Cultura cinofila dalla parte del cane!
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Il cane nell'Arte Libri utili
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Fonte: TTeam Connection Nella maggior parte dei miei stages, chiedo quante persone hanno dei problemi a tagliare le unghie dei loro cani. Di solito si alzano un sacco di mani. Può essere qualcosa che le gente teme, sia perchè vi sono molti cani che […]
Educazione e AddestramentoFonte: TTeam Connection

Nella maggior parte dei miei stages, chiedo quante persone hanno dei problemi a tagliare le unghie dei loro cani. Di solito si alzano un sacco di mani. Può essere qualcosa che le gente teme, sia perchè vi sono molti cani che odiano che gli vengano tagliate le unghie, sia perché le persone hanno paura di far male ai loro cani. Quindi diventa un qualcosa da fare di fretta, solo per lasciarselo alle spalle, e questo, spesso, rende la volta successiva molto più problematica.
Il TTouch® può essere un grande aiuto nel rendere il taglio delle unghie più facile e più sicuro sia per i gatti che per i cani. Descriverò quello che raccomando per i cani, ma lo stesso processo potrebbe essere applicato ai gatti. In questa discussione, non parlerò esclusivamente di unghie. Spiegherò anche il modo in cui risolviamo le difficoltà e ascoltiamo gli animali ogni volta che affrontiamo qualcosa che è difficile per loro
La prima domanda è: da dove puoi cominciare? Se non puoi maneggiare con facilità le zampe del tuo cane, allora la difficoltà non è solo la cura delle unghie, ma è far si che faccia affidamento e sia a proprio agio con le sue zampe. Potresti dover cominciare con il “Pitone Arrotolato” sulla spalla, e lavorare gradualmente dirigendoti verso i piedi. I tocchi con la mano a conchiglia o il “Leopardo Sdraiato”, con il “Pitone Arrotolato”, porteranno più consapevolezza di quest’area così come porteranno ad uno scarico della tensione. Solitamente per il cane è più semplice se inizi con il dorso delle tue dita facendo il TTouch del Lama, con una bacchetta, o con qualcosa che ti copra la mano, tipo un guanto di pelle di pecora o una calza. La cosa importante è ascoltare il cane. Fagli comprende che lui ha la capacità di influenzare quello che stai facendo. E’ sorprendente quanto velocemente si riesca a stabilire un rapporto di fiducia se cambi qualcosa che preoccupa il tuo cane. Egli potrebbe comportarsi come se gli solleticassero i piedi. Il solletichio è il risultato della tensione. Quando quest’ultima sarà passata, il cane non sentirà più il solletichio. Potresti riscontrare che se il tuo cane indossa una t-shirt o una benda per il corpo, questo lo aiuta a concentrarsi ed equilibrarsi.

Quando puoi praticare i TTouch su tutte le zampe del tuo cane, incluso fra i cuscinetti, è tempo di inziare a lavorare con le unghie. Questo processo potrebbe durare una sessione, o richiederne parecchie. Sessioni più corte e più frequenti spesso ti aiutano a progredire più velocemente. Se ti senti dire “Wow, sta andando proprio bene”, controlla per vedere se è il momento buono per fermarsi. Se il tuo cane si aspetta che le cose inizino da un momento all’altro a diventare più difficili, sarà una bella sorpresa se tu interrompi la sessione mentre la situazione è tranquilla. Se sei impaziente che finisca, ci metterai più tempo; Se riesci a comprendere che il procedimento è più importante del risultato e tralasciare quindi l’esito, potresti essere sorpreso da quanto velocemente avrai un cane felice e con le unghie corte.
Far provare al tuo cane nuove esperienze legate alla manipolazione delle unghie può essere d’aiuto. Potresti praticare dei TTouch su di esse o muoverle delicatamente in modo circolare. Usare l’unghia del tuo dito per grattare la parte finale dell’unghia del tuo cane crea un suono e una vibrazione che possono rappresentare un’utile approssimazione del tagliare vero e proprio.
Quando porterai via il tagliaunghie, noterai che alcuni cani cambieranno atteggiamento circa la manipolazione delle zampe. Io ho una teoria secondo la quale alucni cani credono che ai loro meravigliosi, adorati compagni umani accada qualcosa di strano quando si avvicinano ad un tagliaunghie.Delle normalissime, adorabili persone improvvisamente vogliono invitare una coppia di amici a sedersi sopra il cane e a fare cose spaventose con le sue zampe. Io la chiamo “Sindrome della Follia Umana Scatenata dal Tagliaunghie”. E’ importante che il tuo cane sappia che tu non soffri di questa malattia, e il rapporto di fiducia che avete costruito tempo addietro esiste ancora…anche se hai il tagliaunghie in mano. Potresti aver bisogno di cominciare con il tagliunghie solo vicino mentre ripeti alcuni dei passaggi citati sopra. Può aiutare anche l’offrire del cibo dalla mano che tiene il tagliaunghie. A volte ho il tagliaunghie nella mano e faccio dei TTouch con il dorso della mano, lavorando gradualmente per fare dei TTouch con le stesse forbicine. Se stai usando una piccola fresa, sarà anche necessario aiutarlo a sentirsi a suo agio con il rumore e la vibrazione.

Prima di tagliare l’unghia numero uno, consiglio di fare una prova generale. Mantieni gentilmente la zampa, ricordando di tenere il braccio rilassato così che se il cane si muove puoi seguirne il movimento. Assicurati di aver una respirazione adeguata e rilassati con un’immagine a tua scelta. Fai tutti i movimenti del tagliare le unghie ma tieni le forbicine appena fuori dalla parte finale dell’unghia…quindi non stai tagliando davvero. In questo modo il cane può sentire il suono e vedere come sarà quando gli taglierai l’unghia. E’ anche il momento in cui devi controllare le tue mani per essere sicuro che quando con una mano stringi le forbicine, l’altra non stringa anche la zampa. E’ facile per la mano fare quello che fa l’altra se non sei conscio di quello che stai facendo. Puoi distinguere il movimento di una mano da quello dell’altra solo prestando attenzione a quello che stai facendo.
Se la prova generale va bene, sei pronto per tagliare le unghie veramente. Lavora in un posto e in una posizione che è comoda per il tuo cane. Alcuni cani sono a loro agio con le zampe tirate leggermente indietro (come se stessi sollevando la zampa di un cavallo) piuttosto che avanti, soprattutto se hanno dei dolori fisici o uno scarso equilibrio. Prima taglia un piccolissimo pezzetto. Tagliare dei piccoli pezzi, se sei preoccupato di far male al tuo cane, lo renderà più sicuro. Se tu espiri mentre tagli, ciò ammorbidirà le tue mani e aiuterà il cane a rilassarsi. Tagliare le unghie dopo un bagno o una passeggiata su un prato bagnato, le renderà più morbide e facili da tagliare. Le unghie sporche rovinano le lame delle forbicine, dunque assicuratevi che le zampe siano prive di fango. Per quanto riguarda la fresa, è meglio utilizzarla quando le unghie sono asciutte. Inoltre, una calza di nylon sopra il piede con le unghie sporgenti aiuterà ad evitare che i peli lunghi vengano presi dall’arnese.

Rinforza silenziosamente il cane mentre lavori. A me piace utilizzare, con una certa frequenza, dei bocconcini prelibati se il cane non è sovraeccitato dal cibo. Un cane troppo eccitato è difficile da calmare per continuare a tagliare le altre unghie. La prima volta che lo fai, fermati di nuovo prima che diventi troppo difficile per il tuo cane l’essere concentrato e paziente.
Se tagli abbastanza unghie, è probabile che, eventualmente, ne taglierai una toccando la carne viva. Assicurati di avere il “Quick Stop” così da poter fermare subito il sangue. Non entrare nel panico! Se sei calmo (mentre porgi le tue scuse…), è meno probabile che il cane reagisca in modo eccessivo. Potrebbe essere l’occasione buona per qualche bocconcino extra, qualche TTouch e valutare se non è il caso di fare una pausa.
Questa procedura non riguarda solo le unghie. Riguarda l’ascoltare il tuo cane e superare insieme qualcosa di difficile in un modo che aiuta a costruisce la fiducia e la collaborazione. Il taglio delle unghie è una splendida occasione per usare il TTouch® per rafforzare la relazione con il tuo cane.
Per Info sul Tellington TTouch®: Valeria Boissier 3355438462 bacchus29@gmail.com
Alessandra Monteleone 3388707723
Il numero di Pittbull, Akita, Mastiff, insomma quei cani ritenuti “pericolosi” dalla maggior parte delle persone, sta aumentando molto in Inghilterra. Presa singolarmente questa notizia non creerebbe molto scalpore, potremmo immaginare che persone consapevoli e amanti di queste razze vogliano dimostrare quanto questi cani non […]
Notizie dal Mondo
Il numero di Pittbull, Akita, Mastiff, insomma quei cani ritenuti “pericolosi” dalla maggior parte delle persone, sta aumentando molto in Inghilterra.
Presa singolarmente questa notizia non creerebbe molto scalpore, potremmo immaginare che persone consapevoli e amanti di queste razze vogliano dimostrare quanto questi cani non rappresentino in sé un vero problema o pericolo ma…questa è un’utopia. Infatti questi cani non vengono adottati/comprati per riscattare la razza dalla cattiva nomea. Anzi, questi poveri quattro zampe, già incriminati molteplici volte, vengono trattati alla stregua di oggetti, passati di “mano in mano”o utilizzati durante i traffici di droga e per regolare qualche conto in strada e rappresentano un vero e proprio status symbol…
Ebbene si, oggi questi cani rappresentano un nuovo e fiorente business per la malavita inglese e un reale pericolo per le persone! (altro…)
I cani hanno il sesto senso. Al di là delle convinzioni personali, questa affermazione è inesatta. I cani hanno cinque sensi. E’ che funzionano molto meglio dei nostri. Ci possono dare l’impressione di avere delle doti di preveggenza in caso di temporale o scosse sismiche […]
Curiosità
I cani hanno il sesto senso.
Al di là delle convinzioni personali, questa affermazione è inesatta. I cani hanno cinque sensi. E’ che funzionano molto meglio dei nostri. Ci possono dare l’impressione di avere delle doti di preveggenza in caso di temporale o scosse sismiche perché i sensi che entrano in gioco sono molto sviluppati. Per capirci meglio… Avete presente quando vi sembra di sentire l’odore della pioggia nell’aria? Ecco, voi vedete il cielo farsi grigio, l’aria diventare più umida, date un’annusatina e dichiarate che a breve pioverà. Il vostro naso è una sorta di giocattolo rispetto a quello del vostro cane: 5 milioni di cellule olfattive contro i 200 milioni circa presenti nel naso di un pastore tedesco. Secondo voi chi percepisce gli odori più in fretta? Per non parlare del fatto che in caso di temporale possono sentire dei rumori di cui voi ignorate completamente l’esistenza. E per quanto riguarda i terremoti? I cani, ad esempio, possono essere disturbati dalle esalazioni di gas provenienti dalle microfratture delle rocce. Avete capito bene, microfratture. Noi abbiamo bisogno di infilare tutto il naso dentro il vasetto dello yogurt per sapere se è scaduto o no, a volte dobbiamo perfino assaggiarlo per esserne sicuri. Figurati se una microfrattura può avere un qualche significato per noi… Inoltre, i cani, grazie al fatto che la maggior parte dei loro sensi siano altamente sviluppati, possono avvertire l’aumento dell’elettricità statica, i cambiamenti che avvengono nel campo magnetico della terra e così via. In questi casi il cane può sembrarci irrequieto, nervoso, può iniziare ad ululare o abbaiare. Il punto è che non possiamo essere certi che questi comportamenti siano dovuti ai fenomeni sopra elencati. Se così fosse, in questi casi, potremmo fare completamente affidamento sui nostri amici quadrupedi e forse riusciremmo a salvare molte vite. Ad ogni modo, la verità è che i cani non solo non hanno il sesto senso, ma non ne hanno neppure bisogno visto che con i cinque a loro disposizione sono in grado di stupirci con dei “super poteri” di cui noi non disponiamo.

I cani hanno l’intelligenza di un bambino di tre anni.
Non proprio. I cani, in media, hanno un’intelligenza che, misurata secondo parametri umani, è comparabile a quella di un bambino di due anni circa. Sottolineo che nella nostra misurazione dell’intelligenza intervengono dei parametri umani, perché se no dovremmo dire che tutti i cani sono bravissimi a fare i cani. Quindi sono tutti intelligenti. Invece no… Noi vogliamo che il cane sappia fare dei giochini (“fai il morto!”, “batti cinque!”), sappia rispondere a dei comandi come seduto, terra, piano, abbaia, etc… Ora, assodato che al cane di fare tutto ciò non gliene potrebbe fregare di meno, bisogna dire che i nostri amici sono parecchio generosi e amano renderci felici esaudendo le nostre richieste. Il principio canino è “se lo facciamo insieme, di sicuro ci divertiremo”. Quale sia l’attività da svolgere poco importa. Il mio cane ama “passare l’aspirapolvere” con mia madre. Fanno su e giù per tutta la stanza e lui esibisce una condotta al piede alla Folletto che neanche stesse facendo una gara di obedience… Oppure si applica nel “mettere a posto” le maglie e i pantaloni. Il virgolettato è di mia madre. Sarebbe più corretto dire che mette tutta la testa dentro i cassetti cercando non so quale tesoro (ma qualcosa ci deve pur essere visto che la “nonna” mostra tutto questo interesse per cassetti e armadi… Magari una pallina, un calzino da masticare…). Questi sono classici esempi di quanto il cane ami stare con noi per il gusto di stare con noi. Noi siamo diversi, valutiamo se l’attività in corso ci piace o meno e, di conseguenza, decidiamo se unirci o no. Tanto per dirne una, io quando c’è da mettere a posto mi defilo (ciao mamma!). Sempre tenendo conto del nostro modo umano di misurare l’intelligenza, possiamo dire che vi sono delle razze particolarmente predisposte all’addestramento. Non mi interessa dire quali perché non è rilevante ai fini della nostra discussione, però è indubbio che la selezione genetica effettuata su alcune razze, ha prestato particolare attenzione alla loro voglia di “lavorare” con il partner umano. A prescindere dalla razza, bisogna dire che l’intelligenza dei cani, come quella delle persone, può e dev’essere stimolata. Se nel farlo assecondiamo le loro naturali inclinazioni allora possiamo ottenere dei risultati brillanti. E, per favore, se proprio dovete paragonare l’intelligenza del vostro cane a quella di un bambino, cercate almeno di non trattarlo come un bambino “tonto”. Non vi relazionate a lui credendovi essere dotati di un intelletto finissimo. Ricordate che lui riesce anche a fare il bambino (ma che pazienza hanno??), noi geni, invece, come cani facciamo davvero pena.

