saarloosA cura di Anna De Romita – Educatrice Cinofila Bari

Decidere di prendere un cane con sé è già una splendida occasione per poter conoscere e amare un essere meraviglioso. Decidere di accoglierne addirittura due sembrerebbe una doppia splendida occasione! Solitamente, l’adozione riguarda due piccoli della stessa cucciolata o, magari, la mamma e il suo cucciolo di sesso maschile o femminile. Ci sono, poi, anche i casi in cui si sceglie di adottare due cani adulti, magari anziani e di sesso diverso.

Premesso che in linea di massima è l’amore e, a volte, una particolare situazione di emergenza che inducono a una doppia adozione e che, quindi, le intenzioni sono spesso assolutamente più che buone, la scelta potrebbe, però, rivelarsi un piccolo grande disastro.

Innanzitutto, chi sta per affrontare la sua prima esperienza di convivenza uomo-cane dovrebbe astenersi dalla scelta della doppia adozione e concentrarsi sulla crescita e la cura di un solo cane a meno che non sussistano altre condizioni come una certa quantità di tempo libero, grandi spazi di cui disporre a casa propria o nei dintorni e, soprattutto, pazienza e voglia di mettersi in gioco e imparare. Ovviamente, queste caratteristiche sono anche le condizioni necessarie per un proprietario che non sia alla prima esperienza e che abbia già convissuto, o conviva, con cani.

Sfortunatamente capita spesso che le nostre convinzioni sia talmente salde al punto da non farci vedere ombre o possibili errori anche nei nostri atti di generosità o di affetto nei confronti degli amici a quattro zampe. L’amore non basta. E, soprattutto, in caso di doppia adozione si rende più che mai necessario, se non indispensabile, l’aiuto di un bravo e paziente educatore cinofilo che possa guidare, consigliare e incoraggiare chi si accinga a questa nuova e delicata esperienza.

Altro fattore di basilare importanza è dato dalla collaborazione seria e costante di tutte le eventuali persone conviventi nella stessa abitazione del futuro proprietario. Qualunque sia il numero dei cani che ci si prepara ad accogliere, e qualunque sia l’esperienza in merito, la dedizione nel cercare di capire e farsi capire dal proprio cane e di educarlo ad una felice vita in comune sarà un impegno maggiormente difficoltoso o, addirittura vano, se anche solo uno dei conviventi non avrà la medesima cura nel seguire il medesimo percorso.bassotti

Nel caso in cui, quindi, dopo aver soppesato attentamente la decisione ed aver verificato il sussistere delle condizioni necessarie, il nostro amore sarà tale da non farci desistere dal nostro intento, bene! Siamo pronti per la nostra avventura!

Seguiamo, innanzitutto, la regola di ogni buona mamma e buon papà che abbiano messo al mondo un bel paio di gemelli e cioè: comportarsi nella stessa maniera con entrambi i piccoli, dividere equamente cure, giochi, cibo, attenzioni, etc. in modo che nessuno debba sentirsi trascurato o privilegiato. Ciò significa: una cuccia per ciascuno, un gioco per ciascuno, tempo in comune ma anche tempo per ognuno, etc. E se decideremo di iniziare un percorso di educazione o, magari, di iscrivere il nostro cucciolo ad una “puppy class”, una classe di socializzazione per cuccioli dai 2 ai 6/7 mesi di età, dovremo essere particolarmente diligenti nell’eseguire gli esercizi separatamente, prima con un cane e poi con l’altro. Quindi, in special modo all’inizio del percorso di educazione, faremo in modo dedicarci ad un cane alla volta, chiedendo aiuto, se possibile, a qualche familiare o amico che nel frattempo possa trascorrere del tempo con l’altro cane, magari uscendo per una piacevole passeggiata. In un secondo momento, quando i comportamenti desiderati risulteranno acquisiti, sarà possibile anche perfezionarsi tutti insieme, non dimenticando mai di premiare e lodare sempre entrambi i cani nello stesso modo e con la stessa tempestività.

Stesso comportamento dovremo assumere in caso di cani adulti, valutando prioritariamente se sia necessario anche un percorso di socializzazione tra i due o se, invece, vadano d’accordo e abbiano già costituito il loro piccolo branco.bau3

Parlando di branco, il nostro obiettivo sarà quello di consolidare un felice “branco misto” formato da noi umani e i cani che abbiamo accolto ma non dobbiamo ostacolare la normale e spontanea creazione di un altro branco, quello formato dai due o più cani che abbiamo adottato, così come noi stessi siamo nati e cresciuti in una famiglia (un branco di umani).

I tre branchi avranno, chiaramente, regole e gerarchie differenti per cui, ad esempio se nel branco misto siamo noi proprietari i soggetti alpha, nella nostra famiglia possiamo rivestire diverse posizioni gerarchiche in evoluzione: figlio, genitore, nonno, etc e ad ogni posizione corrisponderanno responsabilità differenti. Così un cane non ricoprirà il ruolo di soggetto alpha nel branco misto ma magari all’interno del branco di cani. E’ importante che i cani possano liberamente gestire la divisione di ruoli e gerarchie tra loro anche a costo di qualche piccola e innocua zuffa. Del resto, come sappiamo ormai bene, i cani come i lupi hanno la tendenza a risolvere i conflitti evitando il più possibile di ferirsi gravemente o uccidersi.

Ed infine, non scoraggiamoci mai perché coerenza e costanza pagano sempre, come sanno bene i nostri amici a quattro zampe che ci amano sempre e comunque, ad ogni costo.

Redazione DM.it

Di Redazione DM.it

Redazione di DogMagazine.it per info e contatti: dogmagazine.it@gmail.com

Facebook Like Box provided by technology reviews
Show Buttons
Hide Buttons
Translate »