Le trasformazione del Tellington TTouch: dall’aver paura al sentirsi al sicuro nella vita quotidiana by Kathy Cascade

Fonte: TTeam Connections

Può capitare, lavorando con il Tellington TTouch, di incontrare animali con un passato di abusi, maltrattamenti, segregazioni, che siano in qualche modo stati trascurati, spesso per mani delle persone. È difficile non sentirsi sopraffatti o adirati da queste storie, ma è importante concentrarsi sull’animale che abbiamo di fronte in questo preciso momento. La nostra intenzione, quando lavoriamo con questi animali, è di aiutarli a superare le limitazioni poste dalle esperienze passate.

Quando Molly e Alf sono arrivati da me la prima volta, Alf stava rannicchiato sul fondo della macchina rifiutandosi di uscire. Non c'era nessuna leccornia che poteva convincerlo.

Quando Molly e Alf sono arrivati da me la prima volta, Alf stava rannicchiato sul fondo della macchina rifiutandosi di uscire. Non c’era nessuna leccornia che poteva convincerlo.

ALF

Alf era uno dei tanti pittbull salvati dall’allevamento lager di cani da combattimento di Michael Vick. Vi risparmio i dettagli raccapriccianti, poiché la storia è stata ampiamente raccontata e documentata. Dapprima affidato al rifugio della Richmond Animal League ed è stato poi trasferito in stallo presso una famiglia amorevole in Oklahoma, da Molly Gibb. Molly, una Practitioner di Feldenkreis che aveva frequentato uno dei miei workshop di TTouch, mi ha chiesto di aiutarla a recuperare Alf. Quando Molly e Alf sono arrivati da me la prima volta, Alf stava rannicchiato sul fondo della macchina rifiutandosi di uscire. Non c’era nessuna leccornia che poteva convincerlo. Naturalmente avremmo potuto tirarlo fuori o prenderlo di
peso, ma il nostro scopo era di dare ad Alf una possibilità di scelta e far sì che potesse fidarsi di noi. Molly mi diceva che Alf era estremamente timoroso con le persone, ma gradiva la presenza di altri cani. Indie (il mio cane tutor) è accorsa in aiuto. Abbiamo dovuto camminare avanti e indietro per diversi minuti davanti alla macchina aperta, ma alla fine Alf, non senza esitazione, è sceso per raggiungerci.

Con tutte le migliori intenzioni di restare emozionalmente neutra, devo ammettere che è stato toccante vedere Alf per la prima volta. Il suo estremo timore si rifletteva nella sua postura… contratta, coda fra le gambe, zampe in tensione e così fuori equilibrio da sembrare instabile. Al minimo rumore si
spaventava e si appiattiva a terra. Molly diceva che faceva “la frittata”. Come potrete immaginare, per Alf era molto difficile essere toccato da una sconosciuta e ho dovuto fare l’impossibile per fargli capire che non costituivo una minaccia per lui. Ho dovuto accucciarmi, riconoscere e rispondere ai suoi segnali calmanti, usare bocconcini, tutto aiutava. La prima cosa da fare per ridurre il suo schema di tensione e la sua sensibilità a essere toccato è stata utilizzare un bendaggio. Le prime sessioni di TTouch erano brevi e gli lasciavo modo di allontanarsi quando ne aveva bisogno. Il fatto di lasciargli la
scelta se allontanarsi o restare sembrava ridurre la sua paura, alla fine ha iniziato ad avvicinarsi a me, rimanendo vicino per essere toccato più a lungo.
Durante le nostre sessioni lo scopo era che Alf potesse provare nuove esperienze sensoriali in un ambiente sicuro per permettergli di acquisire fiducia. (…)

Il cambiamento di gran lunga più significativo è si è verificato inserendo nel lavoro Gabriel, il mio cavallo islandese. Usare il cavallo era un modo per cambiare il contesto dell'esercizio.

Il cambiamento di gran lunga più significativo è si è verificato inserendo nel lavoro Gabriel, il mio cavallo islandese. Usare il cavallo era un modo per cambiare il contesto dell’esercizio.

Abbiamo lavorato sulla mancanza di equilibrio di Alf e sui suoi movimenti talvolta impacciati usando il lavoro a terra del TTouch. Camminare su assi orizzontali, salire e scendere da piccole rampe inclinate, passare attraverso una scala a terra e completare il labirinto lo ha aiutato a coordinare più efficacemente il suo corpo. Una fase importante è stata fare in modo che Molly cambiasse il collegamento del guinzaglio dal collare/collo a una pettorina. Poiché Alf si spaventava e si allontanava improvvisamente in qualunque momento, una costrizione intorno al collo non avrebbe che peggiorato la sua paura e la sua ansia. La pettorina ci ha anche permesso di usare il guinzaglio con due punti di contatto e quindi di avere maggiore influenza nel riportare il corpo di Alf in equilibrio. Migliorando il suo equilibrio, sono aumentate anche la sua sicurezza e la sua capacità di restare concentrato.