Il cane è un amico fedele.
Si. Non c’è bisogno che il vostro cane si chiami Rin Tin Tin, Lassie o Rex per essere un amico straordinario. Il vostro cane vi ama. E non vi ama perché siete belli, avete un lavoro importante, avete vinto delle gare o altro. Vi ama per quello che siete: parte del suo branco. Poi sta a noi stabilire con lui una relazione sana e rispettosa del benessere di entrambi, sta a noi fargli capire che siamo meritevoli di quella fiducia che ci accorda, sta a noi spiegargli con gentilezza quali comportamenti ci sono graditi e quali no. Ma tutta questa bontà ha qualche spiegazione? Perché, all’interno di una corretta relazione, tutti i cani ci dimostrano il loro amore e la loro devozione? Le spiegazioni possono essere tante. Ed è indubbio che ogni cane, in quanto individuo dotato di una sua soggettività, ci può mostrare i suoi sentimenti nei modi più disparati. Però questo “attaccamento” del cane nei nostri confronti è dovuto soprattutto ad una sua caratteristica: il cane è un animale sociale. Così come i lupi dai quali discende, il nostro amico quadrupede è nato per vivere in branco. All’interno del branco trova la sua forza, si relaziona, gioca, si misura, cresce e vive mettendo le sue competenze a disposizione degli altri membri. I cani hanno bisogno di sapere qual’è il loro posto all’interno del branco, cosa ci si aspetta da loro. Questa è per loro una necessità naturale e gli permette di rapportarsi con il branco-famiglia e con il resto del mondo in modo equilibrato. Certo, purtroppo ci sono molte persone che si comportano in modo irrispettoso con il loro cane. Eppure, spesso, a tutto ciò molti cani rispondono con amore, amicizia e fedeltà. Allora perché la premessa sulla corretta relazione? Beh… Innanzitutto perché è all’interno di una corretta relazione che vediamo il cane esprimere tutte le qualità che amiamo così tanto in lui. E poi perché il fatto che i cani siano degli esseri straordinari non ci dà il diritto di approfittarcene. In poche parole: è sicuro che il cane si esprimerà al meglio solo all’interno di una corretta relazione con voi ed è molto probabile che il vostro cane vi dimostri amore anche se non vi comportate correttamente nei suoi confronti…ma non per questo vi dovete sentire in diritto di fare gli str….
I cani sono daltonici.
Si definisce daltonica una persona che non riesce a vedere i colori o ne vede solo una parte. I cani hanno una capacità visiva che si basa su uno spettro di colori diverso dal nostro. Il rosso lo vedono giallo, il verde lo vedono bianco e potremmo fare ancora altri esempi. Questo è uno dei motivi per cui le aziende produttrici di attrezzature per l’agility, negli ultimi anni, hanno modificato i colori delle cosiddette “zone di contatto” che prima erano prettamente gialle e rosse e quindi difficili da vedere per i nostri amici a quattro zampe. Quindi è corretto affermare che i cani sono daltonici, poiché attenendoci al significato della parola, non riuscendo a vedere tutto lo spettro dei colori visibili ad un occhio umano, rientrano nella categoria.

I cani sono simili a degli eterni bambini.
Questo è vero per almeno due ragioni:
Essendo costretti a vivere nell’ambiente che noi gli imponiamo (appartamento, villa, casa di campagna) i cani sono dipendenti da noi per quanto riguarda le loro necessità primarie. Esattamente come un bambino che senza le nostre cure non riuscirebbe a sopravvivere.
Quando si è trattato di selezionare i soggetti da far riprodurre, gli uomini da sempre hanno prediletto quelli che si mostravano più facilmente addomesticabili. Vale a dire quelli più docili, più miti e più infantili. Il più diversi possibile da un lupo adulto.
Tuttavia, quella del trattare il cane come un eterno cucciolo non è la strada giusta da percorrere. Seppure i nostri amici quadrupedi anche in età adulta conservino alcuni tratti tipici dei cuccioli, questo non significa che non siano da considerarsi degli adulti. Anche noi, nei nostri momenti di svago, ci possiamo comportare come dei ragazzini. Però ci risentiremmo parecchio se qualcuno iniziasse a vezzeggiarci come si fa con un bebè o pretendesse di imboccarci o decidere quali scarpe dobbiamo mettere. Credo non sia sbagliato affermare che la maggior parte delle persone amano nei loro cani proprio quel loro essere così cuccioloni: il gioco, le coccole, le costanti esibizioni di gioia, la socievolezza,etc… Queste loro caratteristiche rendono la nostra convivenza più divertente e gaia. Il che va benissimo. L’importante è non dimenticare che l’essere un po’ infantili non significa essere dei bambini o dei cuccioli a vita. La componente ludica ha una grande importanza anche per il cane adulto, perché attraverso il gioco si ricrea collaborazione e cooperazione nelle interazioni sociali. E non si esagera affermando che il gioco è una parte fondamentale della comunicazione, intraspecifica e interspecifica, indipendentemente dalla fascia d’età.
A cura di Anna De Romita – Educatrice cinofila Bari Qualcuno di voi avrà forse sentito parlare di “puppy class” o “classi di socializzazione per cuccioli” ma non tutti ne hanno forse un’immagine corretta. Molti, infatti, hanno in mente gruppi di cuccioli che scorrazzano, giocano […]
Educazione e Addestramento
A cura di Anna De Romita – Educatrice cinofila Bari
Qualcuno di voi avrà forse sentito parlare di “puppy class” o “classi di socializzazione per cuccioli” ma non tutti ne hanno forse un’immagine corretta. Molti, infatti, hanno in mente gruppi di cuccioli che scorrazzano, giocano e si rotolano felicemente nell’erba di un profumato prato primaverile, circondati da proprietari felici e educatori vigili e attenti. Nulla di sbagliato. Però è una visione parziale perché non descrive con esattezza come si svolge (o dovrebbe svolgersi) una classe di socializzazione e, soprattutto, lascia intuire che chiunque potrebbe organizzarne una, senza bisogno di particolari specializzazioni.
Far socializzare dei cuccioli tra loro è un’esperienza basilare, direi fondamentale, per ogni cane ma anche per ogni essere umano che si appresti a vivere la propria vita con un amico a quattro zampe. Esistono persone molto capaci nel garantire al proprio cucciolo di cane varietà di esperienze sotto attenta sorveglianza, esattamente come farebbero con un cucciolo di uomo. Alcune di queste persone si domandano allora perché dovrebbero ricorrere ad un educatore cinofilo se magari, senza l’aiuto di psicoterapeuti o educatori di supporto, se la sono già cavata benissimo con i loro figli o nipoti o figli di amici, insomma con bambini che hanno avuto modo di conoscere e che hanno visto crescere. (altro…)
Come il TTouch può aiutare i cani con disabilità motorie Gli animali con disabilità vengono colpiti in due modi. La disabilità, temporanea o permanente, che devono andare a compensare a livello fisico. E l’aspetto emozionale che si accompagna ad una perdita di vitalità, equilibrio, […]
Educazione e Addestramento Veterinaria

Come il TTouch può aiutare i cani con disabilità motorie
Gli animali con disabilità vengono colpiti in due modi. La disabilità, temporanea o permanente, che devono andare a compensare a livello fisico. E l’aspetto emozionale che si accompagna ad una perdita di vitalità, equilibrio, vista, udito o scarsa socializzazione. A seguire vi sono alcuni disturbi contro i quali gli animali disabili devono combattere. Se sei il proprietario di un cane disabile, fai in modo che le osservazioni imparziali sul benessere fisico e mentale del tuo cane diventino una priorità, e non esitare a consultare il tuo veterinario per avere una sua opinione:
Sebbene la pratica del TTouch per gli animali anziani e disabili sia pressoché uguale a quella per animali giovani, essa può essere più preziosa per le prime due categorie. Perché? Il corpo di un cane giovane ha capacità di guarire dalla convalescenza molto velocemente, i muscoli ed i tendini sono sani e illesi, le artriti e le malattie autoimmuni sono relativamente rare. Il mondo è nuovo per l’animale giovane e le sue emozioni, se coltivate dal suo proprietario, sono abbastanza forti. I muscoli ed i tendini dell’animale più anziano hanno meno elasticità, le artriti sono diventate lesioni e giunture sovraccariche, e l’animale incontra maggiori difficoltà con gli ostacoli e con le condizioni ambientali difficili. L’animale più anziano avrà maggiori benefici dalle fonti esterne di supporto come il TTouch e, soprattutto, dall’aumentare del tempo che passate insieme, cosa che rinsalda il legame tra di voi.
Il TTouch apporta molti risultati positivi all’animale anziano o disabile:

Come praticare il TTouch
A seguire vi sono dei tocchi e delle tecniche abbastanza semplici che potete usare sul vostro animale ogni volta che volete. Sono tutte in grado di aiutare l’animale anziano e quello disabile. Venti minuti a sessione sono la quantità di tempo massima in cui praticare il TTouch sul vostro cane. Oltre questa tempistica, il sistema nervoso può sovraccaricarsi e l’animale può diventare stanco o inquieto. Dopo una sessione di TTouch spesso (ma non sempre) gli animali bevono più acqua e dormono profondamente per un’ora o due.
Il Leopardo Sdraiato
Eccellente per l’abbaiare eccessivo, l’ansia, per ridurre lo stress, rilassarsi, per le ferite, i lividi, i gonfiori e le lesioni in generale.
Poggia delicatamente la mano sopra il corpo del tuo cane, le dita appiattite leggermente per permettere un’ampia area di contatto (area che sarà calda) con le dita e il palmo. Vai sotto la pelliccia e premi la pelle tracciando un cerchio e un quarto. Fa’ in modo che il tuo cerchio duri per il tempo in cui conti fino a cinque o di più. Lascia che a condurre sia il tuo dito medio. Senti la connessione tra il tuo indice e il pollice, che sono abbastanza lontani. Tieni il polso dritto e flessibile. Respirare a ritmo con i cerchi che stai facendo aiuta a mantenere una sorta di morbidezza nelle tue dita, nella mano, nel braccio e nella spalla. Stabilizza il livello di benessere del tuo cane. Se lui non sembra a suo agio, alleggerisci il tocco. Non premere mai più forte di quanto tu non potresti sopportare sulla tua palpebra.
Il Pitone Arrotolato
Eccellente per le artriti, l’equilibrio, la displasia dell’anca, l’ansia, per migliorare l’andatura, migliorare l’equilibrio fisico ed emotivo, e per la rigidità delle spalle e della schiena.
Metti la mano sul corpo o intorno ad una gamba con una pressione sufficiente a sollevare gentilmente la pelle e il muscolo. Solleva contando fino a quattro o per la durata di un respiro profondo, mantieni la posizione per due secondi e, lentamente, riabbassa la pelle contando fino a quattro o per la durata di una lunga espirazione. Sii sicuro di essere in equilibrio e di di star respirando. Se sollevi mentre il tuo corpo è in tensione, l’animale si irrigidirà o se ne andrà.
Sollevamento della pancia
Eccellente per le artriti, le dilatazioni, i problemi digestivi, la paura, la paura dei rumori forti, per i dolori alla schiena, alla spalla o ai fianchi, per lo stress e la tensione.
Piega un asciugamano in modo che sia ampio 10-15 cm. Comincia appena dietro le zampe anteriori del tuo cane, solleva delicatamente contando fino a quattro o facendo un respiro profondo. Non sollevare così forte da far staccare al cane le zampe da terra. Mantieni la posizione per 15 secondi. Rilascia lentamente contando fino a 8 o aumenta il tempo in base a quanto ti ci è voluto per sollevare la zona interessata. Il rilasciare in modo lento è fondamentale per raggiungere l’effetto desiderato. Dopo ogni sollevamento spostati verso le zampe posteriori e ripeti la procedura. Continua finché non hai trattato tutte le aree interessate. Ripeti 3 o 4 volte se il tuo cane lo sopporta.
Il legame
Tutti siamo abituati ad accarezzare il nostro cane, ma le coccole diventano irrilevanti e un tantino sciocche dopo un po’. Perfino i nostri cani si abituano alle carezze e questo fa si che non siano poi consci dei benefici del vostro tocco sulla loro salute. Variando i movimenti della mano così come i differenti tessuti che userete per toccare il vostro cane, vi accorgerete che si accoccolerà vicino a voi. Ecco alcuni consigli:

Ti piacerà praticare il TTouch così come piacerà al tuo cane. Il TTouch ha effetto su entrambi nello stesso modo. Molte persone lo usano mentre meditano o fanno gli esercizi di yoga. Essere consapevoli e godervi il tempo con il vostro animale è un regalo che potete fare ad entrambi.
English version
How TTouch Can Help Dogs with Disabilities
Animals with disabilities have two strikes against them. The disability, temporary or
permanent, for which they must physically compensate. And the emotional aspects that
go with a loss of vitality, balance, sight, hearing, or reduced socialization.
Following are some issues that disabled animals contend with. If you are the owner of a
disabled dog, make objective observations of your dog’s physical and mental well-being
a priority, and do not hesitate to ask your vet for his opinion:
Loss of limb, possibly leading to back and neck strain, and pulled muscles in
other parts of the body.
Loss of eyesight or hearing, possibly leading to increased injury, confusion,
undeserved punishment from the owner.
Paralysis, leading to loss of confidence and loss of body awareness.
Loss of balance, and resulting injury and confusion, from lack of body awareness.
Serious behavioral problems such as increased confusion, disorientation, seeming depression following the trauma of the disabling situation.
Falling, tripping and running into objects, which can lead to bruising, pulled muscles, and confusion.
Chronic injury from lack of muscle tone and body awareness.
Poor proprioception ( a sense of the body’s position) leading to lack of
confidence.
Though the practice of TTouch for senior and disabled animals is much the same as it is
for young animals, it can be more valuable to the senior and disabled. Why? The body
of a young dog has quick-healing abilities, the muscles and tendons are smooth and
uninjured, arthritis and autoimmune illnesses are relatively rare. The world is new to the
young animal and his emotions, if nurtured by his owner, are relatively resilient. The
elderly animal’s tendons and muscles have less elasticity, arthritis has moved into injured
and stressed joints, and the animal experiences increased difficulty with obstacles and
complicated environments. The older animal will benefit more from external sources of
support such as TTouch, and particularly from the increased time in bonding with you.
TTouch provides many positive results to the elderly and disabled animal:
It warms the body through the central nervous system;
It teaches the body how to achieve a calm, centered state on it’s own;
It changes habitual movement patterns enough to provide the body with new motions, thus relieving long-use muscles;
TTouch improves body awareness so that walking in difficult places e.g. a
staircase) can be easier.
It increases brain wave activity so that learning new behaviors is easier.
How to do TTouch
Following are simple TTouches and techniques that you can use any time on your animal.
All of these will help both the senior and the disabled animal. Twenty minutes at a sitting
is the maximum amount of time to do TTouch on your dog. Beyond that time, the
nervous system can be overtaxed, and the animal can become tired or restless. After a
TTouch session animals often (but not always) drink more water and sleep deeply for an
hour or two.
Lying Leopard
Excellent for excessive barking, nervousness, reducing stress, relaxation, wounds,
bruising and swelling, and injuries.
Rest your hand lightly on your dog’s body, your fingers flattened slightly to allow a large
area of warm contact with fingers and palm. Go below the haircoat and push the skin one
and a quarter circle. Make your circle last to a count of 5 or longer. Let your middle
finger lead. Feel the connection between your forefinger and thumb, which are held
several inches apart. Keep your wrist straight yet flexible. Breathing in rhythm with the
circles you are doing helps maintain a softness in your fingers, hand, arm and shoulder.
Assess your dog’s comfort level. If he seems uncomfortable, lighten the touch. Never
press harder than you could tolerate on your own eyelid.
Python Lift
Excellent for arthritis, balancing, hip dysplasia, nervousness, gait improvement,
improving physical and emotional balance, stiffness in back and shoulder.
Place your hand on the body or around a leg with just enough pressure to gently lift the
skin and muscle. Lift to a count of four or a full breath in, hold for a count of 2, and
slowly lower the skin to a count of four or a full breath out. Be sure you are balanced and
breathing. If you lift with tension in your own body, the animal will tense or move
away.
Belly Lift
Excellent for arthritis, bloating, digestive problems, fear, fear of loud noises, sore back,
shoulder or hips, stress and tension.
Fold a towel so that it is 4 to 6 inches wide. Starting just behind your dog’s front legs,
gently lift to a count of 4 or a full breath in. Do not lift so hard that you lift your dog off
his feet. Hold for about 15 seconds. Release slowly, to a count of 8, or twice as long as
it took to lift up. The slow release is essential to achieving the desired effect. After each
lift move toward the hindquarters and repeat the procedure. Continue until you are all the
way to the hindquarters. Repeat 3 or 4 times if your animal tolerates it.
Bonding
We are all used to petting our dogs, but petting becomes unremarkable and somewhat
mindless after a while. Even our dogs become habituated to petting and won’t be aware
of the health benefits of your touch. Varying your hand movements as well as using
different textures to touch your dog, will have your dog snuggling closer to you:
Use a chamois mitt from an auto store. Gently and slowly rub the mitt over your dog’s face, ears, back and paws. Always go in the same direction as his whiskers.
Use a paint brush to outline the swirls and rivulets around your dog’s ears, chest and chin. Use a bigger paint brush for his stomach and back.
Grasp a small handful of fur at the root. Gently move it in a circle and a quarter, and slowly let go while pulling over your index finger. Dogs especially love this on the top of their heads.
You will enjoy using TTouch as much as your dog does. TTouch effects you the same
way it effects your animal. Many people use it while they are meditate or do their yoga
exercises. Being mindful and enjoying the time you have with your animal is a gift you
can give to both of you.
Premessa: Questo articolo è stato pubblicato in lingua inglese sul “Seattle Purebred Rescue Magazine” nel maggio 2006 ad opera di Marnie Black, la quale si occupa di TTouch dal 2003. Potete trovare maggiori informazioni sul suo sito www.marnieblack.com. Per ragioni di spazio abbiamo deciso di […]
Educazione e AddestramentoPremessa: Questo articolo è stato pubblicato in lingua inglese sul “Seattle Purebred Rescue Magazine” nel maggio 2006 ad opera di Marnie Black, la quale si occupa di TTouch dal 2003. Potete trovare maggiori informazioni sul suo sito www.marnieblack.com. Per ragioni di spazio abbiamo deciso di suddividere l’articolo in due parti, quella di oggi e quella che verrà pubblicata domani.

