, essere quasi l’estensione uno dell’altro, e ovviamente, parlare la sua stessa lingua: il “canese”.

Sto imparando, giorno dopo giorno, che Nuvola, il mio cane, non è in grado di comprendere a pieno il mio linguaggio; anche se per certi versi lo fa, e sto scoprendo ogni giorno l’impegno che ci mette.

Ma mi sto rendendo conto, ogni giorno di più, che siamo noi esseri “superiori” (superiori poi a chi? a cosa?) ad essere responsabili di un compito delicato e affascinante allo stesso tempo: comprendere le sue necessità, leggere i suoi linguaggi, trovare un punto di incontro che ci permetta di raggiungere un’armonia e una relazione bella ed intima. Un rapporto che probabilmente non potremo mai avere con nessun essere della nostra stessa specie.

Questa mia passione e questo mio volerne sapere sempre di più, mi ha portato a documentarmi, a leggere libri e testi vari, a visionare video e documentari e chi più ne ha più ne metta. Mi piace approfondire. Mi piace scavare ed andare in fondo alle questioni che reputo importanti. Ma più di ogni altra cosa, da quando ho intrapreso un nuovo percorso di vita, il corso da educatore cinofilo, sono stato catapultato in una nuova dimensione.

La scoperta più bella è stata quella di trovare tante persone che come me condividono l’ideale di benessere del cane. Persone che mi hanno aiutato e mi aiutano a capire la mia “Nuvola”, ma non solo… a “leggere” i suoi movimenti e i suoi comportamenti, a comprendere realmente cosa vuole comunicare e quali possono essere i suoi desideri e le sue aspettative.

E per  questo non finirò mai di ringraziare queste persone. Loro sanno.

Ma spesso, troppe volte, mi capita di parlare con amici e conoscenti, appassionati del mondo cinofilo, che si lamentano dei dispetti che il proprio cane è in grado di fare…
Ma ne siamo proprio sicuri? Cioè, il mio cane è in grado di fare i dispetti?

Distruttività del cane…il divano di solito è il bersaglio preferito 🙂

E’ stata una domanda che mi sono sempre posto, e quando sono riuscito a capire la risposta, mi è sembrato come vedere la luce in fondo al tunnel.
Ma cosa si intende per dispetto?

Intanto è bene precisare un aspetto fondamentale. Esistono delle differenze sostanziali fra il comportamento osservato dai proprietari e il reale significato del comportamento del cane.

Infatti, la maggior parte di noi proprietari, ha la tendenza a “leggere” il comportamento del cane, in una chiave di lettura antropocentrica. Ovvero, attribuiamo un significato umano ad un comportamento espressamente canino. E spesso fraintendiamo, interpretando in modo errato, i segnali della comunicazione.

Volete un esempio?

Può succedere che al rientro a casa, ad esempio al termine di una giornata di lavoro, ci ritroviamo in uno scenario da bollettino di guerra: una serie infinita di danni in casa come porte graffiate, divani distrutti, cuscini sventrati, pantofole o altri indumenti fatti a pezzi, la pattumiera sparsa per casa e nei casi peggiori, tante belle deiezioni sparse un po’ ovunque, ecc ecc

La cosa più difficile da fare in questi casi è mantenere la calma!
Riflettiamo.

Ciò che noi oseremmo definire “dispetto”, è in realtà il risultato di un’incongruenza relazionale. Cosa vuol dire? Il cane, per sua natura, non è portato a distruggere oggetti se non è necessario. Il dispendio di energie, in natura, potrebbe essere estremamente controproducente. A meno che, questo tipo di atteggiamento, non abbia connotazioni ludiche, cognitive, di apprendimento o sociali. Per esempio, quando il nostro amico a 4 zampe, in nostra assenza, distrugge tutto quello che possa capitargli a tiro, rosicchia allegramente i nostri occhiali nuovi, il nostro Iphone, il telecomando, ecc, ecc…  questo tipo di comportamento ha un significato ben preciso e può essere causato da un disagio che il cane vive. Un disagio che esprime con atteggiamenti che potrebbero quasi sfociare nella frustrazione.

Pensateci un attimo… e vi faccio ancora un esempio..

Facciamo finta che vogliate parlare con una persona per voi importante. Volete parlare con un vostro amico, la vostra compagna, vostro figlio. Avete una cosa importante da dirgli.. cosa fate di solito? Immagino prendiate il  telefono per chiamarlo al cellulare….tuuu….tuuu…ma lui/lei non risponde.

