Posso accarezzarlo?

©Elliot Erwitt

©Elliot Erwitt

A cura di Anna De Romita – educatrice cinofila Bari

Quante volte sarà capitato ad ognuno di noi di sentirsi fermare per strada mentre passeggiamo tranquillamente con il nostro amico a quattro zampe e ricevere la richiesta insistente, a volte implorante: “Posso accarezzare il cane?? Posso? E’ così carino!!”…

E lì i dubbi…lasciar accarezzare il cane anche se Fido ci lancia uno sguardo non proprio soddisfatto e sereno o se, addirittura, i segnali del suo corpo e del suo muso ci parlano di tutt’altro tranne che di piacere e divertimento…e rendere però felice l’adulto o il bambino che sorridono e emettono gridolini di gioia andando via ringraziando e complimentandosi per la bellezza e docilità del cane… Oppure impedire tassativamente all’estraneo di turno di toccare il nostro amico e avvisarlo del fatto che anche se un cane non ringhia o morde non significa che gradisca la carezza o le carezze o tantomeno gli abbracci più o meno energici specialmente se provenienti da un emerito sconosciuto…e rendere, così, infelice e offeso l’adulto o il bambino che si allontanano emettendo brontolii più o meno ripetibili e seminando occhiatacce in nostra direzione o, nel migliore dei casi, sottolineando con disappunto che non voleva mica mangiarselo o maltrattarlo il cane…

Ora mi domando perché siamo sempre pronti a giurare che il cane capisca il senso delle nostre parole quando gli spieghiamo qualcosa o perché scommetteremmo qualunque cosa sul fatto che a un cane piaccia vestirsi con abiti simili ai nostri e fare le stesse cose che facciamo noi ma poi il cane diventa improvvisamente diverso da noi quando ci aspettiamo che sia lì sempre pronto a ricevere coccole, manipolazioni, abbracci, baci e “spupazzamenti” vari…che sia il cane di casa o un cane mai visto?

Per noi uomini e donne l’abbraccio ha un determinato significato ed è qualcosa di estremamente piacevole se desideriamo riceverlo e se la persona che ce ne fa dono è di nostro gradimento… Per i cani l’abbraccio non è un segno di apertura, disponibilità e buone intenzioni…al contrario, indica chiaramente un tentativo di sottomettere se non minacciare. Ovviamente, i cani abituati a crescere e vivere al nostro fianco imparano presto che i nostri abbracci non sono segni di pericolosità o aggressioni nei loro confronti ma perché insistere se ci sono cani che si scostano palesemente, girano la testa da un lato o, addirittura, cercano di divincolarsi? E perché farlo con un cane estraneo se nessuno di noi si sognerebbe di accarezzare, baciare o abbracciare un estraneo solo perché ci piace?

In Canada è stato attivato a partire da un’idea di una dog trainer un progetto denominato “Yellow Dog Project”. Al centro di questa semplice quanto curiosa iniziativa sono i cosiddetti “Dinos”: Dogs In Need Of Space, cani, cioè, che per svariati motivi: età, malattie, particolari addestramenti in corso non debbano essere fatti oggetto di approcci e attenzioni da parte degli estranei o di altri cani. I “Dinos” vengono facilmente riconosciuti attraverso la presenza di un nastro giallo legato al guinzaglio.

L’idea ha avuto un grandissimo successo e si è diffusa a moltissimi altri Paesi, anche grazie all’aiuto della rete e dei social network, evitando con un semplice gesto l’insorgere di pericolosi livelli di stress sia nei cani che nei proprietari stessi che si godono in tutta serenità le passeggiate senza tormentarsi con i dubbi.

 

http://www.theyellowdogproject.com/The_Yellow_Dog_Project/Home.html

The Yellow Dog Project

The Yellow Dog Project

 

 

 

 

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