Mmm, troppo freddo e piovoso per una passeggiata. E tutto quello che vuoi davvero fare è accendere un fuoco, passare il tempo in compagnia del tuo cane e ascoltare la radio. Che altro? Star seduto e guardarlo amorevolmente negli occhi?
Ecco un’idea. Cosa pensi a proposito del regalargli le tue mani ed il tuo cuore con il TTouch, “il tocco che insegna”?
Chiamato così dalla sua fondatrice, Linda Tellington Jones, il TTouch è un approccio delicato e rispettoso al lavoro sul corpo. Conosciuto soprattutto come metodo per aiutare un animale a guarire da problemi fisici e comportamentali, esso può approfondire in modo significativo il legame tra uomo ed animale. Linda iniziò a fare esperimenti con il tocco a metà degli anni 70′, mentre stava studiando Feldenkrais (muovere il corpo in modi inconsueti sviluppa nuove vie neurali nel cervello. Questi nuovi “percorsi” danno al corpo una nuova abilità nel movimento, coordinazione ed efficienza muscolare). Linda notò che vi era una connessione tra il tocco e la guarigione, e cominciò ad applicare i tocchi sui cavalli che non erano a loro agio nei loro corpi, né fisicamente né emotivamente. Facendo affidamento sulla sua intuizione, muoveva le mani su tutto il corpo del cavallo in modo lento e circolare. Gli animali “problematici” mostravano un immediato sollievo fisico ed evidenti miglioramenti nel comportamento.
L’intuizione di Linda è stata testata e ri-testata nelle strutture universitarie per oltre 30 anni. Sono stati scoperti chiari cambiamenti nel sistema nervoso dell’animale e a livello delle cellule. Linda ha insegnato il TTouch ai professionisti, ai veterinari e al personale degli zoo di tutto il mondo. Il suo programma di studi ha formato gli studenti per diventare professionisti del TTouch per cavalli e piccoli animali in Europa, Asia, Africa e Sud America. Linda continua a sviluppare il suo lavoro e a fare ricerca e al momento sul TTouch ha pubblicato 18 video e 13 libri disponibili in 12 lingue. Oggi, continua a praticare il TTouch con gli animali e ha esteso la sua ricerca agli effetti del TTouch sulle persone.
Come funziona il TTouch. Nel TTouch sono fondamentali i tocchi che coinvolgono non solo il pelo dell’animale ma anche la zona sottocutanea e muovono delicatamente la pelle. A differenza del massaggio, che agisce sul muscolo, muovere la pelle influenza il sistema nervoso. Il risultato è un animale tranquillo, che comincia a respirare uniformemente, e inizia a prendere consapevolezza del suo corpo. Pensa ad un cucciolo esuberante. Ti piacerebbe che si calmasse? Prova a far scorrere velocemente le mani dal suo ventre alla sua schiena in direzioni opposte, incrociandole sul dorso. Non solo il cucciolo avvertirà che il suo ventre e la sua schiena sono connessi, ma verrà assorbito dalla percezione del suo corpo. Il cucciolo si rilasserà e comincerà a respirare uniformemente e profondamente. Il suo corpo gli “parla” dicendo: “fai attenzione, qui sta succedendo qualcosa di piacevole”. In aggiunta a questo tipo di manipolazione generale, alcuni altri tocchi attivano le onde cerebrali nell’animale e lo aiutano ad imparare più velocemente qualsiasi cosa abbia bisogno di imparare.

Negli animali, così come negli uomini, uno stato mentale di calma e concentrazione può portare con sé una sensazione di benessere. Il fine della manipolazione dell’animale è anche quello di condurre il suo corpo ad una condizione di equilibrio o armonia. Quest’armonia intensificherà la sua propriocezione – l’abilità di percepire la posizione, l’ubicazione ed il movimento del corpo e delle sue parti. E così come accade agli atleti, i quali utilizzano le tecniche di concentrazione per migliorare la sicurezza di sé durante le performance, questa concentrazione aumenta la confidenza di sé nell’animale in una situazione di necessità. Immagina di avere appena evitato un incidente automobilistico. Il tuo respiro è affannato, i battiti del cuore sono accelerati, le tue emozioni sono instabili. E’ difficile ricostruire cos’è appena successo. Allora ti sei detto “fai un respiro profondo e rilassati un po'”, e quando l’hai fatto, ti è stato più facile considerare l’ambiente circostante. Ti sei calmato, hai riacquistato sicurezza nelle tue percezioni e nella tua capacità di valutare meglio l’accaduto. Questo stesso procedimento può essere trasmesso al tuo animale. Supponi che tu e lui, in strada, vi siate imbattuti in un cane aggressivo. Il tuo cane è nervoso ed insicuro. Tu non puoi dirgli di fare un respiro profondo e di rilassarsi, ma puoi mostrargli, tramite il suo corpo, e grazie alle tue mani, come fare un respiro e calmarsi. Allorché, anche lui può valutare meglio questo nervosismo o la situazione potenzialmente pericolosa, e reagire con dei comportamenti più appropriati, come i segnali calmanti o un’aggressività contenuta.
Sebbene i tocchi circolari siano il segno distintivo del TTouch, molte altre tecniche sono usate per aiutare l’animale a raggiungere una miglior condizione fisica e comportamentale. L’attenta osservazionedello stato fisico ed emotivo dell’animale è la prima e la più importante di queste tecniche. L’analisi del movimento, le tecniche motivazionali e gli esercizi a terra, sono tutti utilizzati per valutare, ed in seconda istanza affrontare, la paura, la preoccupazione o le cattive abitudini di un animale. Queste tecniche, anche da sole, in alcuni casi possono risolvere il problema di un animale in una sola sessione di TTouch. Tra le tecniche non circolari del TTouch vi sono degli esercizi di costruzione della sicurezza di sé, dei bendaggi che servono a portare consapevolezza al corpo dell’animale, e numerosi tipi di strumenti atti a rafforzare l’equilibrio. Per esempio, i cani che praticano l’agility aumentano rapidamente la sicurezza di sé, l’equilibrio e il loro livello, quando sono “lavorati” secondo i principi del TTouch.
Trent’anni di ricerca sul campo hanno mostrato che il TTouch può aiutare gli animali con lesioni fisiche, problemi interni come le artriti, i problemi di digestione e i problemi alla pelle. Il TTouch ha aiutato anche gli animali con problemi emotivi/comportamentali come l’abbaio compulsivo, il masticare, le aggressioni da paura, la timidezza, l’ansia da separazione, l’eccitazione eccessiva e il tirare al guinzaglio.

Come il TTouch può aiutare l’invecchiamento ed i cani anziani
Così come gli esseri umani, anche i nostri animali lottano contro l’invecchiamento. E’ dura guardare il nostro cane più anziano mentre lotta per alzarsi dal pavimento o perde l’equilibrio. E fa male non sapere come aiutarlo quando sembra così palesemente triste o confuso. Ma la maggior parte dei proprietari di cani, abbastanza fortunati da avere un animale che ha vissuto fino ad un età avanzata, noterà in questi una perdita di vitalità fisica e delle modifiche inerenti al comportamento, o un cambiamento a livello psichico. La buona notizia è che vi sono molte tecniche del TTouch che possono aiutare il vostro animale domestico a fare i conti con il suo corpo che invecchia. Il TTouch non dovrebbe mai essere usato come sostituto alle cure veterinarie. Ma il primo passo, sia per quanto riguarda le cure veterinarie sia per quanto riguarda il TTouch, consiste nella tua capacità di osservare obiettivamente il tuo animale. Osserva obiettivamente (non sentimentalmente! o tentando di fare una diagnosi) i movimenti ed i comportamenti del tuo animale domestico. Usa le mani per “ascoltare” le parti fredde e calde del suo corpo, quelle tese e quelle rilassate, quelle irrigidite e quelle morbide. Usate la “blink thecnique”*: guardate il vostro cane, chiudete gli occhi, poi apriteli come l’obiettivo di una macchina fotografica. Dove si sono posati prima i vostri occhi? Quale parte d’informazione è stata scelta per prima dalla vostra “macchina fotografica”? L’anca sinistra del vostro cane è più alta della destra? La sua testa è abbassata? Il suo pelo è arruffato appena dietro la sua spalla destra? Queste osservazioni sono importanti. Condividile con il tuo veterinario per chiarire qualsiasi problema medico con il tuo cane e poi inizia ad usare il TTouch per migliorare il suo livello di benessere.
Ecco alcune difficoltà che incontrano gli animali anziani. Imparare ad osservare questi tipi di problemi aiuterà te, il tuo veterinario e il tuo animale:
* Quella che l’autrice chiama “blink thecnique” non è una tecnica ufficialmente riconosciuta nel Tellington TTouch®, ma un suggerimento dato da Marnie Black al fine di aiutare chi si approccia a queste tecniche per la prima volta.
English Version
Listening Hands – The Value Of Tellington TTouch®
(by Marnie Black, published in Seattle Purebred Rescue Magazine, May, 2006)
Hmm, too cold and rainy for a walk. And all you really want to do is light a fire, hang out with your dog, and listen to NPR. Then what? Sit and stare lovingly into his eyes? Here’s an idea. How about giving your hands and heart to him with TTouch – “the touch that teaches.”
Named by it’s founder, Linda Tellington-Jones, TTouch is a gentle, respectful approach to bodywork. Best known for helping an animal recover from physical and behavioral problems, it can significantly deepen the bond between human and animal. Linda started experimenting with touch in the mid-70’s while she was studying Feldenkrais (moving a body in non-habitual ways develops new neural pathways in the brain. These fresh pathways give the body new proficiency in movement, coordination and muscular efficiency.) Linda saw a connection between touch and healing and started applying touches to horses who were not “comfortable” in their bodies – either physically or emotionally. Relying on her intuition, she moved her hands in slow circles all over the horse’s body. “Problem” animals exhibited immediate physical relief and marked improvement in behavior. Linda’s intuition has been tested and retested in university settings for over 30 years. Distinct changes in the nervous system and at the cellular level of the animal have been discovered. She has taught TTouch to professionals, veterinarians and zoo personnel worldwide. Her training program has certified students to become TTouch practitioners for horses and small animals in Europe, Asia, Africa, and South America. She continues to develop and research her work, and currently offers 18 videos and 13 books in 12 languages on TTouch.. Today, she continues TTouch with animals and has extended herresearch to the effects of TTouch on humans.
How TTouch works Central to TTouch are touches that reach just below the animal’s haircoat and gently move the skin. Unlike massage, which influences the muscle, moving the skin influences the nervous system. The result is an animal who calms, begins to breathe evenly, and starts to focus (center) himself in his body. Think of an exuberant puppy. You’d like him to settle down. Try running your hands quickly from his belly to his back in opposite directions, crossing them at his back. Not only will the puppy sense that his belly and back are connected, he will become absorbed by the sensation in his body. The puppy will relax and begin to breath evenly and deeply. His body “talks” to him saying “pay attention, something nice is happening here.” In addition to this type of general touch, certain other touches activate brain waves in the animal and help him learn – whatever he needs to learn –more quickly.
In animals, just as in humans, a quiet, centered state-of-mind can bring about a feeling of well being. The goal in touching the animal is also to bring him to a sense of equilibrium or balance in his body. This balance will enhance his proprioception – the ability to sense the position, location, and movement of his body and its parts. And much like athletes who use centering techniques to improve confidence during performance, this centering increases an animal’s self confidence in a demanding situation. Imagine you have just escaped an automobile accident. Your breathing is shallow, your pulse rate is high, your emotions are all over the place, It’s hard to figure out just what happened. Then you said to yourself “take a deep breath and relax a bit,” and when you did, you were better able to evaluate your surroundings. You relaxed, placed confidence in your senses, and in your ability to better evaluate this event. This same process can be given to your animal. Imagine he and you have run into an aggressive dog on the street. Your dog is upset and tell him to take a breath and relax, but you can show him, through his body, with your hands, how to take a breath and relax. Then, he too, can better evaluate this upsetting, maybe dangerous situation, and react with more appropriate behaviors, such as calming signals or reduced aggression.
Though circular touches are the hallmark of TTouch, many other techniques are used to help the animal get to a better physical or behavioral place. Thoughtful observation of the animal’s physical and emotional state is the first and most important. Movement analysis, motivational techniques, and ground work are all used to assess and ultimately counter an animal’s fear, worry, or damaging habits. These techniques alone can sometimes solve an animal’s problems in one TTouch session. Among the non-circular TTouch techniques are exercises in confidence building, wraps that bring awareness to the animal’s body, and various types of balance-enhancing equipment. For instance, dogs who participate in agility quickly improve confidence, balance, and footing when they are worked within the principles of TTouch.
Thirty years of case studies have shown that TTouch can help animals with physical injuries, internal issues such as arthritis, digestion problems, and skin problems. TTouch has also helped animals with emotional/behavioral issues such as excessive barking, chewing, fear- based aggression, shyness, separation anxiety, extreme excitement, and leash pulling.
How Ttouch Can Help Aging and Senior Dogs
Just as humans struggle with aging, so do our animals. It’s hard to watch our older dog struggle with getting up from the floor, or losing his balance. And it hurts not to know how to help him when he looks so obviously sad or confused. But most dog owners, lucky enough to have an animal live to an advanced age, will see some loss of physical vitality and behavior, or mental change in their animals. The good news is – there are many TTouch techniques that can help your animal cope with his aging body. TTouch should never be used as a substitute for regular veterinary care. But the first step in both veterinary care and TTouch begins with your ability to observe your animal objectively. Objectively (not sentimentally! or in an attempt to diagnose) observe your animal’s movements and behaviors. Use your hands to “listen” to the cool and warm, tense and smooth, ruffled and soft parts of his body. Use the blink technique: look at your dog, close your eyes, then open them much like a camera shutter. Where does your eye first land? What piece of information does your “camera” first pick up? Is your dog’s left hip higher than his right? Is his head lowered? Is his fur ruffled just behind his right shoulder? These observations are important. Share them with your vet to clarify any medical issues with your animal, and then start using TTouch to improve his comfort level.
Here are some issues that elderly animals encounter. Learning to observe these types of issues will help you, your vet, and your animal:
An unwillingness to move as much as usual. A vet might find arthritis or illness.
Increased injuries. A vet might discover a vision or hearing impairment.
Heightened agitation with unfamiliar circumstances or noises.
Increased separation anxiety when you are away.
Listlessness. Is your animal socializing with other animals?
Lack of appetite, possibly due to worry or sensitive stomach.
Loss of bladder control, possibly because of fear or illness.
Disorientation, possibly due to illness.
I tatuaggi al giorno d’oggi sono considerati quasi una normalità. La maggior parte della gente non si scandalizza più o non storce più il naso alla vista di uomini e donne tatuati. Bene o male i tatuaggi sono entrati a far parte della nostra […]
Curiosità Notizie dal Mondo
I tatuaggi al giorno d’oggi sono considerati quasi una normalità. La maggior parte della gente non si scandalizza più o non storce più il naso alla vista di uomini e donne tatuati. Bene o male i tatuaggi sono entrati a far parte della nostra vita comune e non sono più visti come “un pastrocchio da carcerati”, anzi, oggi molti tatuatori sono considerati artisti e il loro lavoro è visto come arte sul corpo.

