Veronica Berardi
Quando parlo di richieste adeguate, mi riferisco al chiedere qualcosa che in quel momento il vostro amico sia in grado di poter imparare ed eseguire.
Quando parlo di richieste adeguate, mi riferisco al chiedere qualcosa che in quel momento il vostro amico sia in grado di poter imparare ed eseguire.

Eccoci davanti al nostro amico a quattro zampe che ha appena imparato a camminare al nostro fianco (il famoso “al piede”) tutto impettito. E noi siamo più impettiti di lui! Ma farsi prendere la mano dall’entusiasmo non porta lontano, anzi…è controproducente. Non appena si trova la chiave per educare il proprio cane, ci si stupisce di quanto sia bravo, di quanto in fretta riesca ad imparare e, tutti soddisfatti per i risultati ottenuti, si procede spediti verso il prossimo obiettivo. Oramai è scoccata la passione per le attività con Fido. E ben venga! Purché le richieste che facciamo al nostro amico a quattro zampe siano alla sua portata…

Non metto in dubbio che il vostro cane sia intelligente e che voi abbiate instaurato un bel rapporto con lui, nè che siate entrambi felici di fare qualcosa insieme. Quando parlo di richieste adeguate, mi riferisco al chiedere qualcosa che in quel momento il vostro amico sia in grado di poter imparare ed eseguire. Se gli avete appena insegnato a camminare al guinzaglio senza tirare, è inutile nonché dannoso pretendere che mentre cammina ci guardi in faccia tutto il tempo tenendo la testa attaccata alla nostra gamba. So che guardare i video di Obedience fa sempre un certo effetto…però bisogna comprendere che dietro quelle performance, così come dietro qualsiasi performance, ci sono ore di lavoro. Non tutti i cani sono portati per fare la stessa cosa, né allo stesso livello, né con le stesse tempistiche. I tempi di apprendimento sono una questione delicata e puramente soggettiva. Voi avete imparato ad andare in bicicletta senza il supporto delle rotelle laterali all’età di 9 anni, il vostro amico Luca a 7 pedalava che era una meraviglia. Pensate a cosa sarebbe successo se vi avessero imposto di andare in bici come Luca senza che voi foste davvero in grado di farlo. Punto primo: sareste caduti. Punto secondo: non avreste più voluto andare in bici o comunque l’avreste guardata con un certo rancore.

Quando fate una richiesta a Fido che è momentaneamente al di fuori delle sue possibilità, non solo non otterrete il risultato sperato, ma lo farete sentire frustrato. Perché? I cani possono provare la frustrazione? Eccome! E noi siamo dei maestri a trasmettergli la nostra. Rispettare il cane non riguarda esclusivamente il fornirgli una casa, cibo, passeggiate, amore e via dicendo. Tutte queste cose sono importanti, ma non possiamo rapportarci a lui nel modo corretto se non lo conosciamo in quanto essere vivente con delle caratteristiche molto diverse dalle nostre. Le cose importanti da sapere sono molte, ma qui, visto che stiamo parlando di insegnargli un esercizio, quello che dobbiamo tener presente è: 1) una cosa non è facile solo perché è facile per noi 2) il tempo di attenzione. Vediamo le cose un pochino più nel dettaglio…

Il punto numero uno riguarda la cattiva abitudine di dare le cose per scontate e di guardarle solo dal proprio punto di vista. “Come mai non mi capisce? Eppure gliel’ho spiegato bene!”. Vi farò solo una domanda: Voi credete di riuscire a comprendere il vostro amico a quattro zampe quando vi fa le sue richieste? No, non intendo una richiesta. Intendo tutte le richieste. Non credo proprio… Quindi è inutile continuare a pretendere che Fido ci capisca al volo, sempre e comunque. Comunichiamo in modo differenti ed i fraintendimenti si sprecano. Noi pensiamo che se il cane fa l’esercizio “seduto” ed il “terra”, allora è automatico che da terra sappia mettersi seduto. Ed invece… Non è automatico per niente e dev’essere spiegato quasi come esercizio a parte. I movimenti che il corpo del cane compie per sedersi e mettersi a terra sono diversi da quelli che deve fare per mettersi seduto dalla posizione “terra”.

I cani percepiscono il nostro umore e stamparsi sulla faccia un sorriso tirato quando tutto il resto del nostro corpo comunica altro, non serve a molto! Iniziate una sessione di lavoro solo se siete rilassati o quantomeno contenti di passare del tempo con il vostro cane.
I cani percepiscono il nostro umore e stamparsi sulla faccia un sorriso tirato quando tutto il resto del nostro corpo comunica altro, non serve a molto! Iniziate una sessione di lavoro solo se siete rilassati o quantomeno contenti di passare del tempo con il vostro cane.

Poi c’è il tempo di attenzione. Iniziamo ad insegnare un esercizio a Fido e subito pretendiamo che ci ascolti attivamente per un’ora (magari proprio l’oretta in cui non sapevamo cosa fare ed abbiamo deciso di impiegare così). Per avere un’idea di come regolarsi con i tempi dobbiamo tenere in considerazione l’età del cane (un cucciolo o un cane anziano devono fare delle sessioni di lavoro molto brevi, all’incirca un paio di minuti…ma ogni cane è un caso a sé) e da quanto tempo abbiamo cominciato a lavorare con lui. Oggi? Benissimo, allora non facciamolo stancare troppo. Una sessione di cinque minuti è più che sufficiente. Tenete conto che 1 minuto di attenzione di Fido corrisponde all’incirca a 10 minuti della nostra attenzione. Voi per quanto tempo riuscite ad ascoltare qualcuno senza distrarvi? Ecco, appunto… Ricordatevi di giocare sempre con Fido, soprattutto dopo che avete lavorato. Il vostro amico a quattro zampe dovrà vivere gli esercizi come qualcosa di gratificante e divertente, non come un obbligo. Se un cane si diverte facendo quello che fa, impara molto più in fretta!

Inoltre, non dimenticate lo stato d’animo. Il vostro stato d’animo. Non dubito che quello dei vostri amici a quattro zampe, che si trovano a mangiare bocconcini in mezzo ad un bel prato, sia ottimo. Se siete nervosi, troppo stanchi, tristi o comunque lontani da uno stato d’animo positivo, evitate di lavorare con Fido. I cani percepiscono il nostro umore e stamparsi sulla faccia un sorriso tirato quando tutto il resto del nostro corpo comunica altro, non serve a molto! Iniziate una sessione di lavoro solo se siete rilassati o quantomeno contenti di passare del tempo con il vostro cane. Non lasciate che l’entusiasmo per quello che state facendo o il vostro malumore o le vostre aspettative ricadano su Fido. Tra passione e pressione c’è una bella differenza. Fate si che ogni piccolo passo avanti nell’apprendere un esercizio sia un momento di gioia condivisa e che gli esercizi non siano il fine, ma un mezzo formare una coppia ancora più affiatata.

 

 

Di Veronica Berardi

Laureata in lettere, mi occupo di educazione ed istruzione cinofila con tutta la passione e la dedizione che un'attività così meravigliosa richiede. A Torino e Prov. tel. 340.3036377

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