Veronica Berardi
La corsa più famosa è l'Iditarod: prevede un percorso lungo ben 1800 km a -40°, senza bussola ne altri aiuti.
La corsa più famosa è l’Iditarod: prevede un percorso lungo ben 1800 km a -40°, senza bussola ne altri aiuti.

Ci sono esperienze talmente suggestive che, anche se vissute da bambini, restano impresse in modo vivido nella nostra memoria. Poco fa mi è caduto l’occhio su una videocassetta (ebbene si…un’ “antica” videocassetta) sulla quale c’è scritto “Sleddog” e mi è venuto in mente un pomeriggio di tanti anni fa, passato tra gli husky e le slitte. La parola sleddog, infatti, è composta da sled (slitta) e dog (cane). Potete trovare la parola sleddog, sled dog o sled dog racing, se vi piacciono le corse con i cani da slitta e volete informarvi su dove e come si svolgono. Si hanno notizie di slitte trainate dai cani fin dal 2000 a.C., ma la prima gara risale al 1911 quando il norvegese Roald Amundsen divenne la prima persona a raggiungere il Polo Sud.

Comunemente si pensa che solo gli husky vengano usati per trainare le slitte ma non è così. Vi sono diverse razze che si sono dimostrate idonee a questo tipo di compito e non tutte sono riconosciute dall’ American Kennel Club. L’Alaskan Husky, ad esempio, è molto usato nelle gare ma viene considerato un tipo o categoria di cane, non una razza vera e propria. In una muta di cani da slitta potremmo trovare i conosciutissimi Siberian Husky ed Alaskan Malamute, oppure i meno famosi Canadian Inuit Dog, Chinook, Eurohound (un mix tra un Alaskan Husky ed un pointer), Samoiedo, Tamaskan Dog ed altri ancora. Sono tutti cani selezionati per avere una grande resistenza fisica sia alla fatica che al freddo intenso.

Le gare più importanti si svolgono nell’America del Nord, in Canada e nel Nord Europa. La corsa più famosa è l’Iditarod: prevede un percorso lungo ben 1800 km a -40°, senza bussola ne altri aiuti. Ci vogliono due settimane per fare tutto il percorso. Vi lascio quindi immaginare che tipo di preparazione venga richiesta al conduttore ed ai suoi cani… Ovviamente i principianti potranno partecipare ad altri tipi di gare: più brevi e con percorsi meno pericolosi. Solo dopo molti anni di esperienza e dopo aver superato una difficilissima selezione un conduttore può partecipare all’Iditarod.

Il conduttore è detto musher ed i suoi cani non sono semplici "cani da slitta" o "cani che obbediscono ai comandi del musher"...i suoi cani vengono definiti "partner".
Il conduttore è detto musher ed i suoi cani non sono semplici “cani da slitta” o “cani che obbediscono ai comandi del musher”…i suoi cani vengono definiti “partner”.

Il numero di cani può variare (ed ogni gara ha le sue regole), tuttavia, generalmente si usano dagli otto ai venti cani. Il conduttore è detto musher ed i suoi cani non sono semplici “cani da slitta” o “cani che obbediscono ai comandi del musher”…i suoi cani vengono definiti “partner”. Trovo bello ed importante che si sottolinei che, senza il grandissimo lavoro dei suoi cani, il musher (perfino il migliore del mondo) può solo sperare che arrivi qualcuno a recuperarlo dal mare di neve in cui si trova. O può trainare lui la slitta. Naturalmente, come sempre accade quando le manie di grandezza di qualcuno incontrano la parola “gara”,  non tutti recepiscono il concetto nel modo giusto. L’anno scorso, durante una gara, il chiavarese Claudio De Ferrari è stato ripreso da una videocamera mentre maltrattava i suoi cani. Non li picchia, ma li strattona e li scuote per farli rialzare e riprendere a correre. Uno dei suoi cani, particolarmente provato dalla fatica, se ne sta lì sdraiato nella neve, incapace non solo di correre ma perfino di rialzarsi. E quest’uomo, De Ferrari, lo scuote e lo solleva senza sosta per farlo rialzare, poi, rendendosi conto che è tutto inutile (e non volendo perdere altro prezioso tempo…), lo trascina in malo modo fino alla slitta e ve lo sbatte sopra (si, sbatte…perché il verbo “mettere” non rende l’idea). La gara, che si svolgeva in Svizzera, era buona per portarlo ai campionati europei, quindi troppo importante per mollare la presa… Molte federazioni di sleddog hanno protestato ferocemente contro De Ferrari, e la Fimss lo ha sospeso da tutte le gare organizzate dal club. Arno Steichler, presidente della federazione internazionale (WSA), ha proposto una sua sospensione a vita.

Chi si sente già stanco ed infreddolito al solo sentir parlare di neve e giorni all’addiaccio ma ne ama comunque l’atmosfera, può lasciar perdere lo sleddog ed andare in libreria…i libri di Gary Paulsen  (che a metà degli anni Ottanta ha partecipato per ben due volte all’Iditarod) sono pieni dei suoi resoconti di viaggio, aneddoti interessanti e storie suoi suoi cani.

 

 

Di Veronica Berardi

Laureata in lettere, mi occupo di educazione ed istruzione cinofila con tutta la passione e la dedizione che un'attività così meravigliosa richiede. A Torino e Prov. tel. 340.3036377

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