Ma cosa succede quando noi uomini forziamo ancora una volta la mano e decidiamo di far tatuare i nostri amici a quattro zampe?
Personalmente sono favorevole ai tatuaggi sulle persone, in quanto una persona è consapevole di quello che sta per succedere e decide liberamente di disegnarsi indelebilmente sulla pelle un soggetto a sua scelta. Ma per i cani è diverso. Noi abbiamo la libertà di scegliere cosa fare del nostro corpo: tinte per capelli, piercing, interventi estetici, tatuaggi, etc… Insomma noi, in quanto padroni del nostro corpo, scegliamo cosa fare e come apparire al mondo e ci darebbe parecchio fastidio se questa libertà ci venisse tolta.
Allora perché ai nostri cani imponiamo delle scelte così drastiche? Perché sentiamo la necessità di cambiare il loro aspetto così radicalmente?
Un tatuaggio vero rimane per tutta la vita e lo sappiamo bene!
Il giorno 1 Aprile 2013 la CNN ha intervistato Ernesto Rodriguez, un tatuatore nel North Carolina che di recente ha tatuato, oltre che i suoi clienti, anche i suoi due cani Entrambi i cani (molossi per la precisione) hanno la pancia tatuata. Durante l’intervista Rodriguez ha detto che non vede nulla di male nel tatuare i suoi cani, anzi, questi tatuaggi sono per lui dei segni distintivi e lo aiuterebbero a ritrovare i cani nel caso in cui dovessero scappare o perdersi, e in più, continua Rodriguez, lui è un artista e ha voluto mettere la sua arte anche sui suoi cani.
Come pensiero non è da giudicare come negativo in senso assoluto, anche perché sappiamo bene che fino a poco tempo fa il tatuaggio nell’orecchio del cane era l’unico modo per identificarlo. Ma oggi per fortuna ci sono altri modi (migliori a mio parere) per ritrovare il proprio cane, per esempio esiste il microchip!
Il problema non nasce dall’idea di voler rintracciare il proprio cane e dargli un segno distintivo, ma nasce quando noi imponiamo delle mode prettamente umane ai nostri amici pelosi.

Il tatuaggio per cani dicono che sia fatto con l’aerografo su una zona priva di peli o rasata per l’occasione e che sia totalmente innocuo per il piccolo quattro zampe. Anche se questo è quello che dicono…quanto tempo passerà dall’aerografo all’ago vero e proprio?
Rodriguez si considera un artista e ha voluto mettere la sua arte anche sui suoi cani…questo è un pensiero umano! Dubito fortemente che i suoi cani ne abbiano tratto qualche vantaggio dall’essere tatuati o abbiano “detto” ai loro amici : “Guardami, ho un tatuaggio sulla pancia, adesso sì, sono bellissimo!”…
La vita dei nostri cani è già falsata a causa delle condizioni a cui devono sottostare per vivere con noi: abitare in appartamento, mangiare cibo ridotto in crocchette, girare al guinzaglio, etc… Quindi, mi chiedo, perché dobbiamo modificare ancora di più la loro vita? Perché ci sentiamo in diritto di prendere delle decisioni così rilevanti al posto loro?
Potreste dire che è solo un tatuaggio, che non è successo nulla di che e che quei cani sono felici o infelice indipendentemente dal tatuaggio. E direste la stessa cosa riguardo ai piercing? Ebbene si ora si fanno anche i “buchi” ai cani! Non so dire perché…perché va di moda forse.

Ma se il tatuaggio può avere la lontana scusante dell’identificazione, il piercing che scusa ha? Diciamo che mi sembra una cattiveria e ve lo dice una che di piercing ne ha e le piacciono molto! Però non mi azzarderei mai a costringere il mio cane a farsi un buco all’orecchio o al sopracciglio! Non è il tatuaggio come atto in sé ad essere preoccupante, quanto la nostra mania di coinvolgere in queste mode UMANE anche i nostri cani. Nel momento in cui coinvolgiamo in queste cose anche il nostro cane, per un po’ smettiamo di vederlo come il bellissimo e incredibile “animale” che è e lo umanizziamo. La relazione con il nostro amico a quattro zampe risente di questa nostra tendenza all’antropoformizzazione. Il cane non è un essere umano, il cane è un cane e va vissuto e rispettato per tutte le meravigliose esperienze ed emozioni che ci regala!
Magari al nostro cane farebbe più piacere una passeggiata in un bosco o giocare con noi piuttosto che essere sedato e tatuato…lui il tatuaggio estetico non sa nemmeno cosa sia! Dragoni, libellule, stelline…siamo noi che andiamo dietro a queste mode e ci sentiamo felici e appagati…il nostro fedele amico cosa vuole? Ce lo chiediamo ogni tanto?

Preferirebbe un tatuaggio o passare un po’ di tempo di qualità con noi? Preferirebbe essere tinto (magari di un colore assurdo) o farsi una bella corsetta in campagna?
La relazione non funziona quando mettiamo NOI stessi davanti a tutto!
Impariamo a vivere il nostro cane a pieno, impariamo a capirlo e impariamo il suo linguaggio…….a quel punto non ci serviranno tatuaggi o tinture o piercing.
A quel punto vedremo il nostro cane per quello che è, per quello che di meraviglioso incarna e riesce a regalarci.
A cura di Anna De Romita – Educatrice Cinofila Bari Decidere di prendere un cane con sé è già una splendida occasione per poter conoscere e amare un essere meraviglioso. Decidere di accoglierne addirittura due sembrerebbe una doppia splendida occasione! Solitamente, l’adozione riguarda due piccoli […]
Educazione e Addestramento
A cura di Anna De Romita – Educatrice Cinofila Bari
Decidere di prendere un cane con sé è già una splendida occasione per poter conoscere e amare un essere meraviglioso. Decidere di accoglierne addirittura due sembrerebbe una doppia splendida occasione! Solitamente, l’adozione riguarda due piccoli della stessa cucciolata o, magari, la mamma e il suo cucciolo di sesso maschile o femminile. Ci sono, poi, anche i casi in cui si sceglie di adottare due cani adulti, magari anziani e di sesso diverso.
Premesso che in linea di massima è l’amore e, a volte, una particolare situazione di emergenza che inducono a una doppia adozione e che, quindi, le intenzioni sono spesso assolutamente più che buone, la scelta potrebbe, però, rivelarsi un piccolo grande disastro.
Innanzitutto, chi sta per affrontare la sua prima esperienza di convivenza uomo-cane dovrebbe astenersi dalla scelta della doppia adozione e concentrarsi sulla crescita e la cura di un solo cane a meno che non sussistano altre condizioni come una certa quantità di tempo libero, grandi spazi di cui disporre a casa propria o nei dintorni e, soprattutto, pazienza e voglia di mettersi in gioco e imparare. Ovviamente, queste caratteristiche sono anche le condizioni necessarie per un proprietario che non sia alla prima esperienza e che abbia già convissuto, o conviva, con cani. (altro…)
A cura di Claudio Minoli – Centro Cinofilo PsycoDogs – BARI Penso che in tutti questi anni, se avessi avuto un centesimo per ogni volta che le mie orecchie hanno sentito parlare i proprietari di aggressività , a quest’ora penso sarei un ricco istruttore cinofilo. Aggressività, […]
Benessere e cura Educazione e Addestramento In Evidenza Notizie Cinofile Problemi comportamentaliA cura di Claudio Minoli – Centro Cinofilo PsycoDogs – BARI

Penso che in tutti questi anni, se avessi avuto un centesimo per ogni volta che le mie orecchie hanno sentito parlare i proprietari di aggressività , a quest’ora penso sarei un ricco istruttore cinofilo.
Aggressività, questa sconosciuta mi viene da dire. Il motivo proverò a spiegarvelo in queste piccole considerazioni che vengono fuori a mezzanotte e mezza, dopo che la redazione del dogmagazine.it, a seguito delle tante richieste ricevute, mi ha invitato a parlare dei possibili atteggiamenti aggressivi dei cuccioli nei confronti del cibo. Intanto, cominciamo col dire che parlare di aggressività ad un pubblico così vasto e variegato è davvero complesso. Tenendo conto del fatto che si tratta di un articolo di giornale, non potrò dilungarmi quanto vorrei. Cercherò comunque di soddisfare la richiesta della redazione e di semplificare il più possibile i concetti inerenti l’aggressività, affinchè tutti i lettori possano trarre spunto da questo articolo. Bene, cominciamo..
Per prima cosa comincerei con il dare qualche nozione. Così, anche solo per orientarci meglio sull’argomento, uno dei più delicati, complessi e dibattuti nell’ambito della cinofilia e dell’etologia.
Intanto, ai lettori più interessati, consiglio un libro sacro. Uno dei più “datati”, ma di sicuro una pietra miliare per chi come me studia il comportamento del cane. Il libro in questione è “L’Aggressività” di Konrad Lorenz (la prima volta che ho letto questo libro avevo 17 anni. Fu davvero un’esperienza meravigliosa!)

E’ proprio da Konrad Lorenz (Premio Nobel 1973) che vorrei partire.
Nei suoi studi, soprattutto parlando di aggressività, Lorenz sottolinea l’importanza (riferendosi ad una chiave di lettura etologica), per un essere vivente, di avere un periodico scarico di questo istinto. Si, avete capito bene…ogni tanto ci si può incazzare. Anzi, a volte sembra quasi fisiologico incazzarsi un pochetto. Di questi tempi poi…
Ma, soprattutto, Lorenz sottolinea l’importanza della distinzione di due, chiamiamole così, tipologie di aggressività.
Quella interspecifica, rivolta ad individui di specie diversa (se io fossi un cane, potrei considerare come aggressività interspecifica quella che rivolgo ad un gatto, per esempio).
E quella intra-specifica, ovvero quella forma di aggressività rivolta ad individui della stessa specie.
Lorenz comincia con lo spiegare come queste due aggressività nascano da motivazioni diverse. Se prendiamo in esame gli animali dotati di armi pericolose come zanne, artigli e così via, ci rendiamo conto di come l’utilizzo di quest’ultime porterebbe facilmente alla morte dell’avversario. All’interno del contesto conspecifico (riguardante cioè animali della stessa specie) si sono evoluti speciali meccanismi inibitori che impediscono l’uccisione del rivale: spesso l’intero combattimento si trasforma addirittura in un “torneo” (Konrad Lorenz 1943,1963 a).

Per semplificare al massimo il concetto di Lorenz, potremmo dire che il comportamento aggressivo vero e proprio è quello che si sviluppa tra individui della stessa specie. In questo caso, l’aggressività non nasce da un impulso di tipo predatorio. Essa è uno strumento fondamentale per l’organizzazione degli esseri viventi all’interno della società e dei territori, favorisce l’organizzazione e la gestione delle risorse: in poche parole favorisce l’autoconservazione.
Ovviamente io vi sto cercando di riassumere il più possibile un concetto che in etologia è trattato con particolare attenzione, e spero davvero che Lorenz non ne abbia a male se utilizzo le sue nozioni in modo così superficiale. Chiedo scusa a tutti quei colleghi e/o studiosi che dedicano particolari sacrifici e attenzioni ai comportamenti aggressivi e che stanno dedicando un po’ del loro prezioso tempo alla lettura di queste mie considerazioni. Per tutti i lettori, vi basti pensare che ci sono interi trattati sull’argomento aggressività. Trattati di migliaia e migliaia di pagine nati da anni di studi e sacrifici, e per i quali nutro un profondo rispetto. Spero quindi vogliate comprendere che, poiché stiamo parlando di un articolo per una rivista cinofila quale è il dogmagazine.it , non mi possono dilungare come se stessi pubblicando un saggio.
Partendo dagli studi di Lorenz e passando per oltre 50 anni di studi etologici, ritornando al discorso dell’aggressività manifestati dal cucciolo, possiamo cominciare con il descrivere in maniera più dettagliata alcuni aspetti. Possiamo catalogare meglio quelli che sono i principi, le funzioni e le relazioni con quel meraviglioso fenomeno che è la convivenza dei cani con noi uomini.
L’aggressività ha sicuramente delle basi strutturali composte dalla genetica, dalle esperienze, dalle interazioni con l’ambiente circostante, dallo stato di salute del soggetto, dal sesso, dai fattori emotivi (già vedo le espressioni di alcuni colleghi a cui il concetto di emozione proprio non va a genio), dall’abilità nel gestire le risorse e dalla capacità di posizionarsi gerarchicamente. Ma sappiate che potrei andare avanti per ore… L’aggressività sul cibo, essendo un campo vasto, richiede un’attenta analisi. Ogni tipologia di comportamento deve essere osservata direttamente, relazionata al contesto e all’ambiente…proprietari inclusi, ai fattori genetici, gerarchici, comunicativi, ecc…
Gli aspetti che dobbiamo tenere in considerazione parlando di aggressività dei cuccioli nei confronti del cibo, sono principalmente (ma non dettagliatamente) i seguenti:

