I “cani pericolosi”: uno status e un nuovo grande business!

Il numero di cani ritenuti "pericolosi" sta aumentando in Inghilterra.

Il numero di cani ritenuti “pericolosi” sta aumentando in Inghilterra.

Il numero di Pittbull, Akita, Mastiff, insomma quei cani ritenuti “pericolosi” dalla maggior parte delle persone, sta aumentando molto in Inghilterra.

Presa singolarmente questa notizia non creerebbe molto scalpore, potremmo immaginare che persone consapevoli e amanti di queste razze vogliano dimostrare quanto questi cani non rappresentino in sé un vero problema o pericolo ma…questa è un’utopia. Infatti questi cani non vengono adottati/comprati per riscattare la razza dalla cattiva nomea. Anzi, questi poveri quattro zampe, già incriminati molteplici volte, vengono trattati alla stregua di oggetti, passati di “mano in mano”o utilizzati durante i traffici di droga e per regolare qualche conto in strada e rappresentano un vero e proprio status symbol…

Ebbene si, oggi questi cani rappresentano un nuovo e fiorente business per la malavita inglese e un reale pericolo per le persone!

Partendo da queste problematiche tre anni fa il professor Simon Harding, criminologo della Middlesex University, ha iniziato una ricerca per studiare questo fenomeno in ascesa. Il professore e il suo team hanno condotto più di 100 interviste a proprietari di questi cani pericolosi e a membri di gangs.

Le cucciolate sono monitorate non in funzione del benessere della razza ma in funzione dell’aggressività dei soggetti.

Le cucciolate sono monitorate non in funzione del benessere della razza ma in funzione dell’aggressività dei soggetti.

I cani vengono allevati da ragazzi giovani, spesso bisognosi di soldi, vengono riempiti di steroidi e venduti anche per £10,000. Le cucciolate sono monitorate non in funzione del benessere della razza ma in funzione dell’aggressività dei soggetti. Fanno cucciolate tra cani molto aggressivi per ottenere cuccioli altrettanto pericolosi per gli altri cani e per le persone stesse. I cuccioli sono venduti a prezzi molto alti e questo non fa altro che aumentare il numero di persone che si dedica a questo tipo di allevamento.

I cani ottenuti da questi accoppiamenti vengono acquistati spesso e volentieri da membri di gang, criminali, spacciatori, ecc per la loro pericolosità e ovviamente per quello che rappresentano. Questi cani, già così sfortunati, non conducono nemmeno una “buona” vita…anzi!

Nelle sue ricerche il professor Harding ha constatato come questi cani vengano passati di mano in mano. In poche parole non si può dire che appartengano ad un proprietario ma sono del “gruppo”.

Immaginate un cane, qualunque tipo di cane, anche un innocuo barboncino venire preso da una persona, poi passare ad un’altra e poi ad un’altra ancora e così via… E’ normale che questi cani abbiano dei problemi dal momento che sono privi di un punto fermo di riferimento! Pensate quale confusione deve stare nella testa di questi poveri cani presi e passati come si potrebbe fare con un oggetto qualunque.

 

Questa tipologia di cani viene presa proprio per la sua capacità di intimorire gli altri.

Questa tipologia di cani viene presa proprio per la sua capacità di intimorire gli altri.

Ma il problema non si ferma certo qui! Questa tipologia di cani, e cioè quella dei cani ritenuti “pericolosi”, viene presa proprio per la sua capacità di intimorire gli altri. Infatti rappresentano uno status. “Se cammini per strada con un cane del genere, che ringhia a tutti, che abbaia e sembra voler sbranare il mondo, allora devi essere davvero un duro!”. I cani pericolosi, quindi, aiutano queste persone a mantenere o conquistare un certo rispetto, poiché vengono usati come “armi viventi da mostrare” per incutere paura o timore. In più utilizzano questi cani anche durante i traffici di droga o altre attività illegali poiché con un cane del genere si sentono probabilmente più al sicuro e diciamolo…fa scena!!

Reputo assurdo questo modo di vivere con un cane. Invece di dimostrare in qualche modo che queste razze possono far parte della vita comune delle persone e quindi scrollarsi di dosso il marchio di “cane cattivo”, fanno il contrario! Queste persone fanno di tutto per rendere ancora più pericolose queste razze e giocano proprio sulla pressione psicologica che ha la gente alla vista di un Pittbull, tanto per fare un esempio.

La cosa triste è che questi cani vengono allevati e cresciuti con il solo scopo di “fare paura” e niente di più. Nessuna relazione cane-uomo, nessuna attenzione al benessere psicofisico del cane… Niente di tutto ciò. Al contrario, pompano i cani di steroidi e li rendono sempre più aggressivi così da avere delle vere e proprie macchine da combattimento

Ovviamente, quelli che prendono un cane del genere non vincerebbero mai un premio per il miglior proprietario dell’anno!! Questi individui non sono in grado di relazionarsi con questi cani, non sono in grado di gestirli, e ciò ha portato all’aumento dei casi di aggressione a persone e bambini da parte di queste razze.

Questi cani vengono cresciuti per essere cattivi, per "far paura"...

Questi cani vengono cresciuti per essere cattivi, per “far paura”…

Tutto ciò è avvilente. Questi cani non hanno speranza, vengono cresciuti per essere cattivi e svolgono al meglio il loro compito! È triste però considerare come alla fine dei conti la colpa ricada la maggior parte delle volte sul cane. È il cane ad essere quello “pericoloso”, è il cane ad essere quello “cattivo”…

Pensiamo bene a quello che diciamo! Si, effettivamente, ad un giudizio superficiale un cane del genere si può anche definire “cattivo”… Ma per colpa di incroci genetici che portano il cane a sviluppare questa maggiore aggressività. Ed in più vengono cresciuti e trattati ogni giorno per essere dei “buoni cattivi”… quindi chi è il colpevole in questo caso?

Fortunatamente non tutti i proprietari di queste razze sono così e, di conseguenza, non tutti i cani sono così! Ma la situazione che si è creata in Inghilterra, per forza di cose, continua a gettare ombra su queste razze.

Paola De Ruggieri
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