Veronica Berardi

Però, se invece di "sfidare" il nostro cane sul piano olfattivo decidessimo di lavorare con lui in squadra...allora tutto cambierebbe.
Però, se invece di “sfidare” il nostro cane sul piano olfattivo decidessimo di lavorare con lui in squadra…allora tutto cambierebbe.

Usiamo espressioni come “sono andato a naso” quando vogliamo dire che abbiamo preso una decisione seguendo il nostro istinto, oppure diciamo “ha il fiuto per gli affari” se la persona in questione ha avuto successo. Ma se facessimo una gara con i nostri cani, naso vs tartufo, perderemmo di sicuro. Eh si…i nostri 5 milioni di cellule olfattive a persona contro i loro 200 milioni non hanno molte possibilità di vittoria. Il cane è un animale macrosmatico (dal greco macros=grande e osmé=olfatto, odorato), cioè, è un animale nel quale la funzione olfattiva supera per importanza quella visiva. Però, se invece di “sfidare” il nostro cane sul piano olfattivo decidessimo di lavorare con lui in squadra…allora tutto cambierebbe. Ma come fare? Innanzitutto, quello che potete fare con il vostro cane è un esercizio tramite il quale gli “insegnerete” a usare il naso per trovare qualcosa che si trova in uno spazio inizialmente delimitato. Il cane deve divertirsi. Quindi niente ansia, ne fretta, ne pretese assurde. La prima pista di un cane è molto importante poiché, seppur in misura differente da soggetto a soggetto, essa influenzerà anche quelle successive. Cioè, in una situazione simile, Fido tenderà a riproporre lo stesso metodo di risoluzione del problema che ha adottato durante la sua prima pista. Prestate attenzione e non siate approssimativi. Cercate di lavorare con qualcuno di esperto che possa monitorare il vostro operato: il cane sbaglierà difficilmente…voi no. La cosa importante, quando si imposta un esercizio, non è che il nostro cane lo svolga da subito alla perfezione. Ognuno ha i suoi tempi di apprendimento e gli esercizi sono fatti per essere ripetuti: è la pratica che rende esperti. Vi sono dei centri cinofili che vi possono aiutare ad impostare il lavoro di ricerca con il vostro amico a quattro zampe, qualunque sia il tipo di ricerca alla quale siete interessati. Prima io ho parlato di piste…è evidente che stavo pensando ad un lavoro di ricerca che potesse avere come fine ultimo (dopo molto allenamento!) il ritrovamento di funghi, o tartufi o altro. Esiste anche la ricerca di persone, della quale si occupa la Protezione Civile, nella quale il lavoro viene impostato e svolto in modo completamente diverso rispetto alla ricerca della quale abbiamo parlato fin qui. Del resto, già parlando di fiuto vi avevo dato qualche indicazione. Per essere più tecnici, vi devo dire che esiste una differenza tra fiuto e olfatto, sebbene noi, nel nostro linguaggio quotidiano, usiamo indifferentemente questi due termini. L’olfatto è la capacità di intercettare e distinguere le emanazioni, le particelle e le molecole disperse nell’aria. Fateci caso, osservate il vostro cane quando inala una grande quantità d’aria…in gergo tecnico questo viene definito come teleolfatto. Parlando di fiuto, invece, ci riferiamo alle inalazioni di piccole masse d’aria provenienti da terra. In gergo questo viene definito come megaolfatto. Se prestate attenzione potete notare che il vostro cane alterna momenti di ricerca tramite teleolfatto e momenti di ricerca tramite megaolfatto. In poche parole, potremmo dire che questo è quello che avviene durante la ricerca di persone, invece, la ricerca tramite piste viene impostata principalmente abituando il cane all’utilizzo del megaolfatto.

Parlando di fiuto, invece, ci riferiamo alle inalazioni di piccole masse d'aria provenienti da terra. In gergo questo viene definito come megaolfatto.
Parlando di fiuto, invece, ci riferiamo alle inalazioni di piccole masse d’aria provenienti da terra. In gergo questo viene definito come megaolfatto.

Tuttavia, ci sono una serie di buoni consigli che possiamo mettere in pratica con i principianti, indipendentemente dall’attività della quale ci vogliamo occupare. Innanzitutto, è importante che quando Fido esegue bene il compito che gli abbiamo insegnato, venga premiato in modo appropriato. Ma quale premio è il migliore? Questo sarà il vostro cane a dirvelo. Fido può andare matto per il pollo, Bobby per la pancetta, Rex per il prosciutto…conosco una cockerina che va matta per le carote! Visto che non dovrete premiare il cane ad ogni passo, anche un premio a lenta masticazione va bene. L’unica caratteristica che dovrà avere sarà quella di appagare il vostro cane! Teniamo conto che offrire un po’ di questo e un po’ di quello e in quantità diverse (quello che in cinofilia si chiama “rinforzo variabile”) aiuta a tenere alta la motivazione del nostro amico a quattro zampe. Un’altra regola d’oro è quella che ci ricorda che il momento perfetto per interrompere la sessione di allenamento è quello in cui il cane vorrebbe ancora andare avanti. Ha svolto bene l’esercizio, l’abbiamo lodato e gratificato, ha raggiunto l’apice, è super felice e vorrebbe continuare: è il momento di smettere. No, non è un atto di cattiveria nei confronti di Fido. Non dobbiamo voltargli le spalle e andarcene, o dirgli di andare a cuccia…dobbiamo fargli fare una bella e lunga passeggiata ma senza continuare l’allenamento.

Uno strumento estremamente utile è un diario degli allenamenti. Qui potrete annotare quando, quanto e dove vi siete allenati con il vostro cane, che difficoltà avete avuto e come le avete risolte. Quale modo migliore per osservare in modo oggettivo i miglioramenti che sta facendo la vostra squadra a sei zampe?

E ricordate che “chi dice di aver finito d’imparare, non ha imparato niente, ha finito e basta”.

Di Veronica Berardi

Laureata in lettere, mi occupo di educazione ed istruzione cinofila con tutta la passione e la dedizione che un'attività così meravigliosa richiede. A Torino e Prov. tel. 340.3036377

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