Ovvero ognuno di noi si pone in una determinata maniera nei confronti del cucciolo in questione. Mi riferisco ovviamente a quello che accade all’interno di una famiglia, dove vi sono 3 – 4 persone che si comportano in maniera del tutto soggettiva con il cucciolo. Carezze, coccole, attenzioni, passeggiate, visite dal veterinario, giochi, eccettera eccetera… Ognuno ha un modo di rapportarsi differente. Il problema è che il cucciolo deve adeguarsi ad ognuno dei componenti della famiglia. Allora impara, ad esempio, che con il “papà” bisogna comportarsi in un certo modo. Con la “mamma”, in un altro ancora. Non oso immaginare cosa passi nella testa del cucciolo se in famiglia vi sono uno o più bambini che cominciano ad interagire in maniera “vivace”. Ovviamente questo tipo di interazione con tutti i componenti (in psicologia si chiama comunicazione) comporterà una forma di apprendimento a tutti gli effetti. Io cucciolo devo comprendere come relazionarmi con tutti ‘sti pazzi. Capita così che un giorno “mamma” metta le mani vicino alla ciotola, io sono affamato e azzardo una ringhiata. Mamma ritrae la mano ed io imparo che ringhiare fa allontanare la mano di “mamma” dalla ciotola. Arriva “papà” tutto incazzato perchè ho ringhiato a mamma, scappellotto e via, senza comprendere che io stavo semplicemente difendendo una risorsa utile per il mio benessere. Passano i giorni, e si verifica più o meno la stessa tipologia di interazione con un gioco come la pallina, un peluche, un gioco qualsiasi. Io sono lì che gioco secondo quelle che sono le mie modalità ludiche, “papà” commette un errore, ed io rispondo con una bella ringhiata. Et voilà, lui ritrae la mano. Più passa il tempo, più comprendo che ringhiare mi comporta la capacità di possesso del gioco, del cibo, della pantofola, delle mutande di “mamma”, del telecomando, degli occhiali di “zia”, ecc. ecc.
In questo caso le esperienze mi stanno consolidando un’idea: ringhiare e a volte reagire con la bocca per me è sicuramente vantaggioso. E, ribadisco, questo è soltanto un esempio.

Tra l’altro, tutti ‘sti pazzi sembrano proprio non comprendere quanto sia fastidioso essere accarezzato, vezzeggiato, schiaffeggiato (anche delicatamente) sul muso. Eh sì! Tanto mica hanno loro male ai denti….

Questi sono solo gli aspetti più generici. Se voleste scoprire il perchè di alcuni comportamenti aggressivi del vostro cane nei confronti del cibo, penso davvero che l’unica soluzione sarebbe quella di chiedere il parere ad un professionista, un istruttore cinofilo di esperienza.
Del resto il suo compito è proprio questo: cercare la strada migliore per costruire una buona relazione tra voi ed il vostro cane. Il suo lavoro deve mirare a fornirvi gli strumenti per comprendere la motivazione di determinati comportamenti e riuscire così, durante il percorso di educazione, ad apportare delle modifiche costruttive circa le vostre interazioni.
Se volessimo parlare in senso lato, potremmo dire che spesso l’atteggiamento aggressivo che il cucciolo sviluppa nei confronti del cibo (a protezione del cibo), nasce anche da un’incongruenza di linguaggio. Il cucciolo passa tantissimo tempo ad osservarvi, a cercare di capire e comprendere il miglior modo per relazionarsi con voi e con questa sorta di “branco-famiglia”. Soprattutto sulla base di tutte quelle differenze fisiologiche che ci sono tra noi e i nostri amici a 4 zampe. Anche qui ho necessità di spiegarmi meglio. Ad esempio, consideriamo la comunicazione olfattiva come forma comunicativa fondamentale del cane, che è un essere macrosmatico. Noi purtroppo, non siamo in grado di comprendere il senso ed il significato di tantissime sfumature che un cane può inviarci attraverso questa forma comunicativa (come non siamo a conoscenza della mole di informazioni che noi trasferiamo attraverso i nostri odori). Il problema di fondo è che il cane non sa che noi non siamo più abili ad interpretare determinati tipi di linguaggi “odorosi”. Posso presumere che con il tempo il cane comprenda che abbiamo questa forma di “handicap”, ma all’inizio è come se non ne fosse ancora consapevole. E’ come se lui ci parlasse e noi non comprendessimo. Il problema è ovviamente duplice, perchè è come se noi intavolassimo un discorso con una persona che parla una lingua straniera. Che ne so… il cinese. Supponiamo che io interagisca con un signore cinese. All’inizio della nostra interazione, io non comprendo il senso ed il significato delle parole. Lui mi parla ed io capisco poco e niente. Ma col passare del tempo e con le dovute associazioni, piano piano comincio a comprendere il significato dapprima di alcune parole, fino ad arrivare poia comprendere anche alcuni periodi completi. Non escludo che con anni di pratica, arriverei a parlare il cinese con una certa dimestichezza. E lo stesso farebbe il signore cinese con me. Ma ci vuole affiatamento, ci vuole pratica, ci vuole pazienza e soprattutto voglia di cooperare. In poche parole ci vuole COMUNICANZIONE. Ed il cane, in questo senso, penso sia davvero il miglior amico dell’uomo. Nonostante questi nostri “handicap”, nonostante le incomprensioni, nonostante tutto, lui è sempre pronto, giorno dopo giorno, a rimettersi in discussione per avviare una relazione con noi (parlo del cane, non del signore cinese..)

Ma vediamo ora qualche consiglio affinchè ci possa essere una migliore comprensione del comportamento aggressivo che il cucciolo sviluppa con la ciotola o con il cibo. Intanto ribadisco il concetto che è fondamentale che ogni caso venga visto in maniera attenta ed oculata. Ma di sicuro ci sono dei comportamenti che noi potremmo adottare affinchè il nostro “batuffolo di pelo” si comporti in maniera meno competitiva.
Il primo consiglio è quello di evitare di stuzzicare il suo muso con quei giochi davvero irritanti che molti di noi fanno. A voi piacerebbe se io cominciassi a pizzicarvi le guanciotte, magari accompagnando questo gesto con un tono fastidioso, guardandovi negli occhi, assumendo una postura di dominio nei vostri confronti? Non sarebbe quanto meno irritante, se non al limite del “prova a rifarlo che ti stacco le mani”???
I giochi di mani, mi insegnava mia madre da piccolo, sono giochi da villani. E questo è un aspetto che ora, in relazione al mio branco e ai miei clienti, comprendo perfettamente.
Il secondo consiglio è quello di non assumere un atteggiamento avversativo nei confronti della ciotola. Come dite? Il vostro vicino vi ha consigliato di togliere la ciotola mentre il cucciolo mangia perchè così esprimete “dominanza”? o peggio, al parco vi hanno consigliato di picchiare il cane quando ringhia in presenza della ciotola? Penso che questi non siano consigli, ma siano le più grandi cazzate (scusate il termine) che voi possiate fare con il vostro cucciolo. Premesso che un principio di base dell’etologia ci insegna che ad aggressività corrisponde sempre aggressività, immaginate cosa può accadere nella testa del vostro cucciolo affamato quando provate a togliergli la ciotola mentre mangia…uhm…Se qualcuno provasse ad avvicinarsi al mio piatto mentre sto mangiando, mettendo le mani dentro la mia porzione di lasagne o di parmiggiana, non solo gli conficcherei la forchetta nella mano, ma penso potrei utilizzare anche il coltello per condire meglio il mio prelibatissimo pasto…e non sto esagerando (provare per credere!!!)

Evitate errori comuni di questo tipo, quello che potete fare è proprio l’opposto. La vostra mano deve avere una valenza positiva, deve essere vista dal cane come fattore propositivo e non competitivo. Prendente una manciata di cibo e mentre lui mangia (ovviamente se non ringhia e se non si sono già create condizioni competitive) dategli una leccornia o qualcosa di davvero saporito. L’idea che deve nascere nella sua testa è: se tizio mette la mano all’interno della ciotola, anche solo per sbaglio, io non ne subirò in termini di benessere. Anzi! Nessuno qui vuole rubarmi la pappa e quelle “zampe umane” sono qualcosa di esageratemente positivo, ogni volta mi danno tante cosine buone da mangiare….mmhhh..però! Mica male!!
L’ultimo consiglio è relativo allo stile di vita del cucciolo. Una corretta attività fisica ed un giusto impegno cognitivo conducono senza ombra di dubbio ad uno sviluppo armonioso della vostra relazione, oltre ad essere un vero e proprio toccasana per il suo benessere.
Le passeggiate dovranno essere adeguate alla capacità fisica del cucciolo, bilanciate e sicuramente volte a favorire anche lo scarico emotivo (chiamiamolo stress in maniera molto superficiale) di tutte quelle tensioni e incomprensioni che possono verificarsi all’interno dell’ambiente domestico. 5 – 6 passeggiate al giorno di mezz’ora aiutano il cucciolo ad indirizzare ed incanalare meglio quell’energia di cui vi parlavo qualche minuto fa. Se le accompagnassimo con attività ludiche sarebbe di certo il non plus ultra… E ci credo! Quale cucciolo non vorrebbe divertirsi?
E se proprio avete qualche dubbio, non esitate a contattare un bravo istruttore cinofilo che possa farvi da guida nel corretto sviluppo comportamentale del vostro cucciolo. Non aspettate che sia adulto, non aspettate che gli atteggiamenti aggressivi si consolidino. Una vecchia pubblicità diceva che prevenire è meglio che curare. E credetemi, non c’è niente di più vero quando si parla di problemi comportamentali, soprattutto se riferiti ad aspetti competitivi o aggressivi.
Confrontatevi sempre con chi ha condotto degli studi seri ed approfonditi in materia di comportamento ed educazione cinofila.
Buon appetito a tutti.
Claudio Minoli – Centro Cinofilo Psycodogs – 339.3553035
Di solito, quando osserviamo un cane, dobbiamo concentrarci su tutta una serie di posture che ci aiutano a capire se il cane ha paura, se prova ansia, se è felice, se è aggressivo… Dobbiamo guardare la cosa nell’insieme: le posture del corpo, le orecchie, il muso, […]
In Evidenza Notizie dal Mondo
Di solito, quando osserviamo un cane, dobbiamo concentrarci su tutta una serie di posture che ci aiutano a capire se il cane ha paura, se prova ansia, se è felice, se è aggressivo… Dobbiamo guardare la cosa nell’insieme: le posture del corpo, le orecchie, il muso, le zampe, il pelo, etc… IL cane si guarda nella sua interezza se dobbiamo cercare di comprendere un comportamento o se vogliamo evitare un incidente tra noi e il cane, tra il nostro cane e un altro cane e così via.
Ma tutti noi proprietari di cani, o meglio, tutti noi che abbiamo deciso di condividere le nostra vita con un cane, sappiamo dire quasi con certezza cosa sta provando il nostro amico a quattro zampe anche solo guardandolo in faccia, osservando le sue espressioni!
A chi non è mai capitato di dire: “guarda che espressione felice sta facendo il mio cane!” oppure, rivolgendoci al cane: “ma che faccia stai facendo?” scatenando l’ilarità di chi magari il cane non l’ha mai avuto e non riesce a capire come possiamo pensare di “leggere le espressioni facciali” del nostro beniamino e capire cosa sta realmente provando in quel momento?
Ultimamente, anche grazie a programmi televisivi e scientifici, si è parlato tanto di espressioni facciali nell’ambito umano e di lettura delle emozioni attraverso i movimenti dei muscoli del volto. Ma questo vale anche per i nostri cani?
Uno studio scientifico americano dice di si! (altro…)
Da diverso tempo la legge prevede che ogni cane o gatto di proprietà sia dotato di microchip, una minuscola capsula che viene iniettata sottocute al vostro animale domestico. Il microchip è un piccolo database che permette di identificare, grazie ad una macchinetta che ne […]
Curiosità

Da diverso tempo la legge prevede che ogni cane o gatto di proprietà sia dotato di microchip, una minuscola capsula che viene iniettata sottocute al vostro animale domestico. Il microchip è un piccolo database che permette di identificare, grazie ad una macchinetta che ne legge il codice, chi sia il proprietario del piccolo amico in questione. A differenza di quello che si può pensare, i nostri amici animali non sembrano neanche accorgersi dell’inserimento del microchip. Ci vuole davvero un secondo per metterlo e non vi è alcun bisogno di fare anestesie o dare tranquillanti o qualsiasi altra cosa che vi possa venire in mente. Molto spesso abbiamo più paura noi del nostro cane o gatto. Non ditemi che non avete mai visto un uomo considerare i pro ed i contro della castrazione del suo Brutus facendo espressioni di intenso dolore e fastidio…
Ma come fare a leggere il microchip? Purtroppo solo i veterinari (liberi professionisti o della A.S.L.), la Polizia Municipale e chi lavora nei canili possono riuscire, tramite l’apposita macchinetta, a leggerlo.
Fino ad oggi, in caso di smarrimento, l’unico modo per aumentare le possibilità che il nostro amico a quattro zampe ci venisse restituito, era quello di mettergli al collo una medaglietta con il suo nome e qualche informazione su di noi… Peccato che, visto che il cane non ha il collo di una mucca, lo spazio sulla medaglietta fosse pur sempre limitato. Dunque, cosa scrivere? Indirizzo e cognome?Cognome e numero di telefono? Nome, cognome e indirizzo e-mail?

In questi giorni, invece, mi è giunta voce di una nuova medaglietta che si chiama QRPets, sulla quale è stampato “in modo indelebile” (almeno così dice la casa di produzione…provare per credere) un codice che può essere letto solo grazie ad uno smartphone. Ovviamente ogni medaglietta ha un codice diverso ed ogni codice rimanda ad un profilo web dove potete inserire tutti, ma proprio tutti, i dati riguardanti voi ed il vostro cane, foto inclusa. La domanda sorge spontanea: a che pro la foto? ma se uno vede il mio cane e fotografa la medaglietta, come mai si deve assicurare che sia proprio il mio Bob? Il punto è che, potendo confrontare il cane che ci si trova davanti con quello della foto, ci si può assicurare che il caro Bob sia proprio il bel cagnone che abbiamo trovato e che la medaglietta non sia stata “presa in prestito” da qualcun’altro. (altro…)
La guerra è sempre una tragedia, al di là dei motivi per i quali la si combatte. Bombe, sparatorie, torture, paura… per tutti, soldati e civili, la guerra è terribile. I cani vengono utilizzati durante i combattimenti come veri e propri soldati. Inoltre, purtroppo, spesso […]
CuriositàLa guerra è sempre una tragedia, al di là dei motivi per i quali la si combatte. Bombe, sparatorie, torture, paura… per tutti, soldati e civili, la guerra è terribile.

