I cani ci osservano

"Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere" Robert Doisneau

“Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere”
Robert Doisneau

A cura di Anna De Romita – educatrice cinofila Bari

Tra i sensi del cane la vista non è certo il migliore o il più sviluppato ma se parliamo di sguardo inteso come capacità di osservare strettamente legata alla sensibilità interiore il cane è spesso molto più capace di noi esseri umani nel cogliere le sensazioni e le intenzioni nella loro vera essenza.

La nostra logica razionale non sempre ci conduce verso una corretta comprensione di chi ci è di fronte e il nostro istinto che sarebbe portato ad osservare sguardi, gesti, posture, sorrisi, linee e rughe del viso viene messo a tacere.

Il cane ha un maggiore campo visivo rispetto all’uomo (anche se le varie razze manifestano grandi differenze a seconda della collocazione più o meno laterale degli occhi) ed è capace di cogliere meglio soggetti e oggetti in movimento e al buio ma la sua vista riconosce colori compresi in uno spettro cromatico più limitato (all’incirca come un daltonico) e distingue meno i dettagli.

Fin qui arriva la vista…ma lo sguardo del cane è forse un senso che andrebbe considerato a parte rispetto alla semplice vista. I cani vedono e osservano. I loro occhi sono la porta attraverso cui entrano ed escono informazioni per arricchire e per descrivere il loro particolare mondo sensoriale.

Se ci fermiamo ad osservare soltanto la testa del cane noteremo che fronte, orecchie, bocca e occhi cambiano continuamente a seconda delle situazioni e delle emozioni conseguenti. In particolare, gli occhi possono essere ben aperti, semichiusi, spalancati e lo sguardo può essere fisso o sfuggente, laterale o diretto dal basso verso l’alto, assente o intenso. Occhi aperti e sguardo intenso possono indicare attenzione e grande interesse per qualcosa o qualcuno ma occhi ugualmente aperti e sguardo diretto abbinati ad altri tipici segni di fronte, orecchie e bocca possono voler segnalare intenti non pacifici. Occhi semichiusi e sguardo sereno denotano, appunto, uno stato di calma e tranquillità ma occhi semichiusi e sguardo sfuggente possono trasmettere un segnale di pacificazione e, in alcuni casi, denunciare l’insicurezza o la paura.

Da questi esempi si comprende quanto sia importante osservare e interpretare il movimento degli occhi e delle palpebre ma anche studiare lo sguardo del nostro amico a quattro zampe e comprendere come e quanto il nostro sguardo, a sua volta, possa comunicare e relazionarsi con il loro.

Se i miei occhi sono fissi verso quelli di un cane che non conosco lui capirà che voglio aggredirlo o che comunque non ho buone intenzioni e non sono molto rispettosa. Se poi cercherà altre informazioni nel mio viso e mi vedrà aprire le labbra e mostrare i denti in quello che per noi è un sorriso, segno di gioia e serenità…penserà al contrario che voglio minacciarlo e che, magari, sto per ringhiare o per scagliarmi contro di lui e morderlo. Questo è uno degli equivoci più frequenti che si creano tra cani e uomini, sono le cosiddette barriere che falsano la comunicazione tra le due specie e portano non di rado ad esiti negativi o, addirittura, drammatici.

Bruce Davidson, "Dog in car"

“Quasi tutte le mie fotografie sono affettuose, delicate, personali. Tendono a far sì che l’osservatore veda con i propri occhi. Tendono a non predicare. E non vogliono porsi come arte”
Bruce Davidson

I nostri cani, intendo quelli che conosciamo e che vivono con noi ogni giorno, imparano però molto presto a intendere la diversità dei nostri modi di espressione e, allora, sono pronti a scodinzolare e a manifestare tutta la loro allegria se vedono un nostro sorriso perché comprendono cosa significhi, associano nella loro mente la comparsa di quel movimento delle labbra a una parola gentile, a una carezza, a un gioco, a una passeggiata, insomma a un momento felice con il proprio “amico umano”.

Tutto ciò è possibile perché il cane è intelligente e perché sa guardare, cioè vede le cose intorno a sé e impara a riconoscerle ma sa anche osservare, cioè studiare in profondità gli occhi e lo sguardo e come si collegano al resto del corpo, alle posture, alla voce, alla mimica facciale, agli odori, alle tensioni e alle vibrazioni delle mani che accarezzano, si muovono, giocano, tengono un guinzaglio. Così i cani arricchiscono il loro mondo sensoriale osservando e scambiando messaggi non solo con i conspecifici, cioè gli altri cani, ma anche con gli altri animali, inclusi gli esseri umani, diventando molto meno cinocentrici di quanto noi siamo invece antropocentrici. Antropocentrici anche quando siamo convinti di fare il bene del nostro “amico peloso” e non ci accorgiamo di proiettare su di lui le nostre personali prospettive, le nostre esigenze e i nostri stili di vita come fossero indiscutibilmente e universalmente positivi per tutti gli esseri viventi.

La comunicazione non verbale che comprende anche la comunicazione visiva è considerata importante anche tra noi uomini ma spesso sembra che abbiamo perso non poco dell’abilità nell’osservare e approfondire l’analisi dei messaggi che i nostri occhi e i nostri sguardi possono trasmettere e ricevere…troppo presi come siamo dalle parole e da false immagini stereotipate.

Il cane controlla e cerca di decifrare ogni movimento e posizione del nostro corpo perché lui stesso assume ben precise posture e trasmette chiari messaggi aiutandosi con occhi, bocca, fronte, naso, coda e tutto il corpo.

Se di fronte al cane mostro le mie spalle ben dritte e un’andatura moderatamente lenta e non puntata verso di lui l’amico a quattro zampe si sentirà tranquillo o, comunque, coglierà chiaramente il mio messaggio di pace e di assoluta assenza di minaccia. Se, invece, fisso il mio sguardo nel suo e mi dirigo sicura in linea retta verso di lui, senza tracciare un’immaginaria curva con i miei passi, anche se i miei intenti sono buoni il cane si sentirà confuso, impaurito e/o offeso da una postura che si presenta per lui come un tentativo di aggressione o come un’affermazione di superiorità. La risposta, in quest’ultimo caso, potrà sfociare in una manifestazione di stress o in una vera e propria aggressione e non è escluso che un cane non portato inizialmente a reagire con comportamenti aggressivi possa comunque arrivare a dimostrarsi pericoloso se costretto a subire ripetutamente situazioni percepite come minacciose o poco rispettose.

Una cara persona mi consigliò tempo fa di non dimenticare mai quando uscivo per una passeggiata con il mio cane di osservare non solo lui ma anche gli altri cani, recarmi nei parchi, nei canili e in tutti quei posti in cui avrei potuto osservare, studiare e cogliere le costanti e le piccole grandi differenze nel linguaggio che i nostri amici a quattro zampe usano per comunicare tra loro e con noi. Lo trovo un ottimo consiglio per affinare la sensibilità del nostro sguardo, per capire meglio il cane, ciò che ci circonda e anche noi stessi.

"Per me la fotografia è un'arte di osservazione. Si tratta di trovare qualcosa di interessante in un luogo comune ... Ho scoperto che ha poco a che fare con le cose che vedete e tutto a che fare con il modo in cui le si vede "Elliott Erwitt

“Per me la fotografia è un’arte di osservazione. Si tratta di trovare qualcosa di interessante in un luogo comune … Ho scoperto che ha poco a che fare con le cose che vedete e tutto a che fare con il modo in cui le si vede “
Elliott Erwitt

Redazione DM.it