Riprovate, ed ancora non ottenete risposta…e così via per svariate ore..volete forse dirmi che non andate un pò in ansia?

Scusate l’esempio banale, ma mi serviva per far capire cosa potrebbe succedere al cane quando ha necessità, per motivi ovviamente diversi, di comunicare con gli elementi del suo branco. Un notevole stato di ansia e di stress vissuto dall’animale che non è in grado di sopportare il distacco dal proprietario. Disagio sociale.

Le soluzioni per queste tipologie di disturbi comportamentali, a volte possono risultare complesse e di lunga durata: fondamentali saranno quindi le figure dell’educatore cinofilo, e, nei casi più articolati, necessitare della figura di un istruttore comportamentista

Le soluzioni per queste tipologie di disturbi comportamentali, a volte possono risultare complesse e di lunga durata. Fondamentali saranno le figure dell’educatore cinofilo, e, nei casi più articolati, di un istruttore comportamentista.
Un consiglio. Non improvvisate. Correreste il rischio di aggravare ancora di più questa condizione di disagio.

L’educazione casalinga presuppone di solito una risposta da parte vostra a queste tipologie di comportamenti. E spesso capita, purtroppo, che la nostra reazione risulti in una direzione punitiva; ovvero correggere in qualsiasi modo (a volte esagerando) il nostro cane: mossa non propriamente saggia, con il senno di poi..

E si, perché questa punizione in realtà, nella maggior parte dei casi, altera lo stato psico-fisico in cui versa il cane, oltre naturalmente a incrinare il nostro rapporto.

In seconda analisi, la punizione che voi somministrereste, è strettamente legata al valore di quello che in gergo si chiama Rinforzo. Se voi decideste di utilizzare la punizione come valore educativo del cane, (ed io ve lo sconsiglio), per far sì che possa essere lontanamente efficace, dovrebbe essere somministrata a brevissima distanza dal comportamento. Quando parlo di brevissima distanza, mi riferisco ovviamente a frazioni di secondo. Ma se il cane ha distrutto il telecomando in vostra assenza, quando tornate a casa, non ha davvero alcun senso dire al cane “brutto cattivo, guarda cosa hai combinato…bla bla bla…”

Semplicemente non capirebbe.

Qualcuno ora potrebbe dire: “ma lui sa che ha sbagliato! Si vede perché non è venuto a farmi le feste.”

Questo è in realtà, a mio parere, un’altro errore di valutazione:

In realtà  il cane comprende il nostro dissenso attraverso la nostra comunicazione posturale (legge perfettamente il nostro corpo), i nostri toni di voce e vi confiderò un segreto… anche attraverso la chimica. Sì, perchè quando ci arrabbiamo, abbiamo un odore diverso rispetto a quando siamo felici. Tutto è diverso, respirazione, frequenza cardiaca, odore e posture. Aggiungeteci poi un bel “MA CHE COSA HAI FATTO??!!” con un bel tono incazzato, e la risposta verrà da sè…

Ma ora la domanda sorge spontanea: che cosa ha spinto il cane ad avere questo comportamento?

Le motivazioni possono essere diverse, caso per caso, e a volte non è semplice riconoscerle. Gli stati d’animo, le condizioni emotive che scatenano la necessità di “fare qualcosa”, le pulsioni e le condizioni generali potrebbero essere dovute a diversissimi aspetti, tra i quali frustrazione, ansia o anche vera e propria paura. Ma non solo. Ma di questo vorrei ne parlaste con il vostro educatore cinofilo di riferimento.

In conclusione. Possiamo affermare che purtroppo sono molteplici le cause che possono far sviluppare quelle che fino ad oggi consideravate “dispetti”.

Il mio consiglio è quello di approfondire la relazione con il vostro amico a 4 zampe, andare oltre le barriere comunicative che abbiamo voluto innescare, prestare attenzione ai suoi bisogni, ai suoi linguaggi e agli aspetti che sono materia quotidiana degli educatori cinofili. Un buon professionista, è in grado di potervi offrire un aiuto. Ma anche voi, sono certo, sarete pronti a osservare con una nuova ottica, la sfera del “canese” e dell’immenso benessere che può esserci tra noi e loro.

Davide Pisani

Redazione DM.it

Di Redazione DM.it

Redazione di DogMagazine.it per info e contatti: dogmagazine.it@gmail.com

Facebook Like Box provided by technology reviews
Show Buttons
Hide Buttons
Translate »