I cani vengono utilizzati durante i combattimenti come veri e propri soldati. Inoltre, purtroppo, spesso e volentieri questi cani sono mandati alla ricerca di mine e possiamo ben immaginare cosa possa succedere quando per errore mettono una zampa sull’ordigno…
Tra i militari americani c’è un detto: le emozioni corrono attraverso il guinzaglio. Le sensazioni terribili che i soldati provano in zone di guerra, le provano indiscutibilmente anche i loro partners a quattro zampe. Nel 2010 è stato identificato il disturbo da stress post traumatico (DSPT) nei cani da un team di dottori del dipartimento della difesa.
Lo stress post traumatico nei cani militari mostra segni di iper-vigilanza e iper-reattività a rumori e altre stimolazioni ambientali.
A cura di Anna De Romita – educatrice cinofila Bari Scelte o imposte dalle circostanze, poche o tante, le abitudini caratterizzano le nostre vite. E, ovviamente, quando adottiamo un cane anche lui dovrà rientrare nel ritmo quotidiano degli eventi che scandiscono le giornate. Anche i […]
Educazione e AddestramentoA cura di Anna De Romita – educatrice cinofila Bari
Scelte o imposte dalle circostanze, poche o tante, le abitudini caratterizzano le nostre vite. E, ovviamente, quando adottiamo un cane anche lui dovrà rientrare nel ritmo quotidiano degli eventi che scandiscono le giornate. Anche i cani, come gli esseri umani, hanno una naturale tendenza ad imparare e acquisire stabilmente degli schemi comportamentali che, una volta diventati abitudini, non richiederanno più un particolare impegno cerebrale per essere messi in atto. E ciò in natura porta alla felice conseguenza di ricavarne un risparmio energetico e, quindi, un vantaggio per l’individuo e per la specie in questione.
Pertanto, Fido non faticherà di certo ad abituarsi a schemi e regole comportamentali che cercheremo di trasmettergli. Imparerà ad aspettarsi il cibo e le passeggiate sempre lo stesso numero di volte al giorno e sempre negli stessi orari, memorizzerà le nostre abitudini e saprà ricordare orari di entrata e di uscita di ogni abitante della casa.
Riflettiamo bene, però, sulle parole di R.Abrantes: «è facile costruire delle abitudini, in quanto sono sufficienti poche ripetizioni. Al contrario, è difficile interromperle, tanto che a volte bisogna ricorrere a procedure piuttosto sofisticate» (cit.: Roger Abrantes, Il linguaggio del cane, Editoriale Olimpia). (altro…)
A cura di Minoli Claudio del Centro Cinofilo PsycoDogs di Bari E’ arrivata la primavera e le giornate si sono finalmente allungate. Abbiamo più tempo da dedicare ai nostri amici a 4 zampe, ci sentiamo più carichi e sicuramente maggiormente propensi all’interazione con il nostro “fedele” […]
Educazione e AddestramentoA cura di Minoli Claudio del Centro Cinofilo PsycoDogs di Bari
E’ arrivata la primavera e le giornate si sono finalmente allungate. Abbiamo più tempo da dedicare ai nostri amici a 4 zampe, ci sentiamo più carichi e sicuramente maggiormente propensi all’interazione con il nostro “fedele” amico anche grazie al tepore primaverile.
Molto spesso, però, le persone si domandano come poter avviare una corretta relazione con il proprio amico a 4 zampe.
Sicurmente, l’idea più costruttiva per un corretto sviluppo della vostra relazione con il cane, è quella di rivolgervi ad un educatore o ad un istruttore cinofilo professionista.
Un tecnico abilitato e soprattutto competente vi aiuterà a migliorare la relazione interspecifica e vi potrà guidare in un percorso formativo all’insegna del benessere per voi e soprattutto per “fido”.
Decidete di fare un giro di telefonate e di rivolgervi ad un centro di educazione della vostra città, ma vi capita di vedere una cosa strana: osservare l’istruttore cinofilo che durante la lezione utilizza una scatoletta di plastica che emette un suono particolare, “click-clack”.
Vi guardate attorno e cercate di capire meglio cosa sta accadendo, ma niente, non riuscite proprio a capire cosa sia quella scatoletta “magica”. Cani liberi, senza guinzaglio, senza collari, senza un contatto fisico pronunciato, così come vi aspettavate e così come vi aveva detto il vostro negoziante di fiducia o il vostro amico di passeggiate. E la cosa ancora più strana é che nel campo di addestramento non ci sono tantissimi cani, anzi, vi può capitare di vederne anche uno solo per volta.
Magari questa cosa vi insospettisce un po’ e provate a chiedere a qualche altro professionista, fate una ricerca su riviste, su internet e trovate un altro luogo più consono alle vostre aspettative, vi rendete conto di essere capitati in un luogo “giusto”, dove i cani sono tenuti al guinzaglio con i collari a strangolo che conoscete perfettamente. Gli stessi collari che vi sono stati consigliati dai conoscenti possessori di cani. E, finalmente, vedete un po’ di “disciplina”… tanti cani all’interno del campetto in fila che eseguono alla perfezione i “comandi” impartiti dai rispettivi proprietari.
Ma è davvero questo di cui abbiamo bisogno? Di una disciplina ferrea, di collari a strangolo per poter punire, di tonalità della voce esagerati, di stare in fila come “capre” ed eseguire tutto quello che l’istruttore dice di fare, tutti allo stesso tempo, tutti nella stessa maniera?
O sentite la necessità di comprendere il comportamento del vostro cane, il perché di determinati comportamenti e cercate un metodo non invasivo che vi permetta l’esecuzione degli stessi esercizi ma fatti senza l’ausilio della coercizione?

Quando ho iniziato la mia attività di educatore, non conoscevo altra metodologia, c’era solo quella descritta nei libri e nei manuali; I miei “maestri” mi hanno insegnato alla perfezione la funzionalità del collare a strozzo ( o collare a strangolo, collare a maglie, collare per l’addestramento, ecc).
Ma la cosa sicuramente importante è che gli studi e l’esperienza mi hanno insegnato che questo tipo di collare è un’arma pericolosa.
Con il passare del tempo per fortuna le cose sono cambiate, le metodologie si sono evolute nel rispetto del compagno a 4 zampe e gli studi condotti con estremi sacrifici, mi hanno portato ad abolire ogni forma di coercizione, ogni “arma” a discapito del cane, e cercare metodologie che portassero il cane a cooperare.
Nel centro in cui opero, il centro cinofilo Psycodogs, è oramai dal 1999 che non sono tollerati collari a strangolo, figuriamoci altre metodologie. Ed è da oltre 14 anni che ho scoperto la funzionalità di quella scatoletta di plastica, il famoso clicker di cui si sente tanto parlare ma del quale forse non si ha un’idea ben precisa, che assieme ad altri strumenti ed altre metodologie, fa parte dei programmi di educazione e di rieducazione del nostro centro cinofilo.

Il clicker ha una grande potenzialità se usato correttamente. Il cane non è obbligato ad eseguire un “comando”, non c’è imposizione, non ci sono conflitti di alcun tipo.
Il vostro amico a 4 zampe è sempre libero di scegliere quale comportamento attuare, e soprattutto ha ottenuto delle informazioni precise e sicure su quali sono i comportamenti che provocano gratificazione, sia al proprietario, sia al cane stesso.
E’ una meravigliosa scatoletta di plastica che ti permette una forma comunicativa diretta, un’opportunità unica visto le sostanziali differenze di linguaggio che esistono tra noi e i nostri amici a 4 zampe. Certo, non è stato semplice all’inizio, soprattutto vista la mia preparazione precedente. Mi è capitato di commettere anche errori sostanziali, ma ogni errore è sempre stato uno spunto di riflessione, era sempre il cane che avevo di fronte che mi comunicava l’alternativa migliore, la soluzione forse più lenta, ma di sicuro molto efficace, soprattutto nella costruzione di un rapporto con il vostro “pelosone”. Ma vediamo di capire meglio cos’è questo fantomatico clicker.
Il clicker è una semplicissima scatoletta di plastica che contiene al suo interno una linguetta metallica, e se premuto emette un suono secco, “click-clack”. Sono tante le persone che intravedono un gioco in questa scatoletta di plastica, altri pensano che sia come un fischietto, una specie di richiamo. Ma non c’è niente di più falso.
Il clicker si basa su concetti di psicologia estremamente chiari: il condizionamento classico, il condizionamento operante e soprattutto il rinforzo positivo.
Se usato correttamente (affidatevi sempre ad un professionista!!) è uno strumento estremamente potente che permette di dare al cane un’informazione estremamente importante: quale dei suoi comportamenti funziona, quale comportamento permette al cane di ottenere qualcosa che gli piace e che vuole, qualcosa che volta per volta, aumenterà le probabilità che lo stesso comportamento si verifichi di nuovo.
Ma ripeto, non è semplice il suo utilizzo basandosi su concetti di psicologia e anche perché è una vera e propria filosofia di vita. Significa infatti cercare un modo per comunicare e per vivere con gli animali, attraverso la gentilezza e la comprensione. E soprattutto vi permette di saper sfruttare le capacità del vostro amico, che sono totalmente differenti da quelle di un altro cane.
Ogni individuo ha caratteristiche completamente differenti l’uno dall’altro. Vi permette di costruire un rapporto univoco, che non si basa su schemi comportamentali generalizzati come può avvenire con l’utilizzo delle metodologie c.d. coercitive, dove ogni “pattern” comportamentale è paragonato a quello di un altro soggetto.
La prossima volta che vi avvicinate ad un centro di educazione in cui si usa il clicker training, soffermatevi con attenzione. Chiedete informazioni e cercate di capire l’enorme potenzialità di quello strumento. Chissà che anche voi non riusciate a costruire un meraviglioso rapporto con il vostro amico a 4 zampe anche grazie all’utilizzo del clicker training.
Claudio Minoli
Centro Cinofilo Psycodogs – Bari
www.psycodogs.it
tel. 339.3553035
Ed eccoci qui prendiamo borse, zaini, e tutto quello che ci può servire e ci avviciniamo alla nostra automobile con il nostro Fido. Apriamo lo sportello e abbiamo due scelte: mettere il nostro amico nel comodo trasportino (se è stato abituato) o farlo salire sul […]
Curiosità
Ed eccoci qui prendiamo borse, zaini, e tutto quello che ci può servire e ci avviciniamo alla nostra automobile con il nostro Fido.
Apriamo lo sportello e abbiamo due scelte: mettere il nostro amico nel comodo trasportino (se è stato abituato) o farlo salire sul sedile posteriore legando la pettorina alla cara cintura di sicurezza per cani. Tutto all’insegna del rispetto delle norme stradali e nel rispetto del nostro amico a quattro zampe.
Nei percorsi si insegna al proprietario come il cane deve salire in macchina, come deve stare seduto sul sedile (ovviamente se non si usano kennels o trasportini), si insegna che bisogna allacciargli sempre la cintura di sicurezza alla pettorina e come il cane deve scendere dall’auto.
Noi siamo legati dalla cintura di sicurezza che la maggior parte delle volte salva le persone da gravi incidenti…ma i nostri cani sono protetti allo stesso modo? (altro…)
Il Tellington TTouch ® è un modo nuovo ed innovativo per aiutare il tuo cucciolo a crescere per essere un cane adulto ben equilibrato. Ti può aiutare a prevenire l’ansia, la timidezza, l’aggressività, la paura dei rumori forti e molti altri comportamenti indesiderati che si […]
Benessere e cura

Il Tellington TTouch ® è un modo nuovo ed innovativo per aiutare il tuo cucciolo a crescere per essere un cane adulto ben equilibrato. Ti può aiutare a prevenire l’ansia, la timidezza, l’aggressività, la paura dei rumori forti e molti altri comportamenti indesiderati che si manifestano solo quando il cane è adulto. Noi sappiamo con certezza che prevenire un problema è più facile che curarlo. Usando poche, semplici tecniche, il tuo nuovo cucciolo potrebbe avere più possibilità di condurre una vita felice e ben integrata nella famiglia!
I cuccioli hanno bisogno di essere socializzati con parecchie persone, animali e bambini prima dei sei mesi di vita. Questo significa lezioni di socializzazione per cuccioli appena il tuo cane ha fatto il suo primo vaccino. Questo è confermato da.moltissimi esperti cinofili come il Dottor Plazhund e il conosciutissimo veterinario comportamentalista Ian Dunbar.. Ian afferma che i pericoli del non far socializzare da subito il cucciolo rendono più consistente il pericolo che questi contragga qualche malattia.
Il Tellington TTouch ® potrebbe essere la prossima scelta eccellente che puoi fare per il tuo cucciolo! Puoi chiederti perché prenderti questa briga, dal momento che il tuo cucciolo sembra una cane normale e in salute…
Molti comportamenti indesiderati si manifestano solo durante la pubertà, il che significa dai 7 mesi ai 2 anni di età. Il TTouch può favorire l’aumento della fiducia in se stessi e dunque aiuta a prevenire tali comportamenti.