Il lavoro è poi proseguito inserendo nuove persone e altri animali nel lavoro a terra. Se da un lato Alf non ha mai mostrato la minima aggressività verso gli altri cani, era a volte roppo esuberante, tirava al guinzaglio e “faceva il matto” come meccanismo di coping. Il cambiamento di gran lunga più significativo è si è verificato inserendo nel lavoro Gabriel, il mio cavallo islandese. Usare il cavallo era un modo per cambiare il contesto dell’esercizio. Inizialmente Alf era sovraeccitato, ma ha risposto subito ai segnali calmanti che Gabriel gli inviava dimostrando un livello migliore di autocontrollo.

È interessante notare che quando abbiamo provato a usare la bacchetta con Alf, si è spaventato e tendeva ad allontanarsi come tentavamo di toccarlo. Quando ha visto di nuovo la bacchetta mentre lavoravamo con Gabriel, non ne ha più avuto paura, anzi, ha iniziato a giocarci.

Dopo numerose lezioni private al mio centro, svoltesi nel corso di diversi mesi, Molly ha portato Alf a un corso di un fine settimana che tenevo a Oklahoma City. Alf è riuscito a gestire la situazione egregiamente. Per me e Molly è stato meraviglioso avere la conferma che Alf aveva ritrovato sicurezza in se stesso ed era capace di a$rontare estranei e un ambiente sconosciuto.

DANNY

Danny, un piccolo Cairn Terrier con una grande capacità di recupero, è stato salvato da un allevamento intensivo da una associazione molto efficiente e attenta chiamata Colonel Potter Cairn Rescue Network (www.cairnrescue.com). Prelevato in pessima forma fisica, ha dovuto subire un intervento all’orecchio per salvargli l’udito e gli hanno dovuto estrarre tutti i denti, ormai marci. Grazie all’aiuto di molti volontari che lo hanno trasferito da New York a uno stallo a Vancouver, BC, Danny alla fine è stato adottato da Iona Turner.

Ho conosciuto Danny e Iona a un corso di formazione per Practitioner a Gibson, BC lo scorso ottobre. Iona ci ha raccontato così la storia di Danny: “Quando Danny è venuto a vivere con noi a dicembre 2007, tutto quel che riusciva a fare era attraversare la strada e arrivare due case più avanti rispetto alla nostra. Poi si fermava, si girava e fissava casa nostra. Non riusciva ad allontanarsi più di così, aveva troppa paura”. Guardare l’andatura e i movimenti di Danny mi faceva pensare a quelli di un robot. Il poveretto era estremamente rigido e non riusciva a flettere le ginocchia e a muovere le anche. Quando era al guinzaglio si bloccava spesso e si irrigidiva alla minima tensione del guinzaglio. Tendeva anche a ringhiare se qualcuno si avvicinava troppo rapidamente o di sorpresa. Questo costituiva un problema per Iona, poiché le persone, spesso, vedendo un “cagnolino piccolo così carino” si avvicinavano per carezzarlo senza chiedere il permesso. Danny tendeva a ringhiare anche agli altri cani quando si avvicinavano troppo.

Guardare l'andatura e i movimenti di Danny mi faceva pensare a quelli di un robot. Il poveretto era estremamente rigido e non riusciva a flettere le ginocchia e a muovere le anche.

Guardare l’andatura e i movimenti di Danny mi faceva pensare a quelli di un robot. Il poveretto era estremamente rigido e non riusciva a flettere le ginocchia e a muovere le anche.

Le orecchie di Danny erano particolarmente sensibili e la finta pelliccia di pecora si è rivelata di grande aiuto. Rispondeva anche molto bene anche agli scivolamenti sulle orecchie. Naturalmente abbiamo concentrato il lavoro sulle anche, sul posteriore e sulla coda per sciogliere le tensioni e migliorare la sua mobilità. Durante la settimana di formazione abbiamo fatto molto lavoro a terra, in un grande campo all’aperto. Per Danny è stata una bella sfida ad affrontare la combinazione di grandi spazi con la presenza di altri cani, infatti, si bloccava frequentemente. Non appena il guinzaglio andava in tensione
si irrigidiva moltissimo.

Fortunatamente Danny amava molto i bocconcini e questo lo ha motivato più volte a ripartire. A mano a mano che Danny acquisiva fiducia e che Iona migliorava nella gestione del guinzaglio, Danny riusciva a completare tutto il percorso a terra senza bloccarsi e senza ringhiare ai cani che si trovavano nelle vicinanze. Il lavoro a terra lo ha aiutato ad aumentare la sua autostima.

Abbiamo potuto lavorare con Danny solo per una settimana, ma i successi sono stati notevoli. Ecco come Maureen Bodie, un’altra studentessa del corso e membro dell’associazione Colonel Potter Cairn Rescue Network ha descritto i cambiamenti di Danny: “È stato così bello vederlo rilassarsi con il TTouch e scoprire che può fidarsi anche di sconosciuti che lo toccano gentilmente e con intento amorevole, portando conforto e rilassamento. Con il suo mantello leggermente granuloso, è stato davvero interessante osservare quegli occhioni marroni fare una pausa e pensare a quello che stava vivendo e a cosa gli sarebbe stato chiesto di fare dopo, e considerare il mondo con più fiducia e apertura con lo svolgersi della settimana di formazione”.

Quando penso al cambiamento che ho visto sia in Alf, sia in Danny durante il corso e nelle sessioni di TTouch, la cosa più grati!cante è stata vedere la luce tornare nei loro occhi.

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