Come funziona?
Ogni volta che tocchiamo i nostri cani in un modo specifico, attiviamo il sistema neurologico del corpo e perciò viene mandata un’informazione al cervello. Noi aiutiamo il nostro animale domestico a:
– Diventare più consapevole del suo corpo (“Caspita mamma, ti ho pestato il piede?”)
– Diventare più abile a concentrarsi ( “Oh, è quello ciò che volevi da me?”).
– Essere più tollerante con i bambini ( “Oh, di nuovo quel bambino, be’…lancia la palla davvero bene!”)
– Diventare meno timoroso delle “cose strane” ( “Le moto sono una gran cosa alla quale abbaiare… ma penso che lascerò vivere il ragazzo dei giornali per oggi!”)
Come faccio?
Comincia con lunghe, morbide carezze lungo il corpo del tuo cucciolo. Imparerai presto dove gli piace essere toccato e in quali punti prova ad evitare le tue mani! Per esempio, se ogni volta che ti avvicini al posteriore lui si siede, sai che starà trattenendo della tensione in quest’area. Quale modo migliore, per tenerti lontano da questa parte del corpo, che sedercisi sopra? Dopo tutto, il tuo cucciolo non è stupido…! Assicurati di toccare ogni parte del corpo! Questo include la bocca, le orecchie, i piedi, le unghie e la coda. Per lavorare sul tuo cane, hai bisogno di farlo stare fermo in qualche modo. Abitua il tuo cucciolo ad indossare una pettorina per le passeggiate, per le puppy class ecc, e mettigliela anche per fare il lavoro sul corpo. Reggi dolcemente il cane dalla parte anteriore della pettorina sul petto, questo ti permette anche di poter usare la mano sul torace del cane. Tutto ciò comunica al tuo cucciolo che tu desideri che lui stia con te. E’ importante non tenere tanto forte da far sentire il cucciolo “costretto”, ma piuttosto chiedergli in modo fermo e gentile di stare con te per un tempo non troppo lungo.
Noi usiamo molte tocchi differenti, ma la maggior parte sono basate su un movimento circolare in senso orario. Il primo che insegniamo è Il Leopardo Nebuloso perché le tecniche e i principi usati sono alla base di tutti i tocchi circolari del TTouch. (altro…)
Chiunque tra noi viva in casa con un cane ha detto questa frase (o simili) almeno una volta: “Voglio che il mio cane sia pulito”… E allora, per tener fede a questa nostra volontà, portiamo il nostro piccolo amico dal toilettatore! Quando entriamo è difficile […]
Notizie Cinofile Notizie dal Mondo
Chiunque tra noi viva in casa con un cane ha detto questa frase (o simili) almeno una volta: “Voglio che il mio cane sia pulito”…
E allora, per tener fede a questa nostra volontà, portiamo il nostro piccolo amico dal toilettatore!
Quando entriamo è difficile non essere investiti dal profumo (o puzza, dipende dai punti di vista!) di prodotti per cani del negozio.
Si sente il forte rumore di quell’enorme phon in funzione e ci può capitare di vedere un cane sul tavolo con la faccia sconsolata che si fa girare, rigirare, spazzolare, asciugare ecc…
Il nostro cane ci guarda, sospiriamo entrambi. “Devi fare il bagnetto” diciamo al nostro quattro zampe, “Vedrai, ti piacerà!”. E così cerchiamo di convincere il nostro cane…Ma in realtà stiamo cercando di convincere noi stessi che tutta la situazione sia un bene!
A cura di Anna De Romita – educatrice cinofila Bari Alla base di tanti equivoci tra noi esseri umani e, soprattutto, tra noi uomini e gli animali c’è spesso una disattenzione verso l’importanza del tono della nostra voce. La nostra comunicazione si basa prevalentemente sul […]
Educazione e AddestramentoA cura di Anna De Romita – educatrice cinofila Bari
Alla base di tanti equivoci tra noi esseri umani e, soprattutto, tra noi uomini e gli animali c’è spesso una disattenzione verso l’importanza del tono della nostra voce. La nostra comunicazione si basa prevalentemente sul linguaggio e non di rado siamo convinti che usare le parole giuste e spiegare coscienziosamente il nostro pensiero con resoconti e descrizioni renda semplice far arrivare a destinazione i nostri messaggi forti e chiari. Abbiamo parlato e non abbiamo dubbi che le parole siano state efficaci ed efficienti messaggere delle nostre idee e intenzioni e ci aspettiamo una reazione da chi ci è di fronte, uomo o animale che sia, coerente con la linea delle nostre parole. Quando non accade ci sentiamo sorpresi e sopraffatti dal disappunto o dalla rabbia e incominciamo a pensare di aver avuto a che fare con un ottuso, uno stupido, un essere cattivo o dispettoso. Tentiamo di spiegare ancora e ancora e ognuno di noi ha, poi, la propria personale soglia di sopportazione oltre la quale la pazienza si volatilizza e decidiamo di urlare, sbattere oggetti, andare via o, in casi estremi, addirittura picchiare il malcapitato che non ci comprende.
Che cosa è accaduto? C’è stato un equivoco, un fraintendimento e ciò significa che qualche “interferenza” ha ostacolato il percorso delle nostre intenzioni. Ma urlare, scappare o picchiare non ci aiuterà di certo a superare l’equivoco e farci capire!
Le parole in sé costituiscono, infatti, il linguaggio verbale ma il senso di quest’ultimo può essere più o meno fortemente modificato dal tono della voce o, più precisamente, da quattro fattori che rappresentano la comunicazione para-verbale: il timbro, il tono, il volume e la velocità della voce. Il primo si riferisce all’elemento distintivo peculiare della voce di ogni individuo e dipende dalle caratteristiche fisiche delle corde vocali, dei tessuti, dei muscoli, del diaframma e può differenziarsi in infinite varietà più o meno profonde, squillanti, nasali, etc.
Il tono rappresenta, invece, la particolare intenzione e il senso preciso che si intende attribuire al proprio messaggio. Una stessa frase o parola possono assumere un significato molto diverso se dette con un tono che esprime serietà o leggerezza, interesse o indifferenza, piacere o disgusto e così via. (altro…)
Il Tellington TTouch® (TTEAM) è un metodo davvero unico per lavorare con tutti gli animali. Sviluppato da Linda Tellington Jones, il Tellington TTouch® usa i semplici movimenti del corpo (TTouches) per migliorare la circolazione e per migliorare la salute generale. Quando è opportuno, gli esercizi […]
Benessere e cura
Il Tellington TTouch® (TTEAM) è un metodo davvero unico per lavorare con tutti gli animali. Sviluppato da Linda Tellington Jones, il Tellington TTouch® usa i semplici movimenti del corpo (TTouches) per migliorare la circolazione e per migliorare la salute generale. Quando è opportuno, gli esercizi a terra possono essere utilizzati in combinazione con il TTouch per ristabilire le funzioni fisiche in condizioni sia acute che croniche. Il TTouch può anche ridurre il rischio di infortuni e cattiva salute. Aiuta l’animale ad entrare in uno stato emotivo, mentale e fisico più equilibrato e ciò può favorire la guarigione e la longevità.
Il TTouch aiuta a ridurre la tensione e promuove un generale senso di benessere e calma. Questo metodo si coniuga bene con molte altre metodiche ed è stato usato insieme alle cure veterinarie per aiutare gli animali a superare molti problemi fisici associati alla malattia e alla vecchiaia quali la displasia dell’anca, la spondilosi, i danni al legamento crociato, i disturbi digestivi, l’artrite, la paralisi, l’epilessia e una generale scarsa salute. Il TTouch si è dimostrato essere un mezzo di importanza vitale nelle cure post-operatorie ed è ampiamente usato in tutto il mondo da addestratori di animali, fisioterapisti professionisti, proprietari di animali, assistenti e veterinari. Tom Beckett, un veterinario con sede negli Stati Uniti, descrive il Tellington TTouch® nel modo seguente:
“Quando il dolore, un nervo danneggiato o una funzione muscolare rende inabile una parte del corpo, il TTEAM induce l’animale ad attivare qualsiasi via alternativa, di tipo neuromuscolare, disponibile per ripristinare le funzioni fisiche. La conoscenza porta spesso del conforto associato alla sofferenza. I danni fisici lasciano frequentemente un persistente schema di dolore e funzioni ridotte nell’area danneggiata. Questo schema persiste incosapevolmente per molto tempo anche dopo che la guarigione è completa, impedisce l’uso consapevole di quella parte del corpo e perciò crea dello stress alle aree distanti, le quali devono lavorare di più per compensare tale mancanza. Questa sofferenza cronica ha effetto sulla salute generale, sullo stato d’animo e sul comportamento. Il TTEAM usa il TTouch per portare questi schemi alla luce della consapevolezza e gli esercizi a terra per favorire il ripristino di un movimento più salutare ed equilibrato”.

Il Tellington TTouch® ti rende capace di aiutare il tuo animale domestico e ti permette di diventare parte del processo di guarigione in un modo che è unico tanto quanto il legame tra te e l’animale affidato alle tue cure. Questo metodo ti aiuta a creare una connessione più profonda con il tuo animale domestico e ti dà una maggiore consapevolezza e comprensione del tuo amico animale. Non è necessario adottare l’intera filosofia del Tellington TTouch® per fare la differenza. Imparando qualcosa del TTouch lo puoi aiutare a superare una varietà di problemi e, poiché molti indesiderati problemi comportamentali sono causati dal malessere, dallo stress, dal dolore e dalla cattiva salute, in questo modo l’armonia può essere ripristinata nell’animale su tutti i livelli. (altro…)
A cura di Chiara Santarelli, Educatore Cinofilo di Fermo Ogni volta che accade un fatto del genere, si tratti realmente di questa o di altre razze, si torna sempre a criticare aspramente e ghettizzare il pitbull assassino, come se si trattasse di una razza creata […]
Curiosità Le Razze Pet Therapy
A cura di Chiara Santarelli, Educatore Cinofilo di Fermo
Ogni volta che accade un fatto del genere, si tratti realmente di questa o di altre razze, si torna sempre a criticare aspramente e ghettizzare il pitbull assassino, come se si trattasse di una razza creata in laboratorio con il solo scopo di uccidere chiunque gli capiti a tiro. E ogni volta si inizia a puntare il dito sulla pericolosità di questi cani, a proporre di sterminarli e così via campando per aria teorie fantasiose degne dei soliti esperti della domenica.Ma chi sono realmente questi cani?
E’ bene dire che il pitbull non è un cane adatto a tutti. E’ molto coraggioso e molto forte, ha un’elevata resistenza al dolore, ma di indole non è assolutamente aggressivo verso le persone. Anzi, è un cane molto socievole con l’uomo, ha bisogno di contatto, ed è molto fedele. Estremamente intelligente, molto affettuoso e coccolone, si adatta con estrema facilità alla vita familiare. E’ ovvio che è un cane che deve essere ben socializzato con qualsiasi tipologia di persona ed animale, come tutti i cani del resto. Deve essere educato a comportarsi in modo corretto sia in casa che fuori, come tutti i cani del resto, e deve soprattutto avere un corretto rapporto con i familiari. Va da sé che se viene addestrato a combattere e uccidere, se viene picchiato violentemente, se viene trascurato e “abbandonato” in giardino può diventare pericoloso, come qualsiasi altro cane.Certo, è vero che ci sono stati diversi episodi di aggressioni da parte di questi cani, ma anche da parte di cani di altre razze. Però non si può, ogni volta, demonizzare e generalizzare. Forse molti non sanno che, proprio dietro l’angolo, ci sono anche quei pitbull speciali: quelli che aiutano la gente, quelli che non si tirano indietro di fronte alla fatica. Quei pitbull che, insieme ai loro compagni umani, hanno salvato vite e fatto miracoli.

Come non citare l’indimenticabile Yagho, fermano doc, primo pitbull in Italia e in Europa ad essere brevettato come cane da salvataggio nautico che, insieme a Damiano dell’Associazione Pegasus Cinofili Soccorso Nautico, il suo conduttore, ha contribuito a pattugliare i nostri litorali pronto ad intervenire laddove ce ne fosse stato bisogno. (altro…)
Ultimamente ho letto una notizia che mi ha lasciata senza parole: al Cruft, la più grande esposizione canina che si svolge in Inghilterra, hanno deciso di fare una sezione dedicata ai meticci. Non voglio parlare al momento del Cruft o delle gare di bellezza in […]
Educazione e Addestramento Notizie Cinofile
Ultimamente ho letto una notizia che mi ha lasciata senza parole: al Cruft, la più grande esposizione canina che si svolge in Inghilterra, hanno deciso di fare una sezione dedicata ai meticci. Non voglio parlare al momento del Cruft o delle gare di bellezza in generale, ma ne traggo spunto per dare una voce anche ai piccoli quattro zampe senza pedigree dei quali non si parla mai!
Parlo dei meticci. Meticci che provengono dal canile, dalla strada, da cucciolate fatte in casa…insomma di tutti quei piccoli amici a quattro zampe che spesso e volentieri vengono sottovalutati poiché, secondo il mio parere, ad oggi, poche persone si sono impegnate a lavorare seriamente con loro!
A volte i proprietari di meticci decidono di non fare educazione o qualche sport con il proprio cane unicamente per il fatto che non è un cane “di razza”.
Rispondiamo a domande tipo “ma posso fare educazione con il mio cane? Non è di razza però”, oppure “si può fare agility con un meticcio?”. A tutte queste domande mi sento di rispondere con una sola parola: certamente! Con il vostro cane, mantenendo il dogma fondamentale del RISPETTO (che vale per tutti i cani, di razza e non) si può fare quasi tutto….dipende dal cane, per cosa è portato, cosa gli piace, cosa lo motiva… (altro…)
Quante volte, vedendo il nostro cane in difficoltà, siamo intervenuti per aiutarlo? Teniamo in considerazione solo quei casi in cui il cane potrebbe farcela da solo e noi facciamo le cose al posto suo perché siamo di fretta, perché così pensiamo di fare il suo […]
Educazione e Addestramento
Quante volte, vedendo il nostro cane in difficoltà, siamo intervenuti per aiutarlo? Teniamo in considerazione solo quei casi in cui il cane potrebbe farcela da solo e noi facciamo le cose al posto suo perché siamo di fretta, perché così pensiamo di fare il suo bene o perché vogliamo essere sicuri del risultato. Quando Fido ha davvero bisogno di noi? Vi sono situazione dove il nostro amico a quattro zampe necessita del nostro supporto: ha un problema motorio e non riesce a salire le scale da solo, viene tempestato di carezze da cuginetti, nipotini e marmocchi vari e non sa come toglierseli di torno con le buone, ha una spina nella zampa, etc… Ecco, in questi casi e in altri, è evidente che aiutare il nostro cane è sinonimo di cura e affetto. Ma siamo sicuri di limitare i nostri interventi solo ed esclusivamente a queste situazioni? Ho visto proprietari di cani in perfetta forma fisica sollevarli di peso per adagiarli sulla loro poltrona preferita. “Se no non ci sale” è la risposta tipica. Benissimo, che stia giù allora! Anche supponendo che Fuffy abbia una sua poltrona personale con la sua copertina e tutto il resto, per quale ragione dovremmo fare da badante ad un cane pigro e viziato? In casa vi può capitate di vedere che il vostro cane ne combina una delle sue… Ieri il mio cane voleva disperatamente raggiungere un prezioso calzino che era caduto dal mobile. (altro…)
A cura di Anna De Romita – educatrice cinofila Bari Vorremmo sempre sentire storie meravigliose sui cani come la toccante vicenda della piccola Julia, una bambina polacca di soli tre anni e mezzo che si era imprudentemente allontanata dal cortile di casa ed è stata […]
CuriositàA cura di Anna De Romita – educatrice cinofila Bari
Vorremmo sempre sentire storie meravigliose sui cani come la toccante vicenda della piccola Julia, una bambina polacca di soli tre anni e mezzo che si era imprudentemente allontanata dal cortile di casa ed è stata ritrovata, infreddolita e spaventata, dopo ventiquattr’ore di ricerche disperate, abbracciata al cane Czarue, un meticcio conosciuto in tutta la zona. Considerate le temperature proibitive (-5° C), Julia è sopravvissuta, ed è ora felicemente tornata nelle braccia dei suoi familiari, soltanto grazie al calore del corpo del premuroso vagabondo a quattro zampe.
Un cane di tutti e di nessuno, Czarue, un cane come tanti randagi che siamo abituati a vedere nelle nostre città o nelle periferie o campagne circostanti…cani a volte definiti impropriamente (e più avanti vedremo perché impropriamente…) “cani di quartiere” perché chi abita nella zona è abituato ad incontrarli e, magari, di tanto in tanto, a elargire del cibo o qualche coperta o un vecchio scatolone di legno come cuccia.
Sono cani più o meno socievoli e inclini al contatto umano ma tutti ugualmente liberi e indipendenti, a volte solitari, a volte legati dall’appartenenza ad un branco. La loro sorte è, però, incerta e la loro esistenza è quotidianamente messa alla prova non tanto, e non solo, dal probabile incontro/scontro con altri cani quanto dalla necessità di sopravvivere, cioè trovare di che nutrirsi e con chi riprodursi…il che non è poi cosa tanto facile nelle nostre “giungle metropolitane”. (altro…)
E’ difficile, per un proprietario di cani, riuscire a capire se Fido ha un problema o meno e da dove questo abbia avuto origine. Mi spiego meglio… La signora T. (personaggio di fantasia) ha un bellissimo Volpino di Pomerania di sette anni di nome Trilly. […]
Educazione e Addestramento Problemi comportamentali
E’ difficile, per un proprietario di cani, riuscire a capire se Fido ha un problema o meno e da dove questo abbia avuto origine. Mi spiego meglio… La signora T. (personaggio di fantasia) ha un bellissimo Volpino di Pomerania di sette anni di nome Trilly. La volpina “è allegra, affettuosa e non tira al guinzaglio” racconta con orgoglio la signora T. Però fa una cosa che sta creando alla signora notevoli difficoltà con il vicinato e che sta mettendo a dura prova la sua pazienza: Trilly, al minimo rumore (un ospite che bussa alla porta, un vicino che sale le scale, lo squillo del telefono, un colpo di clacson giù in strada), abbaia come una forsennata e non c’è verso di farla smettere.
“Ma il mio cane ha un problema?” chiede con tono tra l’infastidito e il preoccupato la signora. Dalle valutazioni fatte da un rieducatore cinofilo, risulta che Trilly ha un rapporto complicato con la sua padrona, poiché viene trattata da quest’ultima come se fosse un tenero peluche. Questo condiziona il modo in cui Trilly si relaziona alla signora T. e all’ambiente in cui vive. Certo, la signora T. non è molto contenta di sapere che è proprio lei ad aver incentivato la volpina ad assumere quel comportamento che tanto la infastidisce. Però fa la scelta giusta: si arma di pazienza e voglia di fare e intraprende un percorso di rieducazione. Il percorso non è semplice, Trilly a volte sembra migliorare e a volte sembra fare dei passi indietro ma, alla fine, la signora T. è abbastanza soddisfatta. Come? Abbastanza? Si, perché Trilly continua ad essere una cagnolina “abbaiona”, non “come il cane della mia amica che è così silenzioso da chiedersi se sappia abbaiare o no!”.
Come aiutare ulteriormente la signora? Se Trilly fosse una bambina le potremmo spiegare che se fosse più silenziosa la sua mamma sarebbe molto più soddisfatta di lei. Ma con la volpina non si possono fare ragionamenti “da uomo a uomo”…bisogna trovare delle soluzioni per disincentivare il suo frequente abbaiare di modo che risulti più silenziosa e il suo rapporto con la padrona ne possa beneficiare. Però, a meno che non si voglia snaturare la volpina, oltre un certo limite proprio non si può andare… “Quindi Trilly ha un problema così grave da essere irrisolvibile??” chiede la signora T. Di per sé, la nostra volpina non avrebbe nessun problema, se non fosse che il suo comportamento crea disagio al suo branco-famiglia.
In ambito cinofilo, il “problema” di Trilly viene classificato come problema comportamentale improprio. Ora la signora T. è un po’ sospettosa…”Insomma, ha un problema o no?”. Si definisce problema comportamentale improprio quel comportamento del tutto naturale di un cane, tenendo conto della razza di appartenenza, che risulta sgradevole e crea quindi dei problemi nel rapporto uomo-cane. (altro…)
Perché decidiamo di prenderci un cane? Perché scegliamo di condividere la nostra vita con un amico a quattro zampe? Ho deciso di cominciare questo articolo così, con delle domande che, per quanto banali, racchiudono un mondo interno. Giro per la mia città e mi capita […]
Notizie Cinofile Notizie dal Mondo
Perché decidiamo di prenderci un cane?
Perché scegliamo di condividere la nostra vita con un amico a quattro zampe?
Ho deciso di cominciare questo articolo così, con delle domande che, per quanto banali, racchiudono un mondo interno.
Giro per la mia città e mi capita di vedere proprietari che gridano contro il proprio cane perché gli sta facendo perdere tempo annusando e loro devono andare a lavorare, o vedo cani usati per “fare paura” e quindi bardati con collari pieni di borchie, trattenuti con guinzagli cortissimi (così sembrano ancora più pericolos)i, o cani trattati come figli, messi nei passeggini, avvolti in assurdi vestitini. Oppure vedo cani tristi, abbandonati a loro stessi in giardini, campagne, balconi e terrazze…..e tante volte mi viene da chiedere “ma perché hai deciso di prenderti un cane?”
Le risposte sono sempre varie ma poche volte sincere. Spesso il nostro cane diventa un surrogato di qualcosa, diventa il sostituto di una nostra mancanza e lo “usiamo” per sopperire a qualche nostra carenza. (altro…)
La verità è che grande oratore fa solo rima con grande educatore. Sarebbe davvero bello se il fatto di saper costruire un periodo sintatticamente complesso (uh-uh…come suona bene) fosse la cartina tornasole della veridicità delle affermazioni in questione. E così, surfando in internet (prendo in […]
Notizie Cinofile Notizie dal Mondo

La verità è che grande oratore fa solo rima con grande educatore. Sarebbe davvero bello se il fatto di saper costruire un periodo sintatticamente complesso (uh-uh…come suona bene) fosse la cartina tornasole della veridicità delle affermazioni in questione. E così, surfando in internet (prendo in prestito l’espressione inglese surfing on internet perché rende meglio l’idea del mio passare il tempo leggendo qua e là cose assurde), mi sono imbattuta in prosopopee di Mr. e Miss Cinofilia. Può capitare anche a voi di leggere articoli, riflessioni o brevi saggi che hanno la pretesa di spiegare concetti di cui l’autore/autrice non ha la benché minima idea. Al di là del simpatico copia-incolla senza citare la fonte, o del più raffinato “prendi un pezzetto di qua e uno di là e poi copia-incolla” continuando ostinatamente a non citare la fonte, abbiamo anche dei casi di “leggo un poco di questo, poi un poco di quello, shakero e personalizzo con delle mie considerazioni”. L’ultimo cocktail cinofilo andrebbe anche bene, se la persona in questione avesse una certa competenza in materia e quindi evitasse di trattare un argomento che, modificato e alterato dalle sue affermazioni, è da considerarsi cestinabile al 70%. Ma come, tutto qui? Tutto questo sarcasmo per un po’ di informazione di cattiva qualità?Premettendo che dal mio punto di vista l’informazione di cattiva qualità è benefica come mangiare del cibo la cui data di scadenza potrebbe essere inserita nei libri di storia (avete presente quando all’improvviso vi viene mal di pancia e non sapete neanche il perché? potrebbe essere qualsiasi cosa…voi il mal di pancia ve lo tenete, ed in aggiunta non sapete con chi prendervela perché non sempre si riesce a fare il giusto collegamento tra causa ed effetto), devo dirvi che purtroppo no, non finisce qui.

Infatti, potreste avere la fortuna di incontrare dei personaggi alquanto singolari. Volete degli esempi? Dunque…. Al terzo posto abbiamo quello che “ho fatto un corso di 6 giorni e quindi sono un educatore cinofilo”. Eh? In sei giorni non riesci ad acquisire neppure le più basilari conoscenze teoriche di cui un educatore necessita, come fai ad avere il tempo di osservare i cani e cominciare ad imparare dalla loro osservazione? E vabbè…lasciamo perdere i cani che per osservarli c’è sempre tempo… Non ho capito. Quindi prima si diventa educatore e poi si impara ad osservare i cani? E con chi fai pratica? Con i cani dei clienti? Qualche cavia la si trova, suvvia non andare per il sottile… (altro…)
A cura di Alessia Fusco – Qualche giorno fa mia madre mi ha dato un libricino che era rimasto a casa sua: “Come allevare ed addestrare il pointer”… Un libro che mi ha riportato indietro di 30 anni. Era ancora il tempo in cui per […]
Curiosità Notizie Cinofile Notizie dal MondoA cura di Alessia Fusco –

Qualche giorno fa mia madre mi ha dato un libricino che era rimasto a casa sua: “Come allevare ed addestrare il pointer”… Un libro che mi ha riportato indietro di 30 anni. Era ancora il tempo in cui per far mettere seduto il cane, l’autore consigliava una trazione del guinzaglio verso l’alto e poi una pressione sul posteriore del cane..et voilà! Ecco un bel seduto!
Il libro l’avevo acquistato per cercare di educare Lucky.. Lucky,il mio cane da bambina.
Come quasi tutti i bambini, anche io desideravo un cucciolo,un amico di cui potermi prendere cura, e non passava giorno in cui non chiedessi ai miei genitori di esaudire questo mio desiderio. Un giorno mia madre e mio padre,sfiniti dalle mie insistenti richieste,tornarono a casa con un minuscolo cucciolo di segugio. Non potete immaginare la felicità! Lo avevano comprato da un signore la cui cagna aveva fatto una cucciolata e quando arrivò a casa nostra doveva prendere ancora il biberon e i suoi occhietti velati si erano appena aperti.
Solo oggi posso capire cosa questo può aver significato..
Nei primi due mesi di vita,la mamma insegna ai suoi piccoli le prime regole della socializzazione (es. l’inibizione al morso) che permetteranno successivamente ai cuccioli di interagire in maniera “corretta” con i conspecifici. I cuccioli allontanati prematuramente dalla mamma corrono il rischio di soffrire poi di disturbi del comportamento, più o meno importanti, come iperattività, ansia, insicurezza ecc..
Ma allora, come dicevo, ero una bambina felice di allattare quel cucciolo! Cosi bisognoso di me che, invece di camminare, ancora strusciava sul pavimento..
Passò il tempo, Lucky divenne un bel cucciolo, desideroso di fare esperienze, di giocare, seguire piste,correre.

Era un cucciolo molto vivace e agitato, non stava fermo un attimo. Io ed i miei genitori lo portavamo in un giardinetto sotto casa, tuttavia l’incapacità di tutti di gestirlo ci impediva di lasciarlo libero. Cosi era sempre legato… Mi trascinava letteralmente dietro di lui! E quello che mi era sempre sembrato un sogno, avere un cane, ora non mi sembrava poi cosi bello. I miei genitori mi rimproveravano dicendo che ero io che avevo voluto il cane…. Ma io ero una bambina!! Mi ricordo che la sera parlavo a Lucky e gli dicevo: “Devi essere buono. Io ti voglio bene..Ma tu fai solo disastri..”. Lui mi guardava e sembrava comprendermi, però nel frattempo era sempre più “nervoso”. (altro…)
A cura di Anna De Romita – educatrice cinofila Bari Ci sono fondamentalmente due vie attraverso le quali un cane entra nella vita di una persona. La prima è un percorso più o meno consapevole e meditato che porta ad accogliere nella propria casa un […]
Educazione e AddestramentoA cura di Anna De Romita – educatrice cinofila Bari
Ci sono fondamentalmente due vie attraverso le quali un cane entra nella vita di una persona.
La prima è un percorso più o meno consapevole e meditato che porta ad accogliere nella propria casa un piccolo peloso nato in canile o in un allevamento della razza che abbiamo scelto come la nostra preferita.
Decidiamo il momento, l’ora, il giorno in cui il piccolo entrerà a far parte a tutti gli effetti delle nostre giornate…abbiamo comprato cuccia, guinzaglio, pettorina, giochi, cibo…siamo preparatissimi e pieni di entusiasmo.
Altre volte, invece, l’adozione “capita”, così all’improvviso, e da un momento all’altro ci ritroviamo a fissare lo sguardo smarrito di quel povero cane incontrato mentre facevamo una passeggiata o stavamo per recarci in ufficio o mentre, stanchi e distratti dai nostri pensieri, chiudevamo il cancello di casa.
Beh, possiamo dire che anche nel primo caso quando ci rechiamo presso un canile o un allevamento, tra i tanti cuccioli che si presentano ai nostri occhi, ce n’è sempre uno più degli altri che cattura la nostra attenzione e il nostro cuore. (altro…)
L’autismo (o disordine dello spettro autistico) è un gruppo di disturbi dello sviluppo cerebrale che ostacolano la capacità del bambino di comunicare e interagire socialmente. Il disturbo dello spettro autistico va dai casi più gravi, che vanno sotto la dicitura di “autismo classico”, alla forma […]
Benessere e cura Notizie dal Mondo Pet Therapy
L’autismo (o disordine dello spettro autistico) è un gruppo di disturbi dello sviluppo cerebrale che ostacolano la capacità del bambino di comunicare e interagire socialmente. Il disturbo dello spettro autistico va dai casi più gravi, che vanno sotto la dicitura di “autismo classico”, alla forma relativamente più lieve chiamata sindrome di Asperger.
Un team dell’Istituto Superiore di Sanità di Roma, guidato dalla dott.ssa Cirulli e dal dott. Alleva, ha studiato come i cani possano svolgere la funzione di “catalizzatori” sociali per i bambini affetti da questo disturbo. I cani, infatti, possono aiutare questi bambini a sviluppare emozioni e legami affettivi.
È noto come i cani siano in grado di aiutare in molti modi persone affette sia da patologie fisiche che da patologie mentali. Conosciamo tutti i “cani da assistenza” (per esempio i cani guida per ciechi), che vivono al fianco del loro proprietario aiutandolo in tutto e per tutto, regalandogli più autonomia e meno stress!
Il team ha svolto delle ricerche per capire se questi cani possano essere d’aiuto per i bambini affetti da autismo e in che modo il supporto dei cani possa essere utile ai bambini e alle loro famiglie per vivere una vita più serena. Lo studio è stato pubblicato a Febbraio sul Journal of Alternative and Complementary Medicine, ma i ricercatori, che non vogliono saltare a conclusioni affrettate, hanno comunicato che si stanno muovendo nella giusta direzione e stanno avendo riscontri positivi. (altro…)
Sempre di più la cinofilia in Italia progredisce nella direzione di benessere del cane. Sempre più spesso si parla di educazione e non di addestramento. Sempre più frequentemente si hanno come punti fermi l’educazione gentile e il rispetto del cane. Ma noi siamo portati a […]
Educazione e Addestramento Problemi comportamentali
Sempre di più la cinofilia in Italia progredisce nella direzione di benessere del cane.
Sempre più spesso si parla di educazione e non di addestramento.
Sempre più frequentemente si hanno come punti fermi l’educazione gentile e il rispetto del cane.
Ma noi siamo portati a concentrare l’attenzione su quello che non va piuttosto che su quello che va bene… Ebbene, oggi vorrei spezzare questo circolo vizioso. Oggi vi vorrei parlare di un’isola felice che coinvolge 3 regioni storicamente vicine a quella cinofilia fatta solo di prove di lavoro per cani e un po’ meno dedita alla relazione e all’educazione del cane in ambito civile ed urbano.

In Puglia dal 2000 c’è il centro cinofilo Psycodogs. Ne abbiamo parlato spesso, in quanto davvero fulcro di iniziative brillanti e di grande valore per la relazione uomo-cane: Educazione, DiscDog, Agility e soprattutto Rieducazione. Un centro polifunzionale che ha davvero dell’incredibile. Vi basti pensare che il Centro è stato negli ultimi anni un vero laboratorio di idee e di iniziative come le Cinolimpiadi ed il titolare, Claudio Minoli, garantisce ulteriori novità di valore per il nostro amico a 4 zampe. (per info www.psycodogs.it)
Ma le due regioni di cui vorrei davvero parlarvi quest’oggi sono la Calabria e la Sicilia.

In Sicilia c’è un centro, che si trova per l’esattezza nella città di Catania, dove da diversi anni si offre a tutti gli amici amanti dei cani, catanesi e non, di implementare le proprie conoscenze in ambito cinofilo: il Centro Cinofilo CaneEducato. Il responsabile, Marcello Di Salvo, attraverso le sue competenze e la sua professionalità, garantisce un servizio di vera qualità per lo sviluppo di una cinofilia “pulita” nella nostra bella Isola. Educazione, Cittadino a 4 Zampe, Utilità e Difesa, Socializzazioni e molto altro. Tra le iniziative più degne di lode vi è la gestione dei cani particolarmente mordaci nei rifugi della provincia di Catania